Borsa Italiana in calo: in rosso gli energetici, bene l'AI

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Seduta in rosso per i maggiori listini azionari italiani ed europei, nel contesto di una Wall Street orientata al ribasso e di un clima risk off che non risparmia il sovereign

Borsa Italiana in calo: in rosso gli energetici, bene l'AI
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Chiusura di ottava in rosso per i maggiori listini azionari italiani ed europei nel contesto di una Wall Street in calo. Alla decisione unanime della **FED **di alzare i tassi d’interesse USA al 4,00% si è aggiunta, come da attese, quella della **Banca del Giappone **di portare all’1,25% il costo del denaro nel Sol Levante. Invariati invece ieri al 3,75% i tassi UK decisi dalla Banca d’Inghilterra. Debole con uno 0,0% mese su mese la produzione industriale USA in rallentamento ad agosto.

In queste ore arretra la Borsa di New York: S&P 500 -0,16%, Nasdaq -0,11% e Dow Jones -0,40 per cento.

Chiude in rosso il mercato azionario europeo: Euro Stoxx 50 -1,49%; Dax tedesco -1,73%; Cac 40 francese -1,49%; Ibex 35 spagnolo -1,69% e Ftse 100 britannico -1,53%

Male anche Piazza Affari: FTSE MIB -1,6%, Ftse Italia All Share -1,52%; Ftse Italia Mid Cap -0,29% e Ftse Italia STAR -0,22%

Ancora vendite sui titoli di Stato

Il clima risk-off inizialmente limitato prevalentemente all’equity si allarga al sovereign in giornata: il rendimento del BTP decennale italiano segna un rialzo di ben 10 punti base e torna al 4,44% con uno spread di 92 punti base sul corrispondente Bund tedesco (3,52%). Di là dall’Atlantico tornano le vendite sul Treasury e il decennale ritorna al 5% con un balzo di 7 punti base mentre il trentennale aumenta di 4 punti base il rendimento al 5,33% Attribuito generalmente all’allineamento ai segnali restrittivi giunti in ordine da BCE, FED e Bank of Japan, l’impulso al rialzo dei rendimenti è stato discontinuo in questa ottava.

In calo la moneta unica sul biglietto verde con il cambio EUR/USD a 1,1465 (-0,1%). Si nota oggi un forte calo dello yen su euro e dollaro dopo i recenti recuperi: al 3,02% il rendimento del decennale giapponese comprime gli spazi tradizionali di carry trade con gli asset in dollari ritenuti negli ultimi decenni tra i motori maggiori della liquidità dei mercati globali.

Le banche amplificano ancora il sentiment degli operatori

Ancora sotto la lente il settore bancario con il procedere del risiko: Ftse Italia Banche segna un calo potente del 2,36% in chiusura di ottava e amplifica il nervosismo degli operatori e il cattivo sentiment europeo sul comparto confermato dalla flessione del 2,21% dell’Euro Stoxx Banks. Ancora all’attenzione Unicredit (-3,05%), che potrebbe essere con Credem (-0,85%), Iccrea-BPPB e Credit Agricole tra gli interessati a BDM Banca, la ex Popolare di Bari attualmente controllata dal Mediocredito Centrale: la scadenza per la presentazione delle offerte vincolanti dovrebbe essere oggi, ma i gruppi interessati non si sono sbilanciati sul caso.
Ieri il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha incontrato l’ad di Unicredit Andrea Orcel minimizzando un “ordinario incontro istituzionale” che però avrebbe discusso il riassetto bancario italiano e le manovre della stessa Unicredit su Commerzbank. Da notare anche che Unicredit ha riscontrato una solida domanda per il nuovo bond AT1 perpetuo e non callable fino al dicembre 2031: ordini alla chiusura 3,25 miliardi, size a 750 milioni, rendimento al 6,25% in calo sulle indicazioni iniziali grazie alla solidità della domanda.

Secondo MF si potrebbe tenere a fine settembre il vertice tra gli otto soci ed eredi Del Vecchio di Delfin chiamato a decidere sulla posizione della holding sulle contrapposte proposte di Intesa (-2,14%) su MPS (-1,56%) e di MPS su Banca Generali (-1,52%) e Banco BPM (2,03%). Inevitabile anche un passaggio sulla governance della holding che controlla il 17,5% di MPS e un altro 10,15% di Generali: i recenti attriti l’hanno messa alla prova e si potrebbe cercare un percorso di composizione. Succosa l’indiscrezione del Sole secondo la quale i vertici di MPS avrebbero siglato un accordo di riservatezza sullo scambio di informazioni con il Leone di Trieste che potrebbe rafforzare il percorso di sostituzione di Axa nella distribuzione delle polizze agli sportelli senesi. Le recenti aperture dei francesi al dialogo costituiscono un altro indizio.

Male anche il titolo di Generali (-1,97%): ieri si è appreso su indagini dell’IVASS sull’asset management e sui rapporti con Conning e si è appreso anche della vendita da parte dell’ad Philippe Donnet di oltre 1,3 milioni di azioni del Leone di Trieste per un importo di circa 49,4 milioni di euro: l’ultima cessione tra 14 e 15 settembre avrebbe registrato un importo da 15,8 milioni su 350 mila azioni cedute. Manovre inserite nei piani di incentivazione e di maturazione e lock up, ma che fanno riflettere sulle cifre in gioco.

In rosso in chiusura anche Moncler (-1,68% a € 43,25): BNP Exane Paribas ha ridotto il prezzo obiettivo da 68 a 62 euro, mantenendo però un outperform.

Energetici in balia di un quadro geopolitico ancora frastagliato

Contrastate a mercati europei chiusi le quotazioni del petrolio greggio. All’attenzione sia la frontiera occidentale europea più volte infranta da caccia e droni russi negli ultimi giorni, con il rischio di reazioni anche dure della Nato, che il conflitto iraniano con il ministro della Difesa Guido Crosetto che ha rivendicato il diritto di impiegare le navi militari italiane per difendere i nostri mercantili in transito dallo Stretto di Bab el-Mandeb assediato dagli Houthi filoiraniani.
Martedì prossimo a margine dell’assemblea dell’Onu Trump potrebbe incontrare i leader del Golfo e forse riavviare un processo negoziale. Il Brent torna a 104,9 dollari al barile (-0,315%) e il WTI passa di mano a 102,22 dollari (+0,3%).
Torna invece a crescere il prezzo del gas naturale con un rialzo dell 3,49% a 79,02 €/MWh. Indicazioni contradditorie sulla crisi giungono dalle voci di prossima parziale riattivazione della condotta saudita East-West e dall’annuncio di Donald Trump di una prossima vendita di quasi 50 F35 all’Arabia Saudita: il deal dovrà passare al vaglio del Congresso dove alcuni parlamentari temono per la consegna di una tecnologia bellica tanto avanzata a Ryad che non ha firmato ancora il Patto di Abramo con Israele, l’altra potenza regionale dotata di questa tecnologia USA.
Male anche i petroliferi: Eni -0,58% e Saipem -1,57% In rosso anche le utility: Enel -2%, A2A -2,64% ed Hera -3,02%

AI in controtendenza, il big tech USA ridimensiona l'allarme

Sotto i riflettori ancora i titoli dell’AI dopo che Anthropic ha pubblicato la proposta di un tracciamento di tre parametri per il controllo della sicurezza dello sviluppo dell’intelligenza artificiale: la casa di Claude propone di misurare i progressi dell’AI nella costruzione della nuova versione di se stessa in rapporto a quanto realizzato dagli umani. Un altro parametro da monitorare sarebbe la nostra capacità di controllare e intervenire nelle azioni degli Agenti AI e infine sarebbero da sorvegliare le risorse che alimentano lo sviluppo di modelli più performanti. Open AI e Anthropic hanno comunque ridimensionato i pericoli denunciati lo scorso week-end, chiedendo fiducia nella loro capacità di gestirli. A Milano in controtendenza STMicroelectronics (+2,3%) e Prysmian (+0,66%).

Debole l’oro che torna a 4.357 dollari l’oncia (-0,08%).

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Giovanni Digiacomo
Giovanni Digiacomo

Giornalista professionista con oltre venti anni di esperienza in ambito economico e finanziario. Supporta il notiziario economico-finanziario di FTA Online News con lanci, commenti, approfondimenti, analisi e interviste sui principali mercati e le più importanti asset class. Ha seguito per il sito di Borsa Italiana tematiche finanziarie come la crisi del debito sovrano europeo e la diffusione delle criptovalute. Si occupa di sostenibilità e innovazione per il Quinto Ampliamento e per il Journal di Message Group.