Salvatore Ferragamo affossata dalle indicazioni sulle vendite a luglio

di Simone Ferradini pubblicato:
3 min

Salvatore Ferragamo perde nettamente terreno, analisti perplessi e performance meno brillante a luglio

Salvatore Ferragamo affossata dalle indicazioni sulle vendite a luglio

Massiccia flessione per Salvatore Ferragamo -6,2% a 9,62 euro che chiude il primo semestre con risultati in miglioramento ma inizia il secondo in modo meno brillante.

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Risultati al 30 giugno in miglioramento

I ricavi nel primo semestre si attestano a 468 milioni di euro, in crescita dell’1,9% a cambi costanti e in calo dell’1,3% a cambi correnti su base annua. Il secondo trimestre evidenzia un'accelerazione con ricavi a 259 milioni, in crescita del 4,6% a cambi costanti e del 2,4% a cambi correnti. In evidenza il canale DTC (negozi monomarca gestiti dal gruppo e vendite online gestite dal gruppo) a +6,6% a cambi costanti (+4,8% a cambi correnti) nel trim2 e +6,1% a cambi costanti (+1,8% a cambi correnti) nel semestre.

Al 30 giugno l'EBITDA sale a 90 milioni, da 73 un anno fa, con un’incidenza sui ricavi pari al 19,2%, rispetto al 15,3%. Il risultato netto, inclusivo del risultato di terzi, è stato pari a +1,5 milioni da -16 adjusted (escludendo l’effetto negativo dell’Impairment Test) un anno fa.

Crescita rallenta a luglio, broker perplessi

Segnali positivi da tutti i punti di vista, quindi. E allora come mai una performance così negativa in Borsa? La spiegazione è nelle parole dell'executive board member Ernesto Greco nella presentazione agli analisti: il manager ha dichiarato che la crescita delle vendite a luglio ha subito un rallentamento, principalmente a causa della performance negli USA.

Da segnalare inoltre le perplessità degli analisti. Equita apprezza i progressi degli ultimi trimestri ma sottolinea i rischi sul mercato cinese e sulla non incoraggiante distribuzione della crescita delle vendite tra i vari settori. Inoltre margine generazione di cassa restano sotto la media del comparto in ottica di medio periodo. La raccomandazione sul titolo viene peggiorata da hold a reduce con target incrementato del 12% a 8,20. Per JP Morgan le prospettive del gruppo fiorentino restano a rischio a causa delle incertezze sulla messa a terra del piano di rilancio.

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L'analisi del grafico di Salvatore Ferragamo

Dal punto di vista tecnico possiamo osservare che la flessione odierna, se confermata in chiusura di seduta, determina la violazione dei primi supporti, ovvero dei minimi visti nel mese di luglio. Il titolo si è avvicinato all'importante riferimento rappresentato dalla neckline del testa e spalle rialzista formatosi tra febbraio 2025 e gennaio 2026 e completato a fine maggio, attualmente in transito per 9,10 euro circa.

Discese sotto questo sostegno potrebbero rimettere in discussione le prospettive di medio periodo. Il T&S sembrava poter garantire il propellente per raggiungere in area 13 l'obiettivo ideale della formazione e i massimi allineati di fine 2023-inizio 2024. Scenario peraltro ancora del tutto realizzabile: conferme in tal senso sopra il massimo di fine giugno a 11,21.

Una stabilizzazione sotto 9,10 potrebbe invece anticipare approfondimenti sugli 8,25 almeno e quindi sui 7,10, ultimi supporti utili per scongiurare un test del minimo di metà maggio a 6,4050.

Salvatore Ferragamo affossata dalle indicazioni sulle vendite a luglio