Asia-Pacific contrastata. Nikkei 225 guadagna un netto 1,77%

26/10/2021 08:20:00

Dopo un avvio d'ottava in positivo per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, apprezzatosi dello 0,90% lunedì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza si è fatta maggiormente contrastata. I mercati sono sostenuti dalle complessivamente positive indicazioni delle trimestrali della Corporate America a fronte della spinta ribassista in arrivo dalla Cina. Pechino ha annunciato l'introduzione di una tassa immobiliare pilota in alcune regioni, il che aumenta i timori degli investitori sulle prospettive di un real estate già più che incerto per la crisi del colosso China Evergrande. Timori che hanno fatto virare in negativo le piazze cinesi, a partire da quella di Hong Kong, che pure avevano iniziato la giornata in crescita. E il clima contrastato è confermato dal progresso solo marginale dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in moderato progresso a fronte di uno yen in declino di circa lo 0,20% sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna un netto 1,77% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dell'1,15%). Sul fronte macroeconomico, l'indice dei prezzi core del Giappone stilato dalla Bank of Japan (BoJ) è salito dello 0,6% annuo in settembre, dopo il rialzo dello 0,3% di agosto. Lo scorso mese il Corporate Services Price Index (Cspi, l'indice dei prezzi dei servizi alle imprese del Sol Levante) è invece cresciuto dello 0,9% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto all'1,0% di agosto (e all'1,1% di luglio). Su base sequenziale l'indice è rimasto invariato contro il precedente declino dello 0,1% (0,3% il rialzo di luglio).

A meno di un'ora dal termine degli scambi lo Shanghai Composite perde lo 0,20% circa, contro un ribasso intorno allo 0,30% per Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite. In negativo anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in declino di circa lo 0,70% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una flessione superiore all'1%). Crescita di quasi l'1% per il Kospi di Seoul, dopo che Bank of Korea ha comunicato che il Pil sudcoreano è salito su base preliminare del 4,0% annuo nel terzo trimestre 2021, in rallentamento rispetto al 6,0% del secondo e sotto al 4,2% del consensus di Reuters. A Sydney si limita ad appena lo 0,03% il guadagno dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

RR - www.ftaonline.com