Stellantis bersaglio delle vendite dopo il report di Bernstein

di Simone Ferradini pubblicato:
3 min

Stellantis -3,2% a 4,7150 euro peggior titolo del FTSE MIB stamattina, oltretutto con una netta sottoperformance rispetto all'indice EURO STOXX Automobiles & Parts -0,2%

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La mannaia di Bernstein

Stellantis -3,2% a 4,7150 euro peggior titolo del FTSE MIB stamattina, oltretutto con una netta sottoperformance rispetto all'indice EURO STOXX Automobiles & Parts -0,2%. Le vendite sulle azioni del gruppo italofrancese sono causate dal report di Bernstein. Gli analisti della banca americana hanno deciso di peggiorare la raccomandazione da market perform a underperform e di ridurre il prezzo obiettivo del 35,5% a 4,00 euro.

Reddito operativo rettificato e consegne Nord America troppo ottimistiche

Alla base dell'iniziativa c'è il netto ridimensionamento delle stime sul reddito operativo rettificato degli esercizi 2026 (-19%), 2027 (-39%) e 2028 (-31%). Secondo gli esperti il consensus sulla metrica citata è eccessivo, così come quello sulle consegne in Nord America. Per Bernstein, il gruppo dovrebbe rallentare il ritmo di produzione nel secondo semestre per compensare la distanza tra consegne e immatricolazioni nel Nord America.

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L'analisi del grafico di Stellantis

Il titolo questa mattina ha violato con decisione area 4,85 euro, riferimento che sin da fine luglio era riuscito a contenere gli impulsi ribassisti. Il movimento odierno sembra poter anticipare un test di 4,5910, minimo del 9 luglio e livello più basso da marzo 2020, quando le quotazioni toccarono un minimo pluriennale a 4,4437.

I due bottom citati sono molto vicini e questo segnala che Stellantis corre un rischio non da poco: la riattivazione della tendenza ribassista in essere da aprile 2024 verso 3,5454 in prima battuta (minimo dell'estate 2016) e quindi sui 2,35 circa (minimi allineati visti tra novembre 2011 e novembre 2012).

La tenuta di 4,40-4,60 è pertanto decisiva, in primis per scongiurare gli sviluppi appena descritti, e successivamente per tentare una rimonta. Segnali confortanti in tal senso sono attesi solo con il superamento di 5,30-5,35, area di resistenza attiva nelle ultime settimane, con primo obiettivo a 5,65 e quindi sui 6,2790 (top del 15 giugno). In ottica temporale leggermente più estesa possiamo individuare target successivi sui massimi di maggio (7,1620) e aprile (7,5330).

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