Intesa Sanpaolo e Ferretti: l'analisi tecnica dei due titoli

di FTA Online News pubblicato:
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Borsa Italiana: Banca Akros alza il prezzo obiettivo di Intesa a 6,7€ mentre Ferretti scivola dopo il "no" del cda all'offerta KKCG. I livelli chiave da monitorare

Intesa Sanpaolo e Ferretti: l'analisi tecnica dei due titoli

Moderato rialzo ieri per Intesa Sanpaolo, che ha chiuso la seduta con un progresso dello 0,92% a 5,37 euro, dopo aver oscillato tra 5,327 e 5,466 euro. Il movimento si inserisce in un contesto di attenzione crescente verso il settore bancario europeo, sostenuto dalle aspettative di tassi ancora relativamente elevati e da una buona tenuta della redditività operativa.

Banca Akros ha rivisto al rialzo il target price su Intesa Sanpaolo a 6,7 euro dai precedenti 5,9 euro, confermando la raccomandazione accumulate in vista della pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2026. Secondo le stime degli analisti, il gruppo dovrebbe chiudere il trimestre con un utile netto di circa 2,55 miliardi di euro, confermando una dinamica reddituale ancora solida nonostante il contesto macroeconomico più incerto. La prevista lieve pressione sul margine di interesse netto (-1% su base annua) dovrebbe essere compensata da: maggiori ricavi da commissioni (+3% a/a) ricavi da trading stimati a circa 335 milioni di euro.

Questo mix di ricavi evidenzia la crescente importanza della diversificazione del modello di business, che consente alla banca di mantenere una buona capacità di generazione di utili anche in uno scenario di possibile stabilizzazione dei tassi.

Il settore bancario continua a beneficiare di condizioni monetarie ancora restrittive, che sostengono il livello dei margini rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, l’evoluzione del ciclo economico e il possibile rallentamento della crescita richiedono una crescente attenzione alla qualità del credito e alla sostenibilità della redditività nel medio periodo.

In questo contesto, la capacità di generare ricavi da servizi, gestione patrimoniale e attività di trading rappresenta un elemento chiave per mantenere una performance stabile anche in presenza di maggiore volatilità macroeconomica.

Intesa Sanpaolo, prezzi in consolidamento

L’andamento recente di Intesa Sanpaolo evidenzia una fase di consolidamento dopo la correzione che ha riportato i prezzi dai massimi di periodo in area 6,15–6,20 euro fino al minimo relativo in area 4,81 euro. Il ribasso si è arrestato in prossimità del ritracciamento del 50% di Fibonacci dell’intero movimento rialzista avviato nell'aprile 2025, livello che ha finora contenuto la pressione ribassista e favorito un primo tentativo di stabilizzazione.

Nelle ultime sedute il titolo ha avviato un recupero riportandosi in area 5,40–5,45 euro, muovendosi a ridosso della media mobile esponenziale a 50 giorni, che rappresenta un primo riferimento tecnico importante per valutare la solidità del rimbalzo.

La struttura grafica mostra come il movimento correttivo delle scorse settimane si inserisca, almeno per ora, all’interno di un trend di fondo ancora costruttivo, anche se nel breve termine permane una certa prudenza.

Dal punto di vista grafico, un primo segnale di rafforzamento arriverebbe con il superamento dell’area 5,55–5,60 euro, dove si trova una precedente zona di congestione dei prezzi. Il ritorno sopra questa fascia migliorerebbe il quadro tecnico di breve periodo, aprendo spazio a un possibile recupero verso 5,80 euro, lato alto del gap ribassista del 27 febbraio.

Oltre tale soglia, il titolo potrebbe tentare un avvicinamento ai massimi relativi in area 6,15–6,20 euro, riferimento chiave per la ripresa del trend rialzista di medio periodo. Sul lato inferiore, il primo supporto si colloca in area 5,15–5,20 euro (base del gap del 1° aprile), zona che ha già mostrato una certa capacità di contenere la pressione in vendita nelle ultime sedute.

Eventuali discese sotto questi livelli riporterebbero l’attenzione verso il supporto psicologico dei 5,00 euro e successivamente verso 4,90 euro, minimo recente e punto in cui i compratori sono tornati attivi.

Solo la violazione di questa fascia renderebbe il quadro tecnico più fragile, con possibili estensioni verso il ritracciamento del 61,8% in area 4,65 euro.

Nel complesso, la configurazione grafica appare coerente con una fase di pausa dopo il forte rialzo sviluppato tra la seconda metà del 2024 e l’inizio del 2026. Il trend primario non risulta compromesso, ma nel breve periodo sarà importante osservare la capacità dei prezzi di riportarsi stabilmente sopra le prime resistenze dinamiche per confermare il ritorno di una pressione rialzista più convincente. In caso contrario, il titolo potrebbe proseguire in una fase laterale, riflettendo un contesto macroeconomico ancora incerto per il settore bancario europeo.

Ferretti, passo indietro dopo i nuovi record

Ferretti in calo del 3,76% ieri dopo aver toccato, giovedì, nuovi record assoluti.

Il titolo era salito la scorsa settimana in scia ai risultati 2025 che hanno evidenziato ricavi in crescita del 5%, EBITDA rettificato +6,7%, utile netto a 90,1 milioni di euro (+2,2%), cassa netta (PFN negativa) in crescita da 65,2 a 111,0 milioni, nuovi ordini stabili (-0,2%) a 1,1366 miliardi, portafoglio ordini +14,5% a 1,7157 miliardi.

Il CdA ha inoltre proposto un dividendo di 0,11 euro per azione (0,10 l'anno scorso).

C'era inoltre in discussione la questione del rilancio da parte di KKCG (gruppo di investimento facente capo all’imprenditore ceco Karel Komárek) sull'offerta di gennaio per il 15,4% del gruppo, offerta che se accettata avrebbe portato la partecipazione di KKCG dal 14,5% al 29,9%.

L'offerta, inizialmente di 3,50 euro per azione, era stata innalzata a 3,90 euro lo scorso 26 marzo, ma il cda di Ferretti ha deciso a maggioranza di considerarla non congrua dal punto di vista finanziario, non equa e ragionevole, così come da parere del consulente finanziario indipendente Altus Capital Limited.

Piero Ferrari e Stefano Domenicali, membri dell'Independent Board Committee hanno dissentito e consigliato agli azionisti di aderire all'offerta.

Ferretti, corsi appena sopra il prezzo del rilancio di KKCG

Il titolo, come detto, è scivolato ieri a 3,946 euro, poco sopra dunque al prezzo del rilancio di KKCG.

La permanenza al di sopra di 3,90 euro resta compatibile con il trend rialzista di fondo del titolo e potrebbe preludere al raggiungimento di nuovi record in area 4,25.

Il cedimento di quota 3,90, soprattutto se dovesse essere ribadito in chiusura di ottava, rappresenterebbe invece un elemento di debolezza nuovo per il titolo, preludio ad una correzione più estesa del rialzo, che in caso di violazione dei minimi della scorsa settimana a quota 3,7580, avrebbe spazio per estendersi verso 3,55 almeno.

Quest'ultimo riferimento andrà eventualmente monitorato con grande attenzione, poichè spartiacque nel medio lungo periodo tra il proseguimento del trend rialzista ed una pericolosa flessione che potrebbe portare ad una inversione di tendenza.