Asia-Pacific è in recupero e il Nikkei 225 guadagna l'1,36%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi l'S&P 500, apprezzatosi dello 0,62% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza rialzista è stata complessivamente confermata.

Dal conflitto in Medio Oriente non emergono sviluppi incoraggianti ma un po' di ottimismo arriva dal settore tecnologico e da un arretramento dei rendimenti dei titoli di Stato. Mercoledì intanto la Federal Reserve (Fed) ha pubblicato verbali del meeting del Federal Open Market Committee (Fomc) di 28-29 luglio da cui emergono conferme sulla necessità di una stretta. Diversi membri del Fomc "hanno osservato che le attuali condizioni potrebbero non essere sufficientemente restrittive".

Secondo il FedWatch Tool di Cme Group rimangono comunque ancora di un netto 69,4% le probabilità di un ulteriore conferma del costo del denaro sui livelli attuali anche nel prossimo incontro del Fomc di 15-16 settembre. Intanto il clima decisamente rialzista per la regione si concretizza in un progresso superiore al 2% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in espansione di quasi lo 0,10% a fronte invece di una contrazione di oltre lo 0,30% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l'1,36% (fa poco peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dell'1,18%).

Sul fronte macroeconomico, in luglio le esportazioni dal Giappone sono rimbalzate del 23,2% annuo, in accelerazione dal 16,8% di giugno e sopra al 19,9% del consensus. Il dato, sui massimi dal 25,3% dell'ottobre 2022, beneficia ancora di un'impennata del 49,1% per l'export di semiconduttori e della debolezza dello yen. Le importazioni sono invece salite del 27,8% annuo, contro il 25,4% precedente e il 26,5% stimato dagli economisti (in questo caso sui massimi dal 30,3% del novembre 2022).

Per il quindicesimo meeting consecutivo la People's Bank of China (PboC) lascia invariato il loan prime rate annuale sul 3,00% raggiunto nel maggio 2025 con un taglio di 10 punti base. Il loan prime rate a cinque anni è stato parimenti confermato sul 3,50% di maggio. La decisione era stata prevista da tutti i 25 economisti che componevano il consensus di Reuters.

Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi lo Shanghai Composite si muove sulla parità a fronte di un declino di circa lo 0,30% per lo Shanghai Shenzhen Csi 300 e una crescita intorno allo 0,40% per lo Shenzhen Composite. Molto bene invece Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in rialzo di oltre l'1% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un progresso di quasi il 2%).

A Sydney è stato dello 0,33% il guadagno dell'S&P/ASX 200 in chiusura, mentre a Seoul il Kospi è in rally di più del 5% (nella seduta gli scambi sono stati anche interrotti per eccesso di rialzo), in scia all'ennesimo rimbalzo di oltre il 13% per Sk Hynix.

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