Danieli balza dopo il Buy di Jefferies: target price a 75 euro
pubblicato:Danieli supera la media a 10 giorni: oltre 59 euro possibile recupero verso 63,10-64,35 €

Jefferies ha assegnato al titolo una raccomandazione Buy
Danieli & C. ha terminato la seduta di giovedì a 57,90 euro, in rialzo del 5,18%, dopo essersi mossa tra un minimo di 56,90 e un massimo di 58,50 euro.
A sostenere gli acquisti è stato l’avvio della copertura da parte di Jefferies, che ha assegnato al titolo una raccomandazione Buy e un prezzo obiettivo di 75 euro.
Il target indicato dalla banca d’affari implica un potenziale rialzo di circa il 29,5% rispetto alla chiusura di giovedì.
La reazione del mercato ha permesso al titolo di allontanarsi dall’importante supporto di area 54,35 euro e di recuperare la media mobile esponenziale a 10 giorni.
Danieli tra i protagonisti della decarbonizzazione siderurgica
Jefferies sottolinea che Danieli è uno dei soli tre gruppi a livello globale capaci di offrire soluzioni complete per la produzione siderurgica.
Questa posizione consente alla società di beneficiare degli investimenti necessari alla progressiva decarbonizzazione dell’industria dell’acciaio.
Secondo gli analisti, il mercato europeo dovrebbe generare oltre 30 miliardi di euro di investimenti destinati alla trasformazione degli impianti e alla riduzione delle emissioni.
Entro il 2030 potrebbero inoltre essere installati tra 40 e 50 milioni di tonnellate di nuova capacità produttiva per la realizzazione di acciaio a basse emissioni di carbonio.
Danieli dispone delle competenze necessarie per accompagnare l’intero processo, dalla progettazione alla costruzione degli impianti. Il gruppo può fornire tecnologie per la produzione attraverso forni elettrici, impianti di riduzione diretta del minerale e soluzioni per migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale.
La crescente necessità dei produttori siderurgici di adeguarsi agli obiettivi climatici europei potrebbe quindi sostenere la raccolta ordini della divisione Plant-making per diversi anni.
Backlog da 6 miliardi e cassa netta per 2 miliardi
L’investment case individuato da Jefferies poggia anche sulla solidità della struttura finanziaria. Danieli dispone di un portafoglio ordini pari a circa 6 miliardi di euro, che garantisce un’elevata visibilità sui ricavi e sugli utili futuri.
Il modello operativo presenta inoltre una caratteristica particolarmente favorevole: una parte rilevante del capitale circolante viene finanziata direttamente dagli anticipi versati dai clienti.
Ciò permette al gruppo di sostenere l’esecuzione delle commesse limitando il ricorso al debito.
Danieli presenta infatti una posizione di cassa netta vicina a 2 miliardi di euro, elemento che riduce il rischio finanziario e assicura flessibilità per investimenti, dividendi ed eventuali operazioni straordinarie.
Nonostante queste caratteristiche, il titolo viene scambiato a un multiplo EV/Ebitda 2027 di circa 3,2 volte, contro una media ponderata dei concorrenti pari a 11,2 volte. Lo sconto raggiunge quindi approssimativamente il 70%.
Una parte della differenza può essere spiegata dalla struttura societaria, dalla ciclicità del settore e dalla complessità del gruppo, ma per Jefferies il divario appare eccessivo rispetto alla qualità del portafoglio ordini e alla solidità patrimoniale.
Equita conferma il Buy con target a 86 euro
Anche Equita Sim mantiene un orientamento positivo. L’8 settembre la società di intermediazione ha confermato la raccomandazione Buy, riducendo soltanto del 2% il prezzo obiettivo, da 88 a 86 euro.
La limatura delle stime operative viene compensata dal migliore andamento della generazione di cassa e dalla robusta acquisizione di nuove commesse.
Secondo Equita, anche in un contesto geopolitico complesso la divisione Plant-making dovrebbe continuare a registrare un forte order intake.
Il portafoglio ordini della costruzione impianti e il miglioramento della divisione Steel-making forniscono una buona visibilità sulle stime per il 2027. Gli analisti prevedono:
- •
ricavi per 4,2 miliardi di euro, in crescita del 6%;
- •
Ebitda per 493 milioni, in aumento del 9%;
- •
accelerazione della redditività dopo una fase caratterizzata da pressioni sui margini;
- •
ulteriore rafforzamento della generazione di cassa.
La correzione subita dal titolo dopo i massimi di giugno ha inoltre reso le valutazioni più interessanti, soprattutto considerando l’accelerazione attesa nel prossimo esercizio.
Il titolo reagisce dal supporto a 54,35 euro
Dal punto di vista tecnico, Danieli ha avviato il recupero dopo avere testato la fascia compresa tra 54,20 e 54,50 euro. L’area coincide con i minimi di metà settembre e con un importante sostegno già verificato nel marzo scorso.
![]()
Il rimbalzo da questo livello rafforza la sua rilevanza tecnica e suggerisce che, almeno nel breve periodo, la pressione dei venditori si sia attenuata.
La seduta di giovedì ha inoltre prodotto un ampio corpo rialzista, con chiusura nella parte superiore dell’escursione giornaliera.
∅Il titolo rimane tuttavia inserito in una struttura correttiva.
Dai massimi di giugno a 77,50 euro si è infatti sviluppata una successione di massimi e minimi decrescenti, accompagnata dalla discesa sotto le principali medie mobili.
Il progresso del 5,18% costituisce quindi un primo segnale di reazione, ma non è ancora sufficiente per decretare la conclusione della tendenza ribassista.
Recuperata la media a 10 giorni
Il rialzo ha permesso alle quotazioni di superare la media mobile esponenziale a 10 giorni, passante intorno a 57,40 euro. Si tratta del primo miglioramento tecnico dopo la brusca accelerazione ribassista di inizio settembre.
Per confermare il segnale, Danieli dovrà riuscire a mantenersi sopra 57,40-57 euro e superare il massimo di giovedì a 58,50 euro.
La barriera immediatamente successiva è collocata a 59-60 euro. In questa fascia si trova anche il ritracciamento del 23,6% della discesa sviluppata dal massimo di giugno fino al minimo di settembre.
Una chiusura sopra 60 euro confermerebbe la formazione di un minimo significativo in area 54,35 e aumenterebbe le probabilità di un’estensione del recupero.
Media a 50 giorni e gap del 3 settembre
Oltre 59-60 euro, Danieli potrebbe dirigersi verso 61,50-62 euro, fascia dalla quale è partita l’ultima accelerazione ribassista.
Il riferimento successivo sarebbe rappresentato dalla media mobile esponenziale a 50 giorni, attualmente discendente e passante a circa 63,10 euro.
La media esponenziale a 50 giorni potrebbe esercitare una forte resistenza, perché riflette ancora il deterioramento del trend di breve e medio periodo. Il suo superamento permetterebbe però di puntare alla chiusura del gap ribassista aperto il 3 settembre.
Il lato superiore del gap si trova a 64,35 euro. Il recupero completo di questa area rappresenterebbe un segnale costruttivo, capace di ridimensionare una parte importante della caduta sviluppata nelle prime sedute di settembre.
Tra 63,10 e 64,35 euro si concentra quindi la principale area di verifica per la sostenibilità del rimbalzo.
Resistenza strategica a 68,70 euro
Al di sopra del gap, un ulteriore ostacolo si trova intorno a 66 euro, corrispondente al 50% del recupero della precedente discesa e a una fascia interessata da ripetuti scambi durante l’estate.
La resistenza più importante è tuttavia collocata a 68,70-69 euro. Il livello coincide con il ritracciamento del 61,8% del ribasso partito dal massimo di giugno a 77,50 euro.
In questa stessa area si trovano inoltre i massimi delle candele disegnate il 31 agosto e il 1° settembre. In quelle sedute il titolo aveva formato rispettivamente figure assimilabili a una shooting star e a una gravestone doji, evidenziando una forte pressione dei venditori.
Il superamento di 68,70-69 euro cancellerebbe il segnale negativo prodotto da quelle configurazioni e determinerebbe un miglioramento strutturale del quadro tecnico.
In tale scenario, Danieli potrebbe puntare verso 72-73 euro e successivamente verso il target di Jefferies a 75 euro.
Il gap rialzista protegge il rimbalzo
Il primo supporto si trova tra 57 e 57,40 euro, fascia che comprende l’apertura della seduta e la media mobile a 10 giorni.
Il riferimento più importante è però rappresentato dalla base del gap rialzista lasciato giovedì, collocata intorno a 56,50 euro. Finché i prezzi resteranno sopra questo livello, il segnale prodotto dalla seduta conserverà una valenza positiva.
La discesa sotto 56,50 indebolirebbe invece il rimbalzo e potrebbe riportare rapidamente le quotazioni verso 55-55,20 euro e quindi sul supporto decisivo a 54,20-54,35 euro.
Una chiusura sotto 54,20 cancellerebbe il tentativo di formazione di una base e riattiverebbe la tendenza ribassista, con possibili obiettivi a 52-52,50 euro e successivamente in area 50 euro.
Miglioramento ancora da confermare
La valutazione favorevole di Jefferies ha offerto a Danieli il catalizzatore necessario per reagire da un supporto tecnico di grande importanza. Il recupero della media a 10 giorni e la formazione del gap rialzista migliorano il quadro di brevissimo periodo.
Per parlare di inversione serviranno però ulteriori conferme. Il superamento di 59-60 euro aprirebbe spazio verso la media a 50 giorni a 63,10 e il lato superiore del gap a 64,35 euro. Soltanto oltre questa fascia il rimbalzo potrebbe assumere caratteristiche più solide.
Sul fronte opposto, la tenuta di 56,50 euro è necessaria per preservare il segnale positivo, mentre sotto 54,35 euro tornerebbe dominante il rischio di una nuova fase ribassista.
Sul canale Telegram Econotrade Insights troverai gli aggiornamenti sull'andamento dei mercati, segnali operativi e commenti esclusivi per gestire i prossimi movimenti, richiedi la tua prova gratuita scrivendo a info@ftaonline.com