Buzzi: dividendo confermato a 0,70 euro per azione
pubblicato:Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA si è riunito in data odierna per l'esame della Relazione finanziaria annuale dell'esercizio 2025 comprendente il progetto di bilancio d'esercizio, il bilancio consolidato e la relazione sulla gestione comprensiva della rendicontazione consolidata di sostenibilità in ottemperanza a quanto previsto dal D.Lgs. n. 125/2024.
L'esercizio 2025 si è chiuso con un utile netto di 924,1 milioni (942,5 milioni nel 2024), di cui 921,3 milioni attribuibili agli azionisti della capogruppo.
La posizione finanziaria netta del gruppo a fine 2025 si è attestata a 1.130,9 milioni, in aumento rispetto ai 755,2 milioni del 2024
• Fatturato consolidato pari a 4.518,8 milioni, in crescita del 4,8% rispetto al precedente esercizio. A cambi e perimetro costanti, la crescita è stata 0,5%
• Margine operativo lordo ricorrente di 1.236,6 milioni, in flessione del 3,1%, con una redditività caratteristica del 27,3%
• Solida generazione di cassa, con un flusso operativo di 1.167 milioni (1.178 milioni nel 2024), a sostegno di investimenti industriali, operazioni straordinarie e una più generosa remunerazione degli azionisti, attraverso i programmi di buyback
• Proposta di distribuire un dividendo pari a 70 centesimi per azione, invariato rispetto all'esercizio precedente
• La rendicontazione consolidata di sostenibilità, conforme alla CSRD, evidenzia i progressi nel percorso di decarbonizzazione in coerenza con gli obiettivi intermedi della Roadmap
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
Le previsioni economiche per il 2026 delineano uno scenario di crescita globale complessivamente stabile, sostenuto dagli investimenti in tecnologia, innovazione e infrastrutture, nonché da una domanda ancora dinamica in alcune delle principali economie mondiali. Oltre ai già noti rischi ribassisti, tra cui tensioni geopolitiche, guerre in corso in diverse regioni e incertezze sul commercio internazionale, i recenti sviluppi del conflitto in Medio Oriente introducono un ulteriore e significativo elemento di rischio rispetto allo scenario macroeconomico e operativo inizialmente previsto per il 2026. In particolare, un probabile aumento dei prezzi dell'energia potrebbe incidere in modo rilevante sull'andamento dei nostri costi operativi. Con riferimento al settore delle costruzioni, in Italia le più recenti stime indicano una flessione del comparto residenziale mentre il segmento delle opere pubbliche dovrebbe continuare a beneficiare degli effetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Per questo, prevediamo qualche rallentamento dei nostri volumi di vendita rispetto all'anno precedente, mentre l'andamento dei prezzi sarà influenzato non solo dalla domanda ma anche dal fattore "diritti emissione CO2", in un contesto che vede l'avvio del cosiddetto CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) e una possibile revisione del sistema ETS in corso d'anno. Negli Stati Uniti, le previsioni per il 2026 indicano una persistente flessione del comparto residenziale, mentre anche il settore non residenziale, pur sostenuto da una forte domanda in segmenti specifici, come data center e infrastrutture digitali, evidenzierà nel complesso una lieve contrazione, con performance più variabili nei comparti tradizionali come uffici e commercio. In tale contesto, le nostre vendite dovrebbero mantenersi abbastanza stabili. Per contro, il calo della domanda dal 2022 in poi, quindi la maggior capacità domestica disponibile, la pressione costante delle importazioni, soprattutto in alcuni Stati, le operazioni straordinarie che hanno ridefinito il settore, la decisione di smantellare le politiche climatiche sono tutti elementi che possono portare a tensioni sui prezzi di vendita e a forzosi cambi di strategia per quanto riguarda il mix prodotti. In Europa Centrale, il 2026 è previsto segnare un progressivo recupero del settore costruzioni. In Germania è atteso un lieve miglioramento dell'attività, sostenuto dalla ripresa del comparto residenziale e dagli investimenti pubblici in infrastrutture, riconducibili al piano promosso dal governo federale volto a rafforzare reti di trasporto, energia e digitalizzazione. I nostri volumi di vendita dovrebbero risultare in modesta crescita rispetto al 2025. In Repubblica Ceca e Polonia, la domanda dovrebbe confermarsi dinamica, grazie ai piani di stimolo governativi nel comparto residenziale e nelle infrastrutture. Alla luce di tali prospettive, si prevedono quindi volumi di vendita leggermente superiori a quelli del 2025. In Brasile prevediamo un andamento favorevole, sostenuto dalla domanda interna, con volumi in lieve crescita e prezzi in rafforzamento. Negli Emirati Arabi Uniti stimiamo che i volumi di vendita del 2026, interamente consolidati, registrino un'evoluzione positiva grazie alla solida domanda interna, pur in presenza di potenziali rischi legati alle recenti dinamiche geopolitiche in Medio Oriente. Per quanto riguarda la Russia, l'attuale struttura di governance non ci consente di disporre di informazioni sufficienti per formulare previsioni sulle prospettive di mercato per l'esercizio in corso. In Messico, dopo la contrazione del settore costruzioni verificatasi nel 2025, è attesa una lieve ripresa. Nei vari mercati in cui operiamo, cercheremo di applicare una strategia di prezzo volta a preservare i margini, pur in un contesto competitivo caratterizzato da elevata incertezza. Per quanto riguarda i costi operativi, le recenti azioni di guerra intraprese dagli Stati Uniti contro l'Iran generano elevati rischi geopolitici, in particolare legati a potenziali interruzioni nello Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto della fornitura mondiale di petrolio. Ciò potrebbe tradursi in ulteriori rialzi dei prezzi dell'energia, pressioni inflazionistiche e maggiore volatilità dei mercati. Il quadro congiunturale e settoriale rimane incerto e non consente, allo stato attuale, di stimare con precisione l'effettivo impatto sui nostri risultati operativi. Tuttavia, alla luce delle informazioni oggi disponibili, riteniamo probabile che nel 2026 il margine operativo lordo ricorrente registri una lieve contrazione rispetto all'esercizio precedente. Sarà nostra cura fornire al mercato indicazioni più puntuali non appena disporremo di una migliore visibilità sull'evoluzione delle condizioni di breve periodo. Per quanto riguarda il programma di investimenti approvato per il 2026, prevediamo un'ulteriore accelerazione delle iniziative previste. Il piano include numerosi progetti orientati al miglioramento continuo dell'efficienza operativa e alla riduzione delle emissioni di CO?, in coerenza con gli obiettivi di decarbonizzazione definiti nella Roadmap. Sono inoltre previsti interventi finalizzati all'ampliamento della capacità produttiva e al potenziamento della rete di distribuzione.