Moncler, analisti positivi ma il grafico resta fragile: respinta da 45,65 euro

di FTA Online News pubblicato:
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Giudizi favorevoli e target price rialzisti non bastano a superare la resistenza tecnica: decisiva la stagione autunno-inverno per il riscatto

Moncler, analisti positivi ma il grafico resta fragile: respinta da 45,65 euro
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Moncler ha terminato la seduta di giovedì a 43,99 euro, in rialzo dello 0,55%, dopo avere aperto a 44,26 euro e aver oscillato tra un minimo di 43,35 e un massimo di 45,65 euro.

Il titolo ha beneficiato inizialmente di una raffica di giudizi positivi da parte degli analisti, ma non è riuscito a conservare buona parte dei guadagni. Il ritorno delle vendite in prossimità di 45,65 euro assume particolare rilevanza tecnica, perché il livello coincide con i minimi dell’agosto 2025, collocati a 45,46 euro.

La chiusura nettamente inferiore al massimo intraday lascia sul grafico una candela con una lunga ombra superiore.
Il messaggio è prudente: gli acquisti generati dalle raccomandazioni favorevoli non sono stati sufficienti per superare una resistenza che in passato aveva agito da importante supporto.

Bernstein passa a Outperform

Bernstein ha migliorato la raccomandazione su Moncler portandola a Outperform, con un prezzo obiettivo di 57,50 euro. Rispetto alla chiusura di giovedì, il target incorpora un potenziale apprezzamento prossimo al 31%.
La valutazione positiva riflette la qualità del marchio, la solidità patrimoniale del gruppo e la capacità di Moncler di mantenere un posizionamento distintivo anche in un contesto difficile per il lusso. Il miglioramento del rating assume particolare rilievo dopo la lunga correzione del titolo, sceso dai massimi di giugno in area 57 euro fino ai livelli più bassi degli ultimi anni.

La flessione ha ridotto i multipli, rendendo le valutazioni più interessanti rispetto al recente passato.

JPMorgan conferma Overweight e target a 70 euro

JPMorgan ha ribadito la raccomandazione Overweight, con un prezzo obiettivo di 70 euro. Il target implica un potenziale teorico superiore al 59% rispetto ai prezzi attuali. Gli analisti hanno ridotto le stime sui ricavi per tenere conto dei recenti dati del settore e dell’andamento sfavorevole dei cambi, ma continuano a considerare Moncler una società di elevata qualità.

Il titolo rimane uno dei preferiti di JPMorgan all’interno del comparto europeo del lusso. La valutazione si basa sulla forza del marchio, sulla disciplina distributiva e sulla capacità del gruppo di proteggere la desiderabilità dei prodotti senza ricorrere in misura eccessiva a promozioni e sconti. Questi elementi non eliminano le difficoltà congiunturali, ma dovrebbero permettere a Moncler di attraversare la fase debole del settore meglio rispetto ai concorrenti caratterizzati da un posizionamento meno solido.

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Intermonte punta sulla stagione autunno-inverno

Intermonte conferma il giudizio Outperform e il target price di 66,10 euro. La valutazione incorpora un potenziale rialzo di circa il 50% dai livelli attuali. Gli analisti prevedono risultati del terzo trimestre relativamente deboli, coerenti con il rallentamento generale della domanda. Il periodo luglio-settembre fornisce tuttavia un contributo limitato ai risultati dell’intero esercizio, mentre il quarto trimestre è molto più importante per un gruppo specializzato nell’abbigliamento invernale.

Secondo Intermonte, l’esecuzione del piano di rilancio di Stone Island dovrebbe rimanere convincente. Moncler avrebbe inoltre conservato il proprio status di marchio privilegiato tra i consumatori asiatici e potrebbe recuperare slancio nella parte finale dell’estate. Un contributo dovrebbe arrivare anche dall’apertura del nuovo flagship store di New York.

Entrambi i marchi appaiono così ben posizionati per affrontare la stagione autunno-inverno, decisiva per verificare la capacità del gruppo di tornare a crescere.

Buy confermati da Equita e Banca Akros

Banca Akros ha ridotto il prezzo obiettivo da 70 a 65 euro, mantenendo la raccomandazione Buy. Gli analisti prevedono un terzo trimestre debole, seguito però da una ripresa.

Anche Equita Sim ha confermato il Buy, limando del 3% il target a 63 euro. Le stime per il periodo 2026-2028 sono state abbassate mediamente di circa il 2% per riflettere il peggioramento del contesto macroeconomico in Cina e negli Stati Uniti.

Secondo Equita, anche Moncler dovrebbe aver risentito del rallentamento estivo del comparto, ma il forte posizionamento del marchio continua a sostenere l’ipotesi di un’accelerazione nel quarto trimestre.

I target di Equita e Banca Akros implicano rispettivamente un potenziale apprezzamento teorico di circa il 43% e il 48% rispetto alla chiusura di giovedì.

Jefferies resta più prudente

Più cauta la posizione di Jefferies, che ha ridotto il prezzo obiettivo da 53 a 48,30 euro, confermando la raccomandazione Hold. Il nuovo target si colloca meno del 10% sopra la quotazione attuale e segnala una visione molto più prudente rispetto agli altri intermediari.

Per Jefferies, il tema centrale è la capacità di Moncler di realizzare, per il terzo anno consecutivo, una crescita robusta durante il picco stagionale del quarto trimestre. La stagione autunno-inverno diventa quindi uno spartiacque. Risultati solidi confermerebbero che la debolezza estiva è prevalentemente ciclica; un andamento deludente rafforzerebbe invece la tesi di un rallentamento strutturale.

Morgan Stanley teme un cambiamento strutturale del lusso

Il punto più delicato riguarda le prospettive dell’intero comparto. Secondo Morgan Stanley, nei prossimi dodici mesi esistono margini limitati per un’espansione dei multipli delle società del lusso. Il problema non riguarda più soltanto le valutazioni elevate.

Gli investitori si domandano se la crescita potenziale del settore sia cambiata in modo permanente e se l’attuale rallentamento rappresenti qualcosa di più profondo di una normale fase ciclica. Diversi fattori che in passato avevano sostenuto multipli generosi stanno progressivamente perdendo forza.

La crescita della domanda cinese è diventata meno lineare, mentre il consumatore statunitense mostra maggiore selettività. È inoltre aumentato l’interesse verso il mercato del lusso di seconda mano. Parallelamente, una quota crescente della spesa delle fasce di reddito più elevate viene destinata a esperienze, benessere e longevità anziché all’acquisto di beni personali.

Questi cambiamenti non cancellano il valore dei marchi più forti, ma potrebbero ridurre il tasso di crescita sostenibile del settore e rendere meno probabile il ritorno ai multipli raggiunti negli anni precedenti.

Quadro tecnico ancora nettamente ribassista

Dal punto di vista grafico, Moncler rimane inserita in una tendenza negativa. Dopo i massimi di giugno in area 57 euro, il titolo ha sviluppato una successione regolare di massimi e minimi decrescenti. La pressione ribassista ha determinato la violazione dei supporti a 50, 48 e soprattutto 45,45-45,50 euro.

Quest’ultima fascia aveva arrestato le discese nel novembre 2024 e nell’agosto 2025, rappresentando la base di una lunga struttura laterale. La rottura di settembre ha quindi prodotto un segnale negativo di medio periodo.

Come spesso accade dopo la violazione di un sostegno importante, il successivo recupero ha riportato i prezzi a verificare dal basso il livello perduto. Il massimo di giovedì a 45,65 euro può essere interpretato proprio come un pullback sulla precedente area di supporto, ora trasformata in resistenza.

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La lunga ombra superiore è un segnale di allerta

La seduta era iniziata con un forte allungo, ma il titolo non è riuscito a difendere il superamento intraday di 45,46 euro. Dal massimo a 45,65 è arretrato fino alla chiusura a 43,99, lasciando sul grafico una lunga ombra superiore.

La configurazione presenta caratteristiche simili a una shooting star, anche se la sua affidabilità dovrà essere confermata dalle sedute successive.

Il corpo della candela è infatti piccolo e negativo rispetto all’apertura, nonostante la variazione positiva sul giorno precedente. Il segnale indica che i compratori hanno temporaneamente spinto il titolo sopra la resistenza, ma sono stati rapidamente sopraffatti dai venditori.

La mancata rottura di 45,65 è quindi un elemento sfavorevole, soprattutto perché si verifica all’interno di una tendenza primaria ancora discendente.

Una chiusura sotto il minimo di giovedì a 43,35 euro confermerebbe la figura negativa e aumenterebbe il rischio di prosecuzione del ribasso.

Sopra 45,65 possibile recupero verso 48-49 euro

Per neutralizzare il segnale di debolezza, Moncler dovrà superare con decisione la fascia compresa tra 45,45 e 45,65 euro, preferibilmente con una chiusura giornaliera accompagnata da volumi in aumento.

In questo scenario, il titolo potrebbe inizialmente puntare verso 46,80-47 euro, prima area interessata da precedenti minimi e massimi relativi.

L’obiettivo successivo sarebbe compreso tra 48 e 49 euro, dove si concentrano diversi minimi registrati tra gennaio e maggio; l’area attraversata durante l’accelerazione ribassista di agosto; il target prudente di Jefferies a 48,30 euro; una possibile fascia di ricopertura delle posizioni ribassiste.

Il recupero sopra 49 euro permetterebbe di puntare verso 50-51 euro, ma soltanto il superamento di 52-52,50 euro interromperebbe chiaramente la sequenza di massimi decrescenti.

Sotto 43,35 aumenta il rischio di una discesa verso 40 euro Il primo sostegno coincide con il minimo di giovedì a 43,35 euro. Una sua violazione riporterebbe il titolo sui minimi recenti e confermerebbe il fallimento del tentativo di recupero. Sotto 43,35, la scarsità di riferimenti tecnici ravvicinati potrebbe favorire un’accelerazione verso 42-42,50 euro e successivamente verso la soglia psicologica dei 40 euro.

Area 40 rappresenta il primo obiettivo naturale derivante dalla rottura del sostegno a 45,50 euro. La sua eventuale violazione aprirebbe spazio verso 38 euro, supporto successivo e livello compatibile con un ulteriore ridimensionamento delle valutazioni del comparto.

La lettura tecnica resta quindi molto diversa da quella fondamentale proposta dalla maggior parte degli analisti. I target price indicano un significativo potenziale di rivalutazione, ma il grafico non ha ancora offerto segnali affidabili di inversione.

Il superamento di 45,65 euro migliorerebbe il quadro e aprirebbe spazio verso 48-49 euro. Sotto 43,35, invece, tornerebbe dominante il rischio di una discesa verso 40 euro e, in estensione, verso quota 38.

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