Leonardo rimbalza con decisione, fondamentali solidi per Enel
pubblicato:Le azioni Leonardo oscillano in modo violento sulle prospettive belliche sempre più incerte, gli analisti puntano sui risultati e sul piano industriale di Enel

Netto rialzo nelle ultime due sedute di contrattazioni per Leonardo che tra ieri e martedì ha recuperato 12 punti percentuali. Ieri il titolo è salito nonostante l'ottimismo dei mercati nei confronti di una rapida conclusione della guerra USA contro l'Iran. Gli operatori verosimilmente guardano oltre, in particolare ai rapporti tra l'America di Trump e l'Europa. Intanto Citigroup ha migliorato la raccomandazione sul titolo da neutral a "Buy" con prezzo obiettivo confermato a 69 euro, alla luce della recente correzione.
Focus su Trump e scenario bellico
L'attenzione resta focalizzata sulle dichiarazioni di Trump, spesso contraddittorie, che nei giorni scorsi aveva affermato che gli USA potrebbero prendere il controllo dell'isola di Kharg (sede della principale infrastruttura petrolifera dell'Iran) con un'operazione via terra, ma anche che un accordo per fermare la guerra potrebbe essere siglato in tempi ragionevolmente brevi.
Stanotte il presidente USA ha ribadito come il "lavoro" sia prossimo ad essere concluso, l'Iran è decimato, ma mancano ancora alcune settimane.
Vedremo la piega che prenderanno i mercati che per il momento hanno reagito in maniera negativa aprendo in netto calo.
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Leonardo rimbalza, quadro grafico volatile
Graficamente intanto il titolo ha recuperato in due sedute il ribasso della precedente ottava, confermandosi piuttosto volatile ma senza una precisa direzionalità. Tra i massimi di marzo ed i minimi dello stesso mese ci sono quasi 12 euro e per quanto il trend di lungo periodo resti ancora orientato al rialzo, il rischio di nuovi cali nel breve si mantiene elevato. Area 55,00 può essere presa come riferimento critico sul grafico settimanale e se dovesse essere violata oggi in chiusura (ipotesi piuttosto remota) la flessione delle ultime settimane potrebbe accentuarsi fino a spingere le quotazioni verso la copertura del gap up di inizio anno a quota 51,40. Target successivo a 47,00 euro. Oltre 64,00 invece nuovi segnali di forza che agevolerebbero l'avvicinamento ai 70,00 euro.
Enel, JP Morgan ed Equita apprezzano dati 2025 e piano al 2028
Il quadro fondamentale di Enel si rafforza dopo l’aggiornamento delle valutazioni da parte delle principali case d’investimento. J.P. Morgan ha alzato il target price a 10,4 euro da 9,7 euro, confermando la raccomandazione overweight, mentre Equita SIM ha incrementato di 50 punti base il peso del titolo nel portafoglio principale, mantenendo rating buy con prezzo obiettivo a 11 euro.
Gli analisti hanno aggiornato le stime per incorporare i risultati 2025 e le indicazioni del piano strategico al 2028, che continua a puntare su una struttura industriale più focalizzata e meno esposta ai fattori di volatilità tipici del settore energetico tradizionale. In particolare, viene evidenziato come il gruppo presenti un portafoglio di approvvigionamento gas non esposto al Qatar, elemento che riduce uno dei principali rischi geopolitici in questa fase di mercato, soprattutto alla luce delle tensioni in Medio Oriente.
Ulteriore elemento di supporto è rappresentato dall’elevato peso delle attività regolate, che garantiscono visibilità sui flussi di cassa, e dall’ampia esposizione alle energie rinnovabili, segmento che continua a beneficiare del trend strutturale legato alla transizione energetica e alla decarbonizzazione. Anche la presenza nel comparto nucleare, attraverso partecipazioni indirette, contribuisce a migliorare il profilo di stabilità dei ricavi nel medio-lungo periodo.
Dal punto di vista tecnico, il miglioramento del sentiment fondamentale si inserisce in una fase in cui il titolo sta tentando di consolidare sopra l’area di supporto costruita a marzo. Il rafforzamento delle raccomandazioni da parte degli analisti contribuisce a sostenere l’ipotesi di una prosecuzione del trend rialzista di medio periodo, con un potenziale ritorno verso le aree di massimo viste nelle prime settimane dell’anno.
L’insieme di questi fattori rafforza la percezione di Enel come titolo difensivo con caratteristiche di crescita, particolarmente interessante in un contesto macroeconomico caratterizzato da volatilità sui prezzi dell’energia, incertezza geopolitica e divergenze tra politiche monetarie.
In sintesi, il consenso degli analisti continua a evidenziare un profilo di rischio relativamente contenuto rispetto ad altri titoli del comparto utilities, con un potenziale di apprezzamento ancora significativo rispetto alle quotazioni attuali, supportato da fondamentali solidi e da una strategia industriale coerente con i principali trend energetici globali.
Enel, le indicazioni del grafico
Seduta positiva per Enel, che mercoledì ha guadagnato il 3,38% a 9,692 euro, dopo avere oscillato tra 9,52 e 9,725 euro. Il movimento consente al titolo di riportarsi a ridosso di un’area tecnica particolarmente rilevante, compresa tra 9,70 e 9,80 euro, dove convergono diversi livelli di resistenza di breve periodo.
Dal punto di vista grafico, il recupero riporta i prezzi in prossimità del 50%–61,8% di ritracciamento del ribasso avviato dal massimo di marzo, zona che spesso rappresenta un primo banco di prova per valutare la forza del rimbalzo. Il titolo si sta quindi confrontando con un’area di offerta importante, anche perché il movimento ribassista delle settimane precedenti aveva indebolito il momentum positivo costruito tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.
La struttura di medio periodo resta comunque costruttiva: i prezzi si mantengono sopra la media mobile esponenziale a 100 giorni, che transita in area 9,00–9,15 euro e che coincide anche con il minimo registrato a marzo. Questa fascia rappresenta quindi il primo supporto significativo, la cui tenuta consentirebbe di mantenere intatta la struttura rialzista avviata negli ultimi mesi.
Il recupero odierno rappresenta un primo tentativo di riavvicinamento alla parte alta del movimento correttivo. Un superamento stabile dell’area 9,80 euro migliorerebbe sensibilmente il quadro tecnico, aprendo spazio per un possibile ritorno verso 10,00–10,20 euro, dove si collocano i massimi relativi registrati a marzo.
Al contrario, eventuali difficoltà a superare questa fascia potrebbero favorire una fase laterale di consolidamento, con possibili oscillazioni tra la resistenza appena testata e il supporto in area 9,10 euro.
In sintesi, il titolo mostra segnali di stabilizzazione dopo la correzione di marzo, ma la capacità di superare la resistenza tra 9,70 e 9,80 euro sarà determinante per confermare la ripresa del trend rialzista di medio periodo. In caso di consolidamento sopra questi livelli, il quadro tecnico tornerebbe a essere più costruttivo anche in ottica prospettica.
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