Utili al bivio: il quarto trimestre mette alla prova il rally di Wall Street

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
5 min

Tecnologia e Magnifici 7 ancora dominanti, ma la stagione dei conti dirà se il resto dell’S&P 500 può reggere il passo

Utili al bivio: il quarto trimestre mette alla prova il rally di Wall Street
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Utili sotto la lente: il quarto trimestre arriva con aspettative elevate e un mercato più selettivo

Con l’avvio ufficiale della stagione degli utili del quarto trimestre, che prenderà il via questa settimana a partire da JPMorgan Chase martedì, i mercati azionari si presentano in una fase più riflessiva rispetto ai mesi precedenti.

Dopo un 2025 caratterizzato da nuovi massimi e da una performance fortemente concentrata sui grandi nomi tecnologici, gli investitori iniziano a interrogarsi sulla sostenibilità delle valutazioni e sulla capacità degli utili di continuare a giustificare i prezzi correnti.

Il confronto con il terzo trimestre: crescita forte, ma concentrata

Il terzo trimestre aveva sorpreso positivamente: la crescita degli utili dell’S&P 500 si era attestata intorno al +13% su base annua, con poche delusioni e una stagione dei bilanci complessivamente molto solida.

Tuttavia, già allora era emersa con chiarezza una dinamica chiave che continua a caratterizzare anche il quarto trimestre: la crescita è stata fortemente sbilanciata verso il settore tecnologico e, in particolare, verso i Magnifici 7.

Il resto del mercato aveva sì partecipato al miglioramento degli utili, ma in modo molto più contenuto e disomogeneo.

Questa asimmetria è uno degli elementi centrali per comprendere le attese – e i rischi – della stagione che sta per iniziare.

Le attese per il quarto trimestre: consenso prudente, ma non pessimista

Per il quarto trimestre, il consenso degli analisti prevede una crescita degli utili di circa +7% a/a, un netto rallentamento rispetto al +13% del trimestre precedente. Anche in questo caso, la gran parte del contributo dovrebbe arrivare dalla tecnologia e dai Magnifici 7.

Alcuni analisti, tuttavia, ritengono che il consenso sia troppo conservativo e non escludono sorprese positive, con una crescita che potrebbe avvicinarsi all’11%.

Questa fiducia si basa su un dato piuttosto raro: negli ultimi tre mesi non ci sono state revisioni al ribasso degli EPS dell’S&P 500, una circostanza poco frequente alla vigilia di una stagione degli utili.

Anzi, le indicazioni fornite dalle aziende sono ai livelli più ottimistici dal 2021: negli ultimi tre mesi, le guidance sugli utili superiori al consenso sono state 1,9 volte più numerose rispetto a quelle inferiori. Un segnale che, almeno sul fronte delle aspettative interne alle aziende, il tono resta costruttivo.

Tecnologia e Magnifici 7: il vero motore (e il vero rischio)

Guardando nel dettaglio, emerge un quadro molto chiaro:

  • Settore tecnologico e Magnifici 7: crescita attesa intorno al +20% a/a, in linea con quanto visto nel terzo trimestre.

  • Questo gruppo da solo dovrebbe generare oltre il 90% della crescita complessiva degli utili dell’S&P 500.

  • La revisione al rialzo dello 0,5% delle stime sul quarto trimestre è interamente attribuibile alla tecnologia.

  • Al contrario, il resto del mercato ha visto una revisione al ribasso di circa il 2%.

Se si esclude la tecnologia, la crescita degli utili del quarto trimestre scenderebbe dal +9% del terzo trimestre ad appena +1% a/a.

Un dato che spiega bene perché molti investitori inizino a mostrare maggiore cautela: il mercato nel suo complesso cresce poco, mentre una ristretta élite di titoli continua a trainare indici e performance.

Hyperscaler e AI: il tema resta dominante, ma in decelerazione

Un altro elemento destinato a dominare i titoli dei giornali è quello degli investimenti degli hyperscaler, strettamente legati all’intelligenza artificiale. Il consenso prevede che:

  • la crescita degli investimenti, che nel 2025 viaggia intorno al +70% a/a,

  • rallenti verso il +30% nel 2026.

Si tratta di una decelerazione fisiologica, non di un’inversione, ma sufficiente a riaccendere il dibattito sulle valutazioni e sulla sostenibilità dei multipli dei grandi nomi tecnologici.

Il mercato dovrà capire se la crescita degli utili resterà abbastanza robusta da compensare questo rallentamento nel ritmo degli investimenti.

Utili forti ≠ performance garantita

Un punto spesso sottovalutato, ma cruciale, riguarda il rapporto tra crescita degli utili e rendimenti di Borsa. Il consenso guarda già al 2026 con aspettative di crescita dell’EPS intorno al 15%, un dato molto solido in termini storici.

Tuttavia, anni di boom degli utili non hanno sempre coinciso con forti rialzi dei prezzi azionari.

Al contrario, spesso i mercati tendono ad anticipare la crescita degli utili, incorporandola nelle valutazioni con largo anticipo.

Quando gli utili arrivano davvero, l’effetto sui prezzi può risultare più contenuto, soprattutto se i multipli sono già elevati.

È esattamente questo il contesto attuale: utili attesi in crescita, ma valutazioni già tirate, soprattutto nei settori leader.

L’avvio con le banche: primo test di realtà

Come da tradizione, saranno le banche ad aprire ufficialmente la stagione dei conti, con JPMorgan a fare da apripista. I risultati del settore finanziario offriranno un primo banco di prova per capire:

  • la tenuta dei margini in un contesto di tassi meno direzionali,

  • la qualità del credito,

  • e il tono delle guidance per il 2026.

Il mercato userà questi numeri non solo per valutare le banche, ma come termometro dello stato dell’economia reale, oggi meno brillante rispetto ai comparti tecnologici.

In sintesi

La stagione degli utili del quarto trimestre si apre in un contesto meno euforico e più selettivo rispetto a qualche mese fa.
Il quadro resta costruttivo sul piano degli utili, ma con tre grandi avvertenze:

  1. 1.

    La crescita è estremamente concentrata su tecnologia e Magnifici 7.

  2. 2.

    Il resto del mercato rallenta, e fatica a tenere il passo.

  3. 3.

    Valutazioni elevate rendono il mercato più vulnerabile a delusioni, anche marginali.

Più che una stagione da “rally automatico”, quella che inizia sembra una stagione da stock picking, lettura attenta delle guidance e forte attenzione alle sorprese – positive o negative – che emergeranno bilancio dopo bilancio.

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