Argento ed euro/dollaro raccontano la stessa storia
pubblicato:Fed più aggressiva, dollaro più forte e metalli preziosi sotto pressione

La rottura di quota 1,14 sull'euro/dollaro aumenta il rischio di ulteriori ribassi per l'argento
Osservando i grafici di argento ed euro/dollaro, la somiglianza dell'andamento degli ultimi mesi appare evidente. Non si tratta di una coincidenza.
Entrambi gli strumenti sono infatti fortemente influenzati dalle aspettative sui tassi di interesse americani e, più in generale, dall'orientamento della Federal Reserve.
Quando il mercato si aspetta tagli dei tassi, il dollaro tende a indebolirsi e i metalli preziosi trovano sostegno. Quando invece aumentano le probabilità di una politica monetaria più restrittiva, il biglietto verde si rafforza e oro e argento finiscono sotto pressione.
Ed è esattamente ciò che sta accadendo in queste settimane.
![]()
Warsh cambia le aspettative del mercato
La riunione della Federal Reserve della scorsa settimana ha rappresentato un punto di svolta importante.
Gli investitori si aspettavano una banca centrale prudente ma sostanzialmente orientata verso una graduale normalizzazione dei tassi.
Le dichiarazioni del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, hanno invece spinto il mercato a prendere in considerazione uno scenario molto diverso.
Oggi i futures sui Fed Funds attribuiscono una probabilità elevata a un rialzo dei tassi entro la fine dell'anno e questo sta provocando un generale riprezzamento di tutte le attività finanziarie più sensibili ai tassi di interesse.
Le vittime principali sono state inizialmente le società tecnologiche e i titoli legati all'intelligenza artificiale. Ora la pressione si sta estendendo anche ai metalli preziosi.
L'argento testa i supporti
Il movimento dell'argento appare particolarmente significativo.
Dopo il fallimento del recupero di giugno, i prezzi hanno accelerato al ribasso tornando a testare l'area dei minimi di marzo in prossimità di 60-61 dollari.
La discesa di oltre il 5% registrata in giornata dimostra come gli operatori stiano rapidamente rivedendo le aspettative sul percorso dei tassi americani.
Dal punto di vista tecnico, la situazione si è deteriorata sensibilmente.
La violazione della trendline rialzista che sosteneva il recupero degli ultimi mesi e il ritorno sui minimi relativi suggeriscono che il mercato stia progressivamente abbandonando lo scenario di imminenti tagli dei tassi che aveva sostenuto il rally dei metalli preziosi nella prima parte dell'anno.
Euro/dollaro sotto 1,14: un segnale molto importante
Ancora più interessante è il comportamento dell'euro/dollaro.
Da settimane evidenziavamo come area 1,14 rappresentasse uno spartiacque cruciale.
Quel livello coincideva infatti:
- •
con i minimi di marzo;
- •
con una zona di supporto testata più volte nel corso dell'anno;
- •
con il limite inferiore della figura di consolidamento sviluppata tra aprile e giugno.
La rottura avvenuta nelle ultime sedute rappresenta quindi un segnale di forza del dollaro che va ben oltre il semplice movimento giornaliero.
Un euro stabilmente sotto 1,14 significherebbe infatti che il mercato sta iniziando a credere a una Federal Reserve significativamente più restrittiva rispetto a quanto ipotizzato soltanto poche settimane fa.
Ed è proprio questo scenario che sta pesando contemporaneamente sia sull'argento sia sull'oro.
Anche Wall Street sta lanciando un messaggio
Il cambiamento di scenario non riguarda soltanto i grafici.
Diverse banche d'investimento stanno iniziando a rivedere le proprie previsioni sui metalli preziosi.
Bank of America, che in precedenza ipotizzava un target a 6.000 dollari per l'oro, ha recentemente ridimensionato le aspettative, sottolineando come l'inflazione rimanga sufficientemente elevata da rendere plausibile una politica monetaria più restrittiva.
Anche Deutsche Bank ha adottato un approccio più prudente, evidenziando come eventuali ulteriori rialzi dei tassi potrebbero riportare l'oro ben al di sotto delle aspettative formulate nei mesi scorsi.
Il messaggio è semplice: il mercato sta passando rapidamente da una narrativa basata sui futuri tagli dei tassi a una narrativa basata sulla possibilità che i tassi rimangano elevati più a lungo o addirittura salgano ancora.
La stessa storia che stiamo osservando sul Nasdaq
Non è un caso che la debolezza di argento ed euro/dollaro stia arrivando contemporaneamente alle difficoltà del Nasdaq 100.
Tutti questi mercati stanno reagendo allo stesso fattore: la revisione delle aspettative sulla politica monetaria americana.
Per questo motivo la rottura di area 1,14 sull'euro/dollaro assume un'importanza che va ben oltre il mercato valutario.
Se il cambio dovesse consolidare sotto quel livello, aumenterebbe la probabilità di assistere contemporaneamente a:
- •
un ulteriore rafforzamento del dollaro;
- •
una prosecuzione della correzione dei metalli preziosi;
- •
pressioni aggiuntive sui titoli tecnologici;
- •
una possibile accelerazione del potenziale doppio massimo in formazione sul Nasdaq 100.
In altre parole, argento ed euro/dollaro stanno probabilmente raccontando la stessa storia che il mercato azionario sta iniziando soltanto ora a prendere sul serio: la liquidità potrebbe non essere più abbondante come gli investitori avevano sperato fino a poche settimane fa.