Rcs: utile netto cala a 54,8 mln nel 2025, proposto dividendo di 0,07 euro
pubblicato:Il Consiglio di Amministrazione di RCS MediaGroup S.p.A., riunitosi in data odierna, ha esaminato ed approvato i risultati consolidati al 31 dicembre 2025.
Ricavi consolidati a 787,7 milioni (819,2 milioni nel 2024), con ricavi digitali pari al 28% del totale.
EBITDA e EBIT sono rispettivamente 142 e 87,9 milioni (pari rispettivamente a 148 e 92,6 milioni nel 2024).
Risultato Netto positivo e pari a 54,8 milioni (62 milioni nel 2024).
La posizione finanziaria netta è positiva per 16 milioni, in miglioramento di 8,2 milioni rispetto al 31 dicembre 2024 (positiva per 7,8 milioni al 31 dicembre 2024), dopo aver distribuito dividendi per 36,3 milioni.
A fine dicembre le testate del Gruppo raggiungono una customer base digitale attiva di oltre 1,3 milioni di abbonamenti, 754 mila per Corriere della Sera, primo quotidiano italiano in edicola, 267 mila per Gazzetta, 181 mila per El Mundo e 131 mila per Expansion.
Nel 2025 il Gruppo RCS in Italia ha conseguito un dato aggregato di 29,3 milioni di utenti unici mensili medi (al netto delle duplicazioni - Fonte Audicom).
Veo 7, il nuovo canale televisivo lanciato in Spagna, nel trimestre ottobre-dicembre ha conseguito uno share medio dello 0,83% sul totale giorno e dello 0,84% in prime time, risultati confermati anche nel bimestre gennaio-febbraio 2026 con uno share medio dello 0,87% sul totale giorno e dello 0,9% in prime time.
All'Assemblea verrà proposto un dividendo di Euro 0,07 per azione.
Evoluzione prevedibile della Gestione
Il 2025 è stato caratterizzato dal perdurare dei conflitti in Ucraina e in Medioriente, con le loro conseguenze anche in termini di impatti sull'economia e gli scambi commerciali, che hanno continuato a determinare una situazione di generale significativa incertezza. Il Gruppo non presenta un'esposizione diretta e/o attività commerciali nei confronti dei mercati colpiti dal conflitto e/o di soggetti sanzionati. Nel corso del 2025, in particolare a partire da aprile, si è assistito alla introduzione da parte degli Stati Uniti di dazi e limitazioni ai commerci internazionali, che hanno comportato negoziazioni, generando una situazione di forte incertezza sui mercati finanziari e impatti negativi sull'economia. A fine febbraio 2026 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato taluni dei dazi introdotti, generando ulteriore incertezza sulla politica tariffaria. A inizio 2026, in Venezuela, gli Stati Uniti hanno catturato Nicolà s Maduro assumendo il controllo delle esportazioni petrolifere del Paese. Nel mese di marzo 2026 la situazione in Medio Oriente si è ulteriormente deteriorata, con l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran, cui è seguita la reazione militare dell'Iran anche nei confronti dei paesi del Golfo. Tale conflittualità ha determinato il blocco dello Stretto di Hormuz, rotta commerciale cruciale, in particolare per i flussi globali di idrocarburi, con un immediato aumento dei prezzi dell'energia e potenziali rischi di pressioni inflazionistiche e rallentamento dell'attività economica globale. Nel corso del 2025, il Gruppo con la sua offerta informativa è venuto incontro al forte bisogno del pubblico di essere informato, garantendo un servizio puntuale ai propri lettori. Le edizioni quotidiane del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport, in Italia e di El Mundo, Marca ed Expansion in Spagna, i periodici e le piattaforme web e social del Gruppo, hanno svolto un ruolo centrale nell'informazione, mettendo al centro la propria vocazione di servizio pubblico, imparziale e puntuale e affermandosi come attori autorevoli dell'informazione quotidiana, cartacea e on-line, con importanti numeri di traffico digitale. Lo sviluppo dell'attuale contesto e i suoi potenziali effetti sulla evoluzione della gestione, che sono oggetto di monitoraggio costante, non sono al momento ancora prevedibili in quanto dipendono, tra l'altro, dalla evoluzione e durata dei conflitti in corso, con i loro effetti geopolitici e ripercussioni sui mercati finanziari e sull'andamento dell'economia, e dalle incertezze legate ai dazi e alle limitazioni ai commerci internazionali. In considerazione delle azioni già messe in atto e di quelle previste, in assenza di un aggravio delle conseguenze riconducibili agli sviluppi della situazione in Ucraina e in Medioriente, e/o all'introduzione di dazi e limiti ai commerci internazionali, il Gruppo ritiene che sia possibile porsi l'obiettivo di conseguire nel 2026 margini (EBITDA) fortemente positivi, sostanzialmente in linea con quelli realizzati nel 2025 e di proseguire con un'ulteriore generazione di cassa dalla gestione operativa. L'evoluzione dei conflitti in corso e della situazione generale dell'economia e dei settori di riferimento potrebbe tuttavia condizionare il pieno raggiungimento di questi obiettivi.