Technogym, azioni in rally, ottimisti gli analisti

di FTA Online News pubblicato:
6 min

Borsa Italiana, il titolo la società delle attrezzature ginniche ha rotto di recente al rialzo una resistenza storica

Technogym, azioni in rally, ottimisti gli analisti
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

Ottima seduta martedì per Technogym. Il titolo ha guadagnato il 2,41% a 17,42 euro. I prezzi hanno oscillato tra 16,99 e 17,52 euro.

Il sentiment degli analisti su Technogym sta diventando sempre più costruttivo, riflettendo un cambiamento non solo nelle aspettative di breve periodo, ma soprattutto nella narrativa strategica di medio termine che accompagna il titolo.
Mediobanca Research ha infatti alzato il rating a outperform da neutral, motivando la revisione con il potenziale re-rating legato alla transizione del gruppo da semplice player del “benessere” a protagonista strutturale del tema della longevità.

Secondo gli analisti, questo passaggio concettuale non è marginale: il focus sulla longevità amplia il perimetro di mercato di Technogym, spostandolo da un settore ciclico come il fitness tradizionale verso un trend demografico e sanitario di lungo periodo, caratterizzato da maggiore resilienza e da tassi di crescita più elevati. In questo contesto, la società non viene più valutata solo come produttore di attrezzature, ma come piattaforma integrata di soluzioni per la salute, la prevenzione e la qualità della vita, con ricadute positive sulla visibilità dei ricavi e sulla qualità dei margini.

La lettura di Mediobanca si inserisce in un quadro già rafforzato da Berenberg, che nelle scorse settimane ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo da 15,2 a 18,6 euro, confermando la raccomandazione buy. Anche in questo caso, la revisione riflette una maggiore fiducia nella capacità del gruppo di crescere più del mercato di riferimento e di consolidare nel tempo un profilo di redditività superiore alla media del settore.

Un elemento centrale alla base di queste valutazioni è il messaggio che arriva dal management, che ha ribadito la convinzione di poter sovraperformare stabilmente il mercato del fitness. La strategia del gruppo punta a prolungare il forte momentum degli ultimi anni, facendo leva su un mix di fattori: innovazione di prodotto, digitalizzazione dei servizi, posizionamento premium e crescente integrazione tra hardware, software e contenuti.

Dal punto di vista industriale, questo approccio consente a Technogym di:

  • ridurre la dipendenza dal solo ciclo degli investimenti delle palestre;

  • intercettare la domanda legata all’invecchiamento della popolazione e alla prevenzione sanitaria;

  • migliorare progressivamente la qualità dei ricavi, con una componente più ricorrente e a maggiore marginalità.

In sintesi, il miglioramento delle raccomandazioni non è legato a un singolo trimestre o a un’accelerazione congiunturale, ma a una rivalutazione strutturale del modello di business. Il mercato inizia a riconoscere che Technogym non è più soltanto un titolo legato al fitness, ma un player posizionato su un megatrend di lungo periodo, con potenziale di crescita superiore e margini più difendibili.

È proprio questa combinazione – longevità come driver strutturale, execution solida e fiducia del management – che secondo gli analisti può sostenere un re-rating del titolo e rendere Technogym una storia di crescita più credibile e duratura nel medio termine.

Technogym, il superamento di di una resistenza storica fornisce proiezioni interessanti

Il grafico settimanale di Technogym racconta una storia tecnica molto chiara: dopo oltre cinque anni di ampia fase laterale (da inizio 2020 a marzo 2025), il titolo ha finalmente rotto al rialzo una resistenza storica che aveva più volte respinto i tentativi di ripartenza. La rottura di area 12,2–12,4 euro ha segnato un vero cambio di regime, trasformando una lunga congestione in una base di accumulazione di lungo periodo.

Questa lateralità pluriennale ha avuto un ruolo fondamentale: ha permesso al mercato di assorbire completamente lo shock pandemico, riequilibrare le valutazioni e costruire una struttura solida, all’interno della quale i prezzi hanno oscillato senza direzione ma con progressivo miglioramento della qualità dei minimi. Quando una congestione dura così a lungo, la sua risoluzione tende a produrre movimenti direzionali ampi e persistenti.

La rottura rialzista è avvenuta con decisione e senza immediati rientri sotto la resistenza violata, segnale di domanda strutturale. Da quel momento il titolo ha avviato un trend rialzista ordinato, caratterizzato da: massimi e minimi crescenti, correzioni poco profonde, rapida ripresa dopo ogni pausa.

Dal punto di vista delle proiezioni tecniche, l’ampiezza della fase laterale fornisce indicazioni molto interessanti.

La prima estensione naturale (pari a circa il 78,6% dell’ampiezza della congestione, proiettata dal punto di rottura) risulta già in gran parte sviluppata, mentre la proiezione completa al 100% colloca un obiettivo teorico in area 18,8–19 euro. Si tratta di livelli che coincidono anche con i target rivisti al rialzo dagli analisti, rafforzando la convergenza tra tecnica e fondamentali.

Nel breve termine il movimento appare esteso, e non sarebbe sorprendente assistere a fasi di consolidamento o a prese di profitto fisiologiche. Tuttavia, finché il titolo resterà sopra l’ex resistenza di lungo periodo (ora supporto), il trend rialzista non risulterà compromesso, ma semplicemente in fase di digestione.

Telecom in netto calo, rumors su spin-off di CK Hutchison a Londra

Telecom Italia in netto calo ieri, il titolo ha perso il 2,85% attestandosi in chiusura a 0,5588 euro. A mettere pressione sui titoli del comparto telefonico potrebbero essere state le indiscrezioni di Reuters secondo cui il conglomerato di Hong Kong CK Hutchison (che controlla tra le altre WindTre) sarebbe intenzionato a separare le attività telecom e quotarle a Londra, con Hong Kong come listino secondario. L'arrivo sul mercato di una nuova azione costringerebbe i fondi che vogliono mantenere invariato il peso del settore in portafoglio a vendere parte dei titoli telecom.

Da segnalare che a fine febbraio sono attesi i risultati preliminari 2025 di Telecom Italia e l'aggiornamento del piano industriale con gli sviluppi della partnership con Poste Italiane, divenuto primo azionista con oltre il 27%.

Banca Akros ha intanto confermato, di recente, la raccomandazione "Buy" sul titolo e incrementato il prezzo obiettivo da 0,60 a 0,63 euro.

TIM, passo indietro dopo i nuovi massimi da oltre 6 anni

Graficamente il calo di ieri è arrivato dopo 4 sedute di rialzo che avevano spinto le quotazioni sui nuovi massimi da oltre 6 anni. Una flessione per il momento fisiologica, che non inficia la struttura rialzista di fondo del titolo, in costante crescita dai bottom del 2024. Il recente superamento della parte alta del range compreso tra 0,47 e 0,53 euro circa, che aveva contenuto i prezzi nell'ultimo trimestre, ha rafforzato l'ipotesi che il rialzo possa estendersi verso area 0,60, resistenza critica nel medio lungo periodo.

La prossima resistenza è posizionata sui massimi della scorsa ottava a 0,5752 euro, riferimento che Telecom Italia ha testato anche in avvio di questa settimana senza tuttavia riuscire ad oltrepassarlo. Sarebbe importante che prima della chiusura settimanale i prezzi facessero registrare un picco superiore a detto livello, così da scongiurare la formazione, sul grafico settimanale, di un "tweezer top" (configurazione grafica potenzialmente ribassista) che potrebbe dare adito ad una correzione più marcata del recente allungo.

Conferme in tal senso alla violazione dei minimi della scorsa settimana a quota 0,5268, preludio al ritorno fin sotto 0,50 euro.

Comments

Loading comments...