CIR: utile netto sale a 18,6 mln nel primo semestre
pubblicato:Il Consiglio di Amministrazione di CIR S.p.A. – Compagnie Industriali Riunite (“CIR”, il “Gruppo” o la “Società”), riunitosi oggi sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026 presentata dall’amministratore delegato Monica Mondardini.
• Ricavi consolidati a € 913,5 milioni, +1,7% vs il primo semestre 2025
• Performance operativa delle controllate in leggera progressione rispetto a quella del primo semestre 2025, incremento dei proventi della gestione del portafoglio di investimenti finanziari
• Utile netto di € 18,6 milioni, in aumento rispetto ad € 14,5 milioni nel primo semestre del 2025
• Posizione finanziaria netta consolidata ante IFRS16 -€ 24,7 milioni, dopo impieghi complessivi pari ad € 266,1 milioni (acquisto del 40% di KOS, acquisto di azioni proprie e dividendi alle minoranze)
• Posizione finanziaria netta della capogruppo positiva a € 162,3 milioni
Prevedibile evoluzione della gestione
Per quanto concerne KOS, nel settore socioassistenziale, in Italia e in Germania, la domanda è molto solida e si prevede che l’incremento della saturazione continui anche nel corso del 2026, come confermato dalla tendenza registrata nel primo semestre. Per la Germania si prevede inoltre che la dinamica delle tariffe consenta di migliorare la redditività. Per il settore della Riabilitazione, dal 1° luglio 2026 è entrato in vigore il decreto che aggiorna le tariffe massime nazionali per la remunerazione delle prestazioni di riabilitazione ospedaliera e di lunga degenza post-acuzie a carico del Servizio Sanitario Nazionale, per le strutture pubbliche e private accreditate; si prevede che le Regioni adeguino i propri sistemi di remunerazione nel rispetto dei nuovi limiti nazionali. Parallelamente, sono in fase di discussione, o si prevede che lo diverranno, i principali contratti di lavoro. In virtù di quanto precede si prevede che il 2026 sia un esercizio di consolidamento del significativo incremento dei risultati ottenuto nel 2025 (con un risultato netto passato da € 20,5 milioni nel 2024 a € 32,2 milioni nel 2025), caratterizzato da un ulteriore incremento dell’attività, che sarà in parte controbilanciato dal probabile incremento del costo del lavoro per effetto del rinnovo dei contratti, nonché dall’aumento in atto dei costi per consumi di energia e gas, dovuti all’attuale congiuntura di mercato. Per quanto riguarda Sogefi, per il 2026, come già comunicato al mercato dalla società, si prevede un calo dei ricavi low-single digit ed un Adjusted EBIT margin sostanzialmente in linea con quello registrato nell’esercizio 2025, previsioni formulate in un contesto di particolare incertezza sull’evoluzione dello scenario geopolitico e macroeconomico mondiale. Per quanto riguarda la gestione dell’attivo finanziario della holding, in considerazione delle persistenti incertezze legate al contesto geo-politico, macroeconomico e finanziario, ci si attende che i mercati possano essere soggetti ad alta volatilità. In assenza di fatti od eventi di natura straordinaria allo stato non noti, per il 2026 si prevede un risultato netto di CIR superiore a quello del 2025.