Wall Street torna a sognare: AI ed euforia spingono gli indici verso nuovi record
pubblicato:Il calo del petrolio e le speranze di una tregua tra Stati Uniti e Iran alimentano la propensione al rischio

Wall Street corre verso i massimi: cavalcare l’euforia o prepararsi alla prossima frenata?
AI, pace in Medio Oriente e utili record stanno alimentando un mercato sempre più aggressivo
Buttare la prudenza alle ortiche e inseguire il rialzo? La tentazione sta diventando forte.
Wall Street continua infatti a muoversi come se il mercato avesse deciso di ignorare quasi completamente i rischi geopolitici e macroeconomici, concentrandosi invece su tre fattori che stanno alimentando l’appetito per il rischio: il possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, il crollo del petrolio e soprattutto l’euforia crescente legata all’intelligenza artificiale.
Il quadro delle ultime sedute è emblematico. Il petrolio Brent è precipitato di quasi l’8%, ai minimi delle ultime due settimane, dopo le indiscrezioni su un memorandum tra Washington e Teheran che potrebbe aprire la strada a una tregua e a un periodo di negoziati sullo Stretto di Hormuz e sul programma nucleare iraniano.
Per il mercato significa una cosa molto semplice: meno rischio inflazione, meno pressione sui consumatori e meno timori di shock energetici globali.
Parallelamente, il mercato continua ad aggrapparsi all’idea che l’economia americana, pur rallentando, resti ancora lontana da una vera recessione. I dati ADP sul lavoro hanno mostrato una crescita dell’occupazione privata superiore alle attese e questo, almeno per ora, è sufficiente per sostenere la narrativa del “soft landing”.
Ma il vero carburante della corsa rialzista resta ancora una volta l’intelligenza artificiale.
La bolla AI continua a gonfiarsi: il mercato compra crescita futura senza guardare ai prezzi
Le reazioni di mercato ai risultati trimestrali raccontano perfettamente il clima attuale. AMD vola di oltre il 16% nel premarket grazie alla domanda esplosiva di chip per data center.
Super Micro Computer balza del 13%. Arm Holdings sale dell’11%. NVIDIA continua ad aggiornare i massimi.
Alphabet riduce ulteriormente il gap con NVIDIA nella corsa al titolo di società con maggiore capitalizzazione al mondo.
La sensazione è che il mercato in questo momento non voglia perdere il treno dell’AI a nessun costo.
L’aspetto più interessante – e anche più pericoloso – della fase attuale
Ed è proprio questo l’aspetto più interessante – e anche più pericoloso – della fase attuale.
Gli investitori stanno progressivamente smettendo di ragionare sui multipli tradizionali e stanno tornando a pagare soprattutto la prospettiva di dominio futuro.
È esattamente ciò che accade nelle fasi di euforia: il mercato non compra gli utili di oggi, ma quelli potenziali dei prossimi cinque o dieci anni.
La stagione delle trimestrali sta rafforzando ulteriormente questa narrativa. Circa l’84% delle società dello S&P 500 ha battuto le attese sugli utili, con una crescita aggregata vicina al 27%, il dato migliore dal 2021.
Numeri impressionanti che spiegano perché il mercato continui a salire nonostante tassi ancora elevati, tensioni geopolitiche e valutazioni sempre più tirate.
Il problema però è che la crescita resta estremamente concentrata. A trascinare il mercato sono sempre gli stessi nomi: Big Tech, semiconduttori, cloud, infrastrutture AI.
Tecnologia, comunicazione e consumi discrezionali stanno facendo quasi tutto il lavoro, mentre molti altri comparti restano molto più indietro.
Ed è proprio questa concentrazione che rende il mercato contemporaneamente fortissimo e fragile.
Analisi tecnica Dow Jones: il mercato punta ai record storici
Dal punto di vista grafico il Dow Jones Industrial Average continua a mandare segnali costruttivi. L’indice si sta riportando molto vicino ai massimi storici di febbraio, in area 50.550 punti, dopo il violento recupero partito dai minimi di marzo-aprile.
La struttura tecnica resta positiva:
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prezzi sopra la media mobile esponenziale a 20 giorni;
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media a 20 giorni nuovamente sopra la 100 giorni;
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recupero quasi completo del ribasso primaverile;
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sequenza di minimi crescenti ancora intatta.
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Il mercato sta quindi tentando di costruire una nuova gamba rialzista di medio periodo.
Una conferma oltre area 50.500-50.700 punti potrebbe riaprire spazio verso nuovi spazi inesplorati e alimentare ulteriormente il momentum positivo.
In quel caso il rischio sarebbe assistere a una nuova accelerazione alimentata dalla FOMO, la paura di restare esclusi dal rally.
Allo stesso tempo però bisogna riconoscere che il mercato sta tornando in una zona emotivamente delicata.
Il dollaro segnala tensioni ridotte
Anche il comportamento dell’euro/dollaro sta contribuendo a rafforzare il clima positivo sui mercati azionari.
Il cambio continua infatti a mantenersi sopra la propria media mobile esponenziale a 100 giorni, un segnale tecnico che spesso accompagna le fasi di maggiore propensione al rischio da parte degli investitori.
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Non si tratta soltanto di una questione valutaria. Un dollaro meno forte tende infatti ad allentare le tensioni finanziarie globali, favorisce la liquidità internazionale e sostiene gli asset più sensibili al ciclo economico e alla crescita.
In altre parole, quando il biglietto verde smette di rafforzarsi in modo aggressivo, il mercato tende generalmente a sentirsi più “a suo agio” nell’assumere rischio.
Dal punto di vista tecnico il grafico dell’EUR/USD mostra un quadro interessante. Dopo il forte recupero partito dai minimi di marzo in area 1,14, il cambio si è riportato stabilmente sopra la media mobile esponenziale a 100 giorni, transitante poco sopra quota 1,1670, e continua a oscillare anche sopra la 250 giorni, altro elemento che suggerisce un miglioramento della struttura di medio periodo.
La tenuta dell’area 1,1650-1,1670 resta quindi molto importante. Fino a quando il cambio resterà sopra questi livelli, il mercato continuerà probabilmente a interpretare il recente consolidamento più come una pausa fisiologica che come l’inizio di una nuova fase di forza strutturale del dollaro.
Il vero rischio di oggi?
L’euforia sull’AI, la convinzione crescente che il rischio geopolitico sia sotto controllo e la rapidità con cui gli investitori stanno tornando ad assumere rischio iniziano a ricordare dinamiche tipiche delle fasi avanzate dei grandi trend rialzisti.
Per questo motivo il vero rischio oggi potrebbe non essere quello di un mercato debole, ma di un mercato diventato troppo sicuro di sé.
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