Webuild in forte calo su indiscrezioni extra-costi su opere pubbliche
pubblicato:Webuild accelera al ribasso e tocca i minimi da giugno 2024. Il titolo perde il 6% a 2,0560 euro a causa delle indiscrezioni de Il Fatto Quotidiano secondo cui il gruppo delle costruzioni si trova a fronteggiare extra-costi sulle grandi opere in Italia per oltre 20 miliardi di euro, chiedendo aiuto al governo.

Webuild accelera al ribasso e tocca i minimi da giugno 2024. Il titolo perde il 6% a 2,0560 euro a causa delle indiscrezioni de Il Fatto Quotidiano secondo cui il gruppo delle costruzioni si trova a fronteggiare extra-costi sulle grandi opere in Italia per oltre 20 miliardi di euro, chiedendo aiuto al governo.
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La Consob riavvia l'istruttoria sull'OPA Trevi
Giornata-no per Webuild che scende su livelli abbandonati oltre due anni fa. Le notizie principali di oggi relative al gruppo delle costruzioni riguardano la decisione della Consob di riavviare il termine istruttorio relativo all'OPA su Trevi-Finanziaria Industriale annunciata a fine luglio, termine che era stato sospeso con comunicazione del 24 agosto 2026: la Commissione aveva infatti richiesto la trasmissione di informazioni supplementari. Ora la procedura riparte con termine il 17 settembre prossimo.
Ricordiamo che l'offerta è interamente in contanti con corrispettivo a 4,50 euro per azione. Al momento Trevi-Finanziaria Industriale quota 4,72. L'operazione prevede sinergie stimate in circa 80-90 milioni di euro di EBITDA annuo e un accrescimento dell'EBITDA di Webuild per 150-170 milioni (incluse le sinergie). L'offerta è in concorrenza con quella lanciata da ICOP che prevede uno scambio a 0,133 nuove azioni ordinarie ICOP per ogni azione Trevi (ai prezzi attuali valorizza Trevi circa 3,84 euro).
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Indiscrezioni di stampa su allarme extra-costi, il gruppo smentisce
Ma il fattore che ha fatto scattare gli acquisti è l'articolo de Il Fatto Quotidiano. Nel pezzo si legge che Webuild sta incontrando gravi difficoltà economiche-finanziarie nella realizzazione di 18 grandi opere per conto di RFI (le ferrovie) dal controvalore complessivo di 30 miliardi.
L'a.d. Pietro Salini a fine luglio avrebbe inviato al governo una lettera riservata in cui afferma che senza interventi Webuild potrebbe rivedere programmi e tempistica dei cantieri, con conseguenze su fornitori e subappaltatori con ricadute sull'occupazione.
Il problema sono gli extra-costi causati da revisioni dei prezzi e delle lavorazioni emerse nel corso dell’esecuzione da ben 22 miliardi di euro che il gruppo sta fronteggiando. Webuild starebbe chiedendo al governo di farsi carico di questi costi in eccesso per non fermare i cantieri. Il quotidiano fa notare che poche settimane fa il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini aveva parlato della necessità di stanziare almeno 20 miliardi per evitare lo stop al piano di infrastrutture per il Paese.
Webuild è uscita con un comunicato in cui si precisa che il contenuto delle "comunicazioni inviate alle istituzioni competenti — di carattere riservato, e delle quali la Società non è la fonte delle anticipazioni odierne — riguardano obbligazioni contrattuali già maturate: crediti per lavori eseguiti e certificati ed anticipazioni contrattuali previste dalla legge".
Per dare un'idea dell'ordine di grandezza delle cifre di cui si discute, alla fine del primo semestre il portafoglio ordini di Webuild ammontava a 53,7 miliardi di euro, con oltre 19,6 miliardi di euro di gare presentate e in attesa di aggiudicazione.
L'analisi del grafico di Webuild
La flessione odierna sta spingendo il titolo sotto il supporto rappresentato dal minimo di luglio 2,0960 euro. Una conferma della rottura in chiusura di seduta determinerebbe la riattivazione del movimento ribassista originato dal massimo pluriennale a 4,3060 toccato ad agosto 2025.
Il tal caso il titolo potrebbe andare a testare il supporto a 1,9120 ma con la prospettiva di approfondimenti più consistenti in direzione di 1,5910 (minimo di ottobre 2023) e, in ottica di più ampio respiro, sul minimo del 2022 a 1,1550.
La tenuta di 2,0960 permetterebbe al titolo di scongiurare questi sviluppi nell'immediato ma lo scenario resterebbe debole. Concreti segnali di forza sono attesi solo oltre i massimi di inizio agosto a 2,35 circa, operazione che creerebbe le premesse per un'estensione verso 2,61 e 2,82, massimo di inizio maggio.