Amplifon scivola dopo l'aumento, Stellantis rimbalza con i dettagli del piano 2030
pubblicato:Borsa Italiana: la società dei dispositivi acustici raccoglie 453 milioni per l'acquisizione di GN Hearing, ma il trend resta debole; Mediobanca premia Stellantis, atteso il riscatto a quota 6,80 euro. Analisi tecniche e prospettive

Seduta negativa venerdì per Amplifon: -2,36% a 10,35 euro a causa del collocamento a investitori qualificati di 45,3 milioni di azioni di nuova emissione, pari a circa il 20% del capitale, a 10 euro per azione. La domanda degli investitori ha "superato di molte volte l’offerta". Amplifon ha raccolto 453 milioni di euro, fondi che saranno utilizzati integralmente per finanziare la componente monetaria relativa all'acquisizione del business "Hearing" da GN Store Nord A/S.
L'entità dell'aumento è molto inferiore ai 750 milioni indicati come limite massimo al momento dell'annuncio dell'acquisizione, ma superiore alla stima degli analisti di JP Morgan, secondo i quali l'operazione sarebbe stata di importo pari a circa la metà di quanto prefigurato dal management.
Ricordiamo che l'acquisizione di GN Hearing annunciata a metà marzo - e che aveva spinto il titolo sui minimi da giugno 2016 - è un'operazione dal costo complessivo di 2,3 miliardi di euro dato dalla combinazione di 56 milioni di azioni Amplifon di nuova emissione (16% del capitale, con GN Store Nord A/S che diverrebbe secondo azionista dopo Ampliter che prima del collocamento aveva il 74%) e 1,69 miliardi di euro cash.
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Amplifon: trend ribassista, ma c'è stato un rimbalzo notevole
L'analisi del grafico di Amplifon mette in evidenza il trend ribassista in essere dal record del 2021 a 47,59 euro e culminato almeno per il momento con il minimo da giugno 2016 a 7,8360 toccato il 19 marzo.
Il rimbalzo successivo è stato notevole in termini percentuali (+50%), ma insufficiente a generare segnali tecnici positivi.
I prezzi restano sotto l'ex supporto a 12,70-12,80 e non hanno neppure chiuso il gap ribassista del 5 marzo a 11,99.
Attualmente quindi lo scenario resta debole: discese sotto 10,40 anticiperebbero un test di 8,90-8,95, riferimento decisivo per scongiurare il ritorno sui 7,8360 e il rischio di riattivazione della tendenza ribassista.
Concreti segnali di forza sono attesi in caso di ritorno in pianta stabile sopra 12,70-12,80, circostanza che creerebbe le premesse per un attacco a 14,35-14,40: in caso di successo via libera verso 15,90-16,00 almeno e obiettivo successivo in area 20.
Stellantis, Mediobanca alza il prezzo obiettivo con i dettagli del nuovo piano
Stellantis ha recuperato terreno nell'ultima seduta della settimana dopo che giovedì i prezzi erano scivolati fino a 5,96 prima di iniziare la risalita.
La seduta di venerdì si è chiusa a 6,508 euro, ben 9 punti percentuali al di sopra dei citati minimi dopo che Mediobanca ha confermato il giudizio neutral e incrementato il prezzo obiettivo sul titolo da 6,10 a 7,10 euro.
Dopo un'accoglienza negativa il mercato ha cambiato progressivamente idea sul piano al 2030 dell'a.d. Filosa presentato ieri.
Lo scatto in avanti è arrivato con i dettagli finanziari arrivati in un secondo momento: crescita dei ricavi da 154 miliardi di euro nel 2025 a 190 miliardi, margine AOI del 7% entro il 2030, con miglioramenti significativi nel breve termine. Il flusso di cassa industriale positivo nel 2027, in crescita fino a 6 miliardi nel 2030 e una riduzione dei costi di 6 miliardi di euro entro il 2028 (rispetto al 2025), in ulteriore aumento fino al 2030 grazie al programma di creazione di valore.
Stellantis, titolo in posizione di neutralità dopo il recente ribasso
Tecnicamente il titolo si trova in una posizione di neutralità dopo il ribasso dai massimi di aprile. Il superamento di quota 6,80 restituirebbe un po' di vigore al titolo prospettandone il riavvicinamento ai citati top in area 7,50, riferimento posizionato a metà circa dell'ampio gap ribassista lasciato aperto a febbraio a quota 8,127.
In generale il quadro grafico resta comunque molto delicato, appesantito dal corposo calo visto negli ultimi 5 mesi. Se i prezzi dovessero perdere il supporto a 6,00, testato ben due volte nelle ultime settimane, si farebbe concreto il rischio un nuovo affondo verso 5,30, bottom di marzo ed altro importante sostegno nel medio lungo periodo.