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Denaro oggi sulle banche in Italia e in Europa

di Giovanni Digiacomopubblicato:

Gli acquisti prevalgono all’avvio di una settimana decisamente sfidante, tra governo italiano e BCE

Questa settimana difficile comincia bene per le banche a Piazza Affari: il Ftse Italia Banche segna in mattinata un recupero del 2,66% Nel paniere principale di Milano, il Ftse MIB, spiccano ai primi posti le performance di Banco BPM (+3,58%), Intesa (+3,57%) e Bper (+3,40%). Poco distanti, fanno bene anche Mediobanca (+2,65%) e Unicredit (+2,41%) Anche Fineco è in rialzo (+1,79%).

Anche tra i “minori” va bene: la Popolare di Sondrio guadagna il 2,12%, il Credito Emiliano l’1,51%, Illimity il 2,45 per cento. È un caso a parte Banca MPS, che mette a segno un vero e proprio rally del 7,20% e canalizza l’attenzione degli investitori sulla sfida dell’aumento di capitale. Eppure proprio il piano dell’ad Luigi Lovaglio per portare a termine un aumento da 2,5 miliardi di euro e promuovere l’uscita di ben 4 mila risorse con il ricorso al Fondo di Solidarietà è tra quelli più messi a rischio dall’eventuale caduta del governo. Lo riporta giustamente anche Corriere Economia.

Banche, una settimana di sfide

Oggi però per il credito europeo è una giornata di Sole e un testardo ottimismo (ma non si possono escludere rimbalzi tecnici e ricoperture) non risparmia neanche il settore bancario italiano. L’Euro Stoxx Banks guadagna infatti un corposo 2,86% Ed è un segnale importante perché dopo che mercoledì il nostro Mario Draghi sarà tornato in Parlamento per fornire un po’ di chiarezza sul futuro politico immediato dell’Italia, giovedì si riunirà la BCE e Christine Lagarde potrebbe annunciare un rialzo dei tassi anche di mezzo punto percentuale e dovrà sicuramente fornire indicazioni sul nuovo strumento anti-spread, che poi sarebbe in realtà una facility anti-frammentazione, e forse spiegare se ci saranno delle misure restrittive per i Paesi interessati come in parte l’Italia e in caso dire quanto saranno dure e come funzioneranno.

Le sfide non mancano, ma insomma oggi fanno tutti bene, il Credit Agricole guadagna il 4% circa e Deutsche Bank il 3,86%. SocGen cresce del 3,16% e BNP Paribas del 2,89%

Banche, l’Ucraina chiede di non finanziare la Russia

E questo nonostante crescano ancora le tensioni tra Europa e Russia e la presidenza ucraina abbia da poco mandato una richiesta ai top manager delle maggiori banche Ue e USA una richiesta esplicita di uno stop ai finanziamenti dei colossi russi del petrolio e del gas come Gazprom e Rosneft. Dei puntini sulle “i” espliciti: “I rami di asset management di HSBC e Crédit Agricole detengono azioni di Gazprom e Rosneft, le compagnie petrolifere e del gas statali russe – denuncia l’ufficio di Volodymyr Zelensky - Citigroup fornisce linee di credito al gigante russo del petrolio e del gas Lukoil e a Vitol, che commercia petrolio russo, secondo le lettere. 

JPMorgan estende le linee di credito a Vitol, mentre il suo fondo di investimento Russian Securities detiene partecipazioni in Gazprom, Sberbank e Rosneft, descritte nella lettera come alcune delle attività economiche più importanti del Cremlino. 
Il consigliere del presidente è particolarmente arrabbiato con JPMorgan dopo che ha pubblicato una nota dell'analista in cui avverte che i tentativi di imporre un tetto massimo al prezzo del petrolio russo potrebbero portare i prezzi globali a ‘380 dollari stratosferici/barile’”.

Banche, tanti casi in Italia

La guerra e la pressione politica oggi però non spaventano le banche, anche se poi vanno visti i singoli dossier e molti istituti di credito italiani hanno le loro partite da giocare.

Unicredit si sta già rifocalizzando sull’Italia e le recenti decisioni dell’ad Andrea Orcel confermano il tentativo di congelare quel dossier russo che già è costato tanto in bilancio e in Borsa, ma non è ancora stato definito del tutto. Anche l’accordo con CVA Energie per l’energia elettrica da fonti rinnovabili conferma il tentativo di concentrarsi sull’Italia.

Poi ci sono Bper (alle prese con Carige) e Banco BPM (eterna cenerentola del risiko) da sole o con pezzi di MPS, se questa fosse la ricetta del domani senese.
Le combinazioni possibili del risiko italiano si sono ridotte, ma non mancano ovviamente i dossier caldi.

Su tutte le banche incombe poi la promessa di maggiori margini con i rialzi dei tassi della Bce, ma anche di grandi sfide sul fronte dei possibili deteriorati, che per il momento non esplodono, ma con le minacce di recessione in autunno potrebbero raccontare tutta un’altra storia.

Per fortuna i bilanci generali delle banche oggi sono molto più forti che nell’ultima crisi, la tempesta che si prepara è però straordinaria e quindi forse anche i piccoli segnali di reazione come quelli di oggi sono da coltivare.

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