Oro e argento puntano in alto: i metalli preziosi provano a cambiare marcia

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
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L’oro completa il doppio minimo e riconquista la media a 100 giorni: sopra 4.525 dollari si aprirebbero spazi verso 4.685-4.700

Oro e argento puntano in alto: i metalli preziosi provano a cambiare marcia

Oro e argento puntano in alto: il quadro tecnico torna a farsi interessante

La seduta di oggi segna un deciso cambio di passo per i metalli preziosi. L’oro guadagna circa il 3,7-3,8% e si riporta in area 4.500 dollari l’oncia, mentre l’argento avanza di circa il 4% verso 66 dollari.

Il movimento non è soltanto quantitativamente importante: arriva in corrispondenza di livelli tecnici che possono determinare l’evoluzione delle prossime settimane.

Anche il contesto intermarket aiuta: il brusco arretramento dei rendimenti dei Treasury e la contemporanea debolezza del dollaro stanno offrendo un sostegno evidente ai metalli preziosi.

Oro: doppio minimo completato e media a 100 giorni riconquistata

Il grafico dell’oro mostra il completamento di una configurazione rialzista assimilabile a un doppio minimo, costruita dopo i minimi di fine giugno e luglio in area 3.940-4.000 dollari.

Oro e argento puntano in alto: i metalli preziosi provano a cambiare marcia

La prima indicazione positiva era arrivata con il superamento della zona 4.160-4.200, ma il segnale più significativo è stato prodotto successivamente con l’accelerazione oltre 4.300-4.315 dollari, area coincidente anche con il 38,2% di ritracciamento dell'intero ribasso precedente.

La seduta odierna aggiunge un elemento particolarmente importante: l’oro ha superato con decisione la media mobile esponenziale a 100 giorni, attualmente poco sopra 4.300 dollari.

Anche i dati di mercato confermano il ritorno delle quotazioni sopra questa media, con l'oro spot salito oltre il 3% ai massimi da più di due mesi e mezzo.

A questo punto l’attenzione si sposta verso 4.525-4.530 dollari, livello corrispondente al 61,8% di ritracciamento. Una sua rottura renderebbe possibile un'estensione verso 4.685-4.700 dollari, dove transita il 78,6%. Più in alto tornerebbero nel mirino i massimi in area 4.890 dollari.

Il quadro rimane costruttivo fino a quando i prezzi riusciranno a mantenersi sopra la fascia 4.300-4.315. Un ritorno stabile sotto questa soglia ridimensionerebbe invece la qualità del breakout.

Argento: adesso la sfida è con la media a 100 giorni

L'argento presenta una configurazione altrettanto interessante, ma si trova in una fase leggermente meno avanzata rispetto all'oro.

Dopo avere costruito una base tra giugno e luglio, con minimi nell'area 55-57 dollari, i prezzi hanno superato la trendline superiore della precedente struttura discendente e sono risaliti rapidamente verso 65-66 dollari.

Oro e argento puntano in alto: i metalli preziosi provano a cambiare marcia

Il punto decisivo è ora rappresentato dalla media mobile esponenziale a 100 giorni.

A differenza dell'oro, che l'ha già superata con decisione, l'argento la sta ancora lavorando. La forza della candela odierna, tuttavia, suggerisce che un breakout sia possibile.

Una chiusura convincente sopra 66-67 dollari migliorerebbe ulteriormente lo scenario, aprendo spazio inizialmente verso 70 dollari. Oltre questa soglia il recupero potrebbe accelerare verso 72,5-75 dollari.

Sul lato opposto, 62-63 dollari diventano ora la prima importante area da difendere. La perdita di questo livello riporterebbe l'argento all'interno della precedente struttura e renderebbe meno affidabile il segnale rialzista.

Il vero catalizzatore: rendimenti giù e dollaro più debole

C'è infine un elemento che rende il movimento odierno particolarmente interessante.

Oro e argento stanno finalmente ricevendo contemporaneamente sostegno dai due principali fattori macro che ne condizionano le quotazioni: rendimenti obbligazionari e dollaro.

Dopo l'annuncio del Tesoro americano sull'ampliamento dei buyback dei Treasury a lunga scadenza, i rendimenti sono scesi bruscamente e il dollaro si è indebolito. Il rendimento del trentennale, dopo avere raggiunto martedì livelli che non si vedevano dal 2007, ha invertito violentemente la direzione.

Per oro e argento si tratta della combinazione ideale: rendimenti più bassi riducono il costo opportunità di detenere attività prive di cedola, mentre un dollaro più debole rende i metalli meno costosi per gli investitori che utilizzano altre valute.

La differenza rispetto ai precedenti tentativi di recupero è quindi significativa. Questa volta il segnale tecnico sta trovando conferma anche nel quadro intermarket.

Per l'oro la svolta è già piuttosto evidente: doppio minimo completato, EMA100 riconquistata e attacco a 4.525/4.530 dollari.

Per l'argento manca ancora l'ultimo tassello: una rottura netta della media a 100 giorni e di area 66-67 dollari. Se arriverà anche questo segnale, entrambi i metalli potrebbero avere spazio per proseguire il recupero.

I verbali della Fed e soprattutto l'evoluzione dei rendimenti USA restano però il banco di prova: se il calo dei tassi a lunga scadenza dovesse rivelarsi temporaneo, anche il rally dei preziosi potrebbe perdere rapidamente parte della sua forza.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.