Pamela Genini, Francesco Dolci non crede alla redenzione di Soncin: "Ha letto un pizzino scritto dai compari"

di Luca Mastinu pubblicato:
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Francesco Dolci rilancia la teoria sull'organizzazione: "Mi vogliono mandare in galera da innocente"

Pamela Genini, Francesco Dolci non crede alla redenzione di Soncin: "Ha letto un pizzino scritto dai compari"

"Quelle non sono le sue parole, ha letto un pizzino dei suoi compari". Lo dice ad alta voce, Francesco Dolci, riferendosi alle parole spese da Gianluca Soncin durante le sue dichiarazioni spontanee rese al processo per il femminicidio di Pamela Genini, nel quale è imputato. I "compari" di Soncin, citati dall'amico speciale della 29enne, sarebbero "gli stessi che mi vogliono mandare in galera da innocente", dice Dolci alle telecamere di Dentro la Notizia.

Francesco Dolci attacca Gianluca Soncin

Lunedì 5 ottobre Gianluca Soncin ha rilasciato dichiarazioni spontanee davanti ai giudici della Corte d'Assise di Milano, chiamati a giudicarlo per il femminicidio di Pamela Genini, l'ex fidanzata uccisa il 14 ottobre 2025 in via Iglesias, nel capoluogo lombardo. Francesco Dolci, indagato per vilipendio di cadavere nell'inchiesta della Procura di Bergamo sulla profanazione della tomba della 29enne, ha commentato le parole dell'imputato durante un collegamento con lo studio di Dentro la Notizia.

"Quelle non sono le sue parole, è l'ennesimo regalo, ha letto un pizzino dei suoi compari", ha tuonato al microfono, con lo sguardo fisso sulla telecamera. I "compari", come anticipato, sarebbero "gli stessi che mi vogliono mandare in galera da innocente". E aggiunge: "Soncin non ha menzionato quando picchiava, quando violentava Pamela, perché anche questo faceva, lo so per certo".

Le nuove minacce ricevute dai "compari" dell'imputato

A quel punto l'inviata Ilaria Dalle Palle ha chiesto a Dolci di essere più preciso sui presunti "compari" di Soncin. L'impresario spiega che gli autori del "pizzino" letto dall'imputato in aula sarebbero gli stessi architetti del "disegno che c'è dietro". Aggiunge, poi, che "prima di ogni udienza c'è sempre un'escalation di cose sospette attorno a casa mia".

"Da mesi continuo a ricevere minacce e intimidazioni neanche troppo velate", ribadisce Dolci. Sin dalla profanazione della tomba di Pamela Genini, infatti, l'attuale indagato per vilipendio di cadavere sostiene che dietro il femminicidio e lo scempio al riposo della 29enne ci sarebbe un'organizzazione criminale dedita al riciclaggio di denaro: questo gruppo criminale avrebbe armato la mano di Soncin e avrebbe, in seguito, profanato la tomba della ragazza per lanciare un messaggio a chi era a conoscenza di questi traffici. Dolci, in questo caso.

Cosa ha detto Gianluca Soncin al processo

Il contenuto delle dichiarazioni spontanee di Gianluca Soncin è riportato dal Corriere della Sera:

In questo momento di grande dolore e profonda tristezza porgo le mie scuse alla famiglia di Pamela. Da quel giorno le nostre vite sono profondamente cambiate. So che il perdono non si può pretendere.

Ancora:

Comprendo il peso delle mie azioni e il ricordo di Pamela resterà indelebile nei nostri cuori. Non mi resta che assumermi fino in fondo le conseguenze per il dolore che ho causato con senso di responsabilità.

Parole, queste, che l'avvocato della famiglia Genini, Nicodemo Gentile respinge al mittente e all'Adnkronos parla di "un tentativo mal riuscito di farsi vedere contrito nel tentativo di ottenere qualche sconto di pena". Gentile è sin dall'inizio della vicenda in prima linea per proteggere la famiglia di Pamela e la memoria della vittima. Quando il 23 marzo è stata scoperta la profanazione della tomba della 29enne, sui social ha rilasciato una nota ufficiale in cui indicava l'autore dello scempio come "una mente pericolosa" con atteggiamenti riconducibili a "dinamiche di possesso deviate e a un pensiero disturbato e ossessivo nei confronti di Pamela".

Cos'è successo a Pamela Genini, dal femminicidio alla profanazione della tomba

È doveroso, ora, riavvolgere il nastro. Pamela Genini aveva 29 anni, quando il 14 ottobre 2025 si trovava in casa sua, a Milano. La ragazza si sentiva in pericolo, dopo la fine della relazione con l'ex fidanzato Gianluca Soncin. E lo comunicava a Francesco Dolci, anche quella sera, quel senso di terrore. Improvvisamente Pamela scrisse a Dolci che Soncin era entrato in casa con una copia delle chiavi, quindi gli chiese di chiamare le forze dell'ordine.

Dolci lo fece, ma per la 29enne era troppo tardi. Soncin la uccise con 70 coltellate e fu arrestato. Come lo strazio non fosse abbastanza, Pamela Genini subì un'altra violenza: la sua bara, sistemata in un loculo provvisorio al cimitero di Strozza (Bergamo), fu profanata, aperta e la sua testa tagliata e portata via da mani ancora ignote. E ignota resta la data in cui la profanazione è stata messa in atto. Secondo la famiglia della ragazza (e anche secondo i pm di Bergamo), l'unico responsabile dello scempio fatto alla sepoltura della 29enne è Francesco Dolci, che respinge le accuse.

Le indagini su Dolci e il processo contro Soncin sono ancora in corso.

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Informazioni sull'autore:

Luca Mastinu
Luca Mastinu

Respira, vive e muore di cronaca nera. Nel 2016 scopre il fact-checking e si innamora dell'informazione. Nel 2018 si tuffa nel giornalismo musicale con Optimagazine, dal 2021 si occupa di cronaca su Virgilio Notizie. Dal 2026 collabora con FTA con i quotidiani approfondimenti sulla nera. Podcaster, racconta il true crime con Stoner. Divora libri di inchiesta. Classe 1983, caffeinomane sardo con disturbi d'ansia.