Ftse Mib future supera le medie mobili di breve: ora prova decisiva a 52.500
pubblicato:Sopra 52.500 possibile recupero per il Ftse Mib future verso 53.350; primi sostegni a 52.260 e 52.030 punti

Le Borse europee hanno terminato la seduta dio giovedì in rialzo e in prossimità dei massimi giornalieri, sostenute dalla discesa dei rendimenti obbligazionari e dal nuovo arretramento del petrolio.
Il Ftse Mib Index Future settembre 2026 ha chiuso giovedì a 52.440 punti, in progresso dello 0,87%, dopo essersi mosso tra un minimo di 52.030 e un massimo di 52.495 punti.
La chiusura nella parte superiore dell’escursione giornaliera rappresenta un segnale costruttivo.
Il future ha recuperato sia la media mobile esponenziale a 10 giorni sia quella a 50 giorni, migliorando sensibilmente un quadro di breve periodo che nelle sedute precedenti era apparso fragile.
Rendimenti in calo dopo la Fed
La seduta ha beneficiato della distensione sul mercato obbligazionario. Dopo la decisione della Federal Reserve di aumentare i tassi di 25 punti base e le indicazioni restrittive del presidente Kevin Warsh, il rendimento del Treasury decennale ha invertito la direzione, arretrando di 8 punti base al 4,94%.
La discesa sotto la soglia del 5% ha ridotto almeno temporaneamente la pressione sulle valutazioni azionarie.
Gli investitori continuano a considerare probabile un’ulteriore stretta monetaria entro la fine dell’anno, ma il tono rigoroso della Fed viene anche interpretato come un elemento capace di contenere le aspettative d’inflazione sulle scadenze più lunghe.
La stabilizzazione ha interessato anche il reddito fisso europeo. Il rendimento del Bund decennale è sceso di 3 punti base al 3,47%, mentre i titoli di Stato dell’area euro hanno interrotto una sequenza negativa durata sei sedute.
Bank of England ferma al 3,75%
Più marcato il movimento dei Gilt britannici dopo la riunione della Bank of England. L’istituto ha mantenuto il Bank Rate al 3,75%, con sei voti favorevoli e tre contrari.
La banca centrale continua a segnalare rischi al rialzo per l’inflazione qualora il conflitto con l’Iran dovesse prolungarsi. Le nuove valutazioni indicano una crescita dei prezzi leggermente superiore al 4% nel primo trimestre del 2027.
La Bank of England ha però modificato il programma di riduzione del portafoglio obbligazionario, rallentando le vendite di Gilt e sospendendole fino ad aprile 2027.
La decisione ha alleviato la pressione sul mercato del debito britannico e contribuito al miglioramento generale del comparto obbligazionario europeo.
Petrolio in calo sopra quota 100 dollari
Anche il nuovo arretramento del petrolio ha favorito il recupero dei mercati azionari. Il WTI ha ceduto l’1,66% a 100,73 dollari al barile, in seguito alla parziale riduzione dei timori sull’offerta mediorientale.
Gli investitori seguono l’aumento dei flussi sauditi attraverso lo Stretto di Hormuz e il tentativo di ripristinare entro pochi giorni il 50% della capacità dell’oleodotto East-West.
Reuters ha inoltre riferito che la Cina avrebbe chiesto all’Iran di contenere le azioni degli Houthi.
Un’attenuazione delle tensioni sulle rotte energetiche ridurrebbe il rischio di uno shock petrolifero prolungato e, di conseguenza, la necessità di nuove strette aggressive da parte delle banche centrali.
Il WTI rimane comunque sopra 100 dollari: il contributo del petrolio all’inflazione non è quindi scomparso, ma il suo arretramento dai recenti massimi offre un temporaneo sollievo ai mercati.
Mercato del lavoro americano ancora solido
I dati macroeconomici statunitensi hanno confermato la tenuta del mercato del lavoro. Le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono scese a 196.000 unità, mentre le richieste continuative si sono portate a 1,73 milioni, il livello più basso dall’inizio del 2024.
L’indice manifatturiero della Federal Reserve di Philadelphia è diminuito a 37,8 punti dai 47,4 di agosto, ma è rimasto superiore alle attese.
La crescita della componente relativa ai prezzi pagati conferma tuttavia che le pressioni inflazionistiche non sono state completamente riassorbite.
Segnali più deboli sono arrivati dal settore immobiliare, con avvii di nuove abitazioni e permessi edilizi inferiori alle previsioni. Le vendite di case in attesa hanno invece registrato un lieve incremento.
Il quadro complessivo descrive un’economia ancora resistente, ma con alcuni comparti sensibili ai tassi che iniziano a mostrare difficoltà. È una combinazione che giustifica la cautela della Fed e mantiene aperta la possibilità di un altro rialzo.
Reazione significativa dal minimo di martedì
Dal punto di vista tecnico, il Ftse Mib future sta sviluppando una reazione importante dopo il minimo di martedì a 50.830 punti. In tre sedute il contratto ha recuperato oltre 1.600 punti, allontanandosi dalla media mobile esponenziale a 100 giorni e dal supporto orizzontale di area 51.150.
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Il minimo di martedì aveva temporaneamente violato entrambi i riferimenti, ma la discesa era stata rapidamente riassorbita. La lunga ombra inferiore lasciata in quella seduta aveva segnalato il rifiuto dei prezzi sotto quota 51.000.
Il rialzo di mercoledì aveva riportato il future sopra 51.900, senza però consentirgli di recuperare stabilmente le medie mobili di breve. La seduta di giovedì completa un ulteriore passo in avanti, con una chiusura sopra entrambe le linee.
Recuperate le medie a 10 e 50 giorni
La media mobile esponenziale a 10 giorni transita attualmente intorno a 52.080 punti, mentre quella a 50 giorni passa a circa 52.260 punti.
La chiusura a 52.440 permette al future di collocarsi sopra entrambi i riferimenti. La configurazione segnala un miglioramento del momentum e riduce il rischio di un’immediata prosecuzione della correzione.
Particolarmente importante è il recupero della media a 50 giorni, che nelle ultime settimane aveva ripetutamente respinto i tentativi di rimbalzo. Per rendere affidabile il segnale, sarà però necessario confermare la rottura anche nelle prossime sedute.
Un rapido ritorno sotto 52.260 trasformerebbe quello di giovedì in un falso breakout. La permanenza sopra questa soglia permetterebbe invece al future di costruire una base per un attacco alle resistenze successive.
Quota 52.500 è la prima barriera
La prima resistenza coincide con il massimo della seduta a 52.495 punti e con la soglia psicologica dei 52.500 punti.
Il superamento confermato di questa fascia completerebbe il recupero delle medie mobili e potrebbe favorire un’estensione del rialzo verso 52.700-52.800 punti. In quest’area si trovano diversi massimi e minimi relativi formati tra la fine di agosto e l’inizio di settembre.
Oltre 52.800, il future avrebbe spazio per puntare verso 53.000-53.100 punti, prima di affrontare la barriera decisiva compresa tra 53.330 e 53.350 punti.
Supertrend e massimo di giugno a 53.350
La fascia 53.330-53.350 rappresenta lo spartiacque principale per il trend di breve e medio periodo. In quest’area coincidono:
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il Supertrend, ancora impostato al ribasso e collocato a circa 53.330 punti;
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il massimo del 19 giugno a 53.350 punti;
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una precedente fascia di congestione;
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una resistenza già testata più volte durante l’estate.
Soltanto il superamento di 53.350 produrrebbe un segnale di inversione più completo, interrompendo la sequenza di massimi decrescenti sviluppata dopo il picco di agosto.
In questo scenario il future potrebbe tornare inizialmente verso 53.800-54.000 punti, dove si collocano i massimi estivi. La rottura anche di quota 54.000 riattiverebbe gli obiettivi a 54.750 e successivamente a 55.600 punti.
Primi supporti a 52.260 e 52.080
Dopo il rialzo di giovedì, la media a 50 giorni in area 52.260 punti diventa il primo sostegno. La sua tenuta confermerebbe il miglioramento e favorirebbe nuovi tentativi di superamento di quota 52.500.
Il supporto successivo è rappresentato dalla media a 10 giorni, a circa 52.080 punti, poco sopra il minimo della seduta a 52.030.
La fascia 52.030-52.080 punti assume quindi particolare importanza. Un ritorno sotto questa zona cancellerebbe buona parte del progresso di giovedì e segnalerebbe il fallimento del breakout delle medie mobili.
In quel caso il future potrebbe scendere verso 51.700-51.800 punti, prima di tornare a verificare il sostegno principale compreso tra 51.150 e 51.215 punti.
Area 51.150-51.215 resta il supporto decisivo
La media mobile esponenziale a 100 giorni è salita a circa 51.215 punti, poco sopra il minimo di fine luglio a 51.150. La convergenza dei due riferimenti rende questa fascia il principale supporto di medio periodo.
Finché il future rimarrà sopra 51.150-51.215, la correzione iniziata dai massimi di agosto potrà essere interpretata come una fase di consolidamento all’interno di una struttura ancora positiva.
Una chiusura sotto 51.150 riaprirebbe invece la strada verso il minimo di martedì a 50.830 e successivamente verso 50.600 punti, area già dimostratasi rilevante nel mese di giugno.
La violazione di 50.600 aggraverebbe il quadro, con possibili obiettivi a 50.000-49.800 e quindi sulla media mobile esponenziale a 200 giorni, attualmente crescente e passante intorno a 48.920 punti.
Quadro migliorato, ma inversione da confermare
La seduta di giovedì fornisce il segnale tecnico più convincente dell’ultima settimana. La chiusura vicino ai massimi e sopra le medie mobili a 10 e 50 giorni mostra che i compratori hanno ripreso iniziativa.
Il Supertrend rimane però negativo e il future non ha ancora superato la serie di resistenze formata tra 52.500 e 53.350 punti. È quindi prematuro considerare conclusa la fase correttiva.
Sopra 52.500 aumenterebbero le probabilità di un’estensione verso 52.800 e 53.330-53.350 punti. Solo oltre quest’ultima fascia tornerebbero raggiungibili 54.000, 54.750 e 55.600 punti.
Sul fronte opposto, una discesa sotto 52.030-52.080 ridimensionerebbe il segnale positivo, mentre la violazione di 51.150-51.215 punti riporterebbe il quadro sotto il controllo dei venditori.
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