Piazza Affari si conferma la peggiore in Europa. Ancora vendite sui bancari. FTSE MIB -1,5%

di FTA Online News pubblicato:
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Il FTSE MIB segna -1,5%, il FTSE Italia All-Share -1,4%, il FTSE Italia Mid Cap -0,8%, FTSE Italia STAR -1,2%.

Mercati azionari europei negativi:
EURO STOXX 50 -1,3%; Londra (FTSE 100) -0,7%; Francoforte (DAX) -0,8%; Parigi (CAC 40) -1,0%; Madrid (IBEX 35) -1,2%.

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Future su indici azionari americani in flessione: S&P 500 -0,4%; NASDAQ 100 -0,6%; Dow Jones Industrial -0,7%. Le chiusure dei principali indici di Wall Street nella seduta precedente: S&P 500 -0,22%; NASDAQ Composite -0,22%; Dow Jones Industrial -0,66%.

Mercato azionario giapponese negativo. L'indice Nikkei 225 ha chiuso a -1,42%. Borse cinesi in rosso. L'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen segna -1,1%, l'Hang Seng di Hong Kong -1,6%.

Euro contro dollaro sopra il minimo toccato ieri a 1,1165, a un passo dal minimo da maggio 2025 a 1,1161 di lunedì. EUR/USD al momento segna 1,1195 circa.

Il petrolio estende il rimbalzo dal minimo da giovedì scorso toccato martedì a 97,09 dollari/barile, sembra intenzionato a lasciarsi alle spalle le resistenze di area 103-104, obiettivo successivo sul massimo da maggio toccato il 28/9 a 109,97: il future dicembre sul Brent segna 104,15.

Gas in ulteriore rialzo, tocca i massimi dal 16 settembre ed estende il recupero dal minimo dal 28/8 toccato il 30/9 a 67,875 euro/MWh, si avvicina pericolosamente al massimo da fine 2022 a 85,85 del 13/9. Il Dutch TTF Natural Gas Future novembre segna 80,225, +2,8% rispetto alla chiusura precedente (78,080).

BTP e spread poco mossi. Il rendimento del decennale segna 4,68% (chiusura precedente a 4,67%), lo spread sul Bund 117 bp (117) (dati MTS).

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Bancari in ulteriore forte ribasso: l'indice FTSE Italia Banche segna -2,6%, l'EURO STOXX Banks -1,8%. Il tema rendimenti continua a mettere pressione su obbligazioni e azioni dei gruppi finanziari: gas e petrolio guadagnano ulteriore terreno peggiorando ulteriormente le prospettive di inflazione.

In questo contesto si muovono in controtendenza Banca Generali +2,6% e Finecobank +0,1%. Alla base di questa anomalia ci sono le indiscrezioni di stampa secondo cui se l'assemblea di Banca MPS -2,8% di fine mese dovesse bocciare le OPS difensive su Banco BPM -1,7% e Banca Generali, Generali -1,9% potrebbe valutare un'OPA sull'asset manager di cui è azionista di controllo con il 50,2% e anche un'OPS su Finecobank.

E le possibilità che l'assemblea di Rocca Salimbeni bocci le OPS - come richiesto da Intesa Sanpaolo -2,4% quale condizione della sua OPAS rilanciata nel fine settimana - sono in ascesa: dopo l'adesione di Delfin (primo azionista con oltre il 17%), anche Edizione (la holding dei Benetton che ha l'1,45%) e Caltagirone (secondo azionista con oltre il 10%) hanno dichiarato che aderiranno all'offerta di Intesa.

Performance positiva per Eni +1,5% che approfitta del recupero del petrolio: il prezzo della materia prima beneficia dei rumor di attacco USA all'Iran prima delle elezioni di medio termine USA a inizio novembre e dell'allerta uragano nel Golfo del Messico.

Gens Aurea -11,7% a 12,10 euro scende ben al di sotto dei 12,50, prezzo del collocamento del 5% concluso dall'azionista di controllo Mattina Holding che vede la sua partecipazione scendere all'83,5%.

Bel progresso per doValue +3,1% dopo l'approvazione del piano industriale 2027-2029, con due principali obiettivi finanziari: EBITDA di 330–350 milioni di euro con margine fino al 40% e Free cash flow ricorrente a 100–120 milioni, pari a una cash conversion di circa il 30-35%, a supporto di un leverage netto nel range 2,0x-2,5x, della remunerazione degli azionisti e di operazioni tattiche di M&A bolt-on. Aggiornata la guidance 2026 con EBITDA a 270-290 milioni da circa 300 milioni precedentemente previsti.

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L'agenda macroeconomica odierna prevede alle 13:30 verbali BCE.
Negli USA alle 14:30 richieste settimanali sussidi disoccupazione e alle 16:00 indice scorte all'ingrosso.

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