Oro e argento puntano in alto: i metalli preziosi provano a cambiare marcia
pubblicato:L’oro completa il doppio minimo e riconquista la media a 100 giorni: sopra 4.525 dollari si aprirebbero spazi verso 4.685-4.700

Oro e argento puntano in alto: il quadro tecnico torna a farsi interessante
La seduta di oggi segna un deciso cambio di passo per i metalli preziosi. L’oro guadagna circa il 3,7-3,8% e si riporta in area 4.500 dollari l’oncia, mentre l’argento avanza di circa il 4% verso 66 dollari.
Il movimento non è soltanto quantitativamente importante: arriva in corrispondenza di livelli tecnici che possono determinare l’evoluzione delle prossime settimane.
Anche il contesto intermarket aiuta: il brusco arretramento dei rendimenti dei Treasury e la contemporanea debolezza del dollaro stanno offrendo un sostegno evidente ai metalli preziosi.
Oro: doppio minimo completato e media a 100 giorni riconquistata
Il grafico dell’oro mostra il completamento di una configurazione rialzista assimilabile a un doppio minimo, costruita dopo i minimi di fine giugno e luglio in area 3.940-4.000 dollari.
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La prima indicazione positiva era arrivata con il superamento della zona 4.160-4.200, ma il segnale più significativo è stato prodotto successivamente con l’accelerazione oltre 4.300-4.315 dollari, area coincidente anche con il 38,2% di ritracciamento dell'intero ribasso precedente.
La seduta odierna aggiunge un elemento particolarmente importante: l’oro ha superato con decisione la media mobile esponenziale a 100 giorni, attualmente poco sopra 4.300 dollari.
Anche i dati di mercato confermano il ritorno delle quotazioni sopra questa media, con l'oro spot salito oltre il 3% ai massimi da più di due mesi e mezzo.
A questo punto l’attenzione si sposta verso 4.525-4.530 dollari, livello corrispondente al 61,8% di ritracciamento. Una sua rottura renderebbe possibile un'estensione verso 4.685-4.700 dollari, dove transita il 78,6%. Più in alto tornerebbero nel mirino i massimi in area 4.890 dollari.
Il quadro rimane costruttivo fino a quando i prezzi riusciranno a mantenersi sopra la fascia 4.300-4.315. Un ritorno stabile sotto questa soglia ridimensionerebbe invece la qualità del breakout.
Argento: adesso la sfida è con la media a 100 giorni
L'argento presenta una configurazione altrettanto interessante, ma si trova in una fase leggermente meno avanzata rispetto all'oro.
Dopo avere costruito una base tra giugno e luglio, con minimi nell'area 55-57 dollari, i prezzi hanno superato la trendline superiore della precedente struttura discendente e sono risaliti rapidamente verso 65-66 dollari.
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Il punto decisivo è ora rappresentato dalla media mobile esponenziale a 100 giorni.
A differenza dell'oro, che l'ha già superata con decisione, l'argento la sta ancora lavorando. La forza della candela odierna, tuttavia, suggerisce che un breakout sia possibile.
Una chiusura convincente sopra 66-67 dollari migliorerebbe ulteriormente lo scenario, aprendo spazio inizialmente verso 70 dollari. Oltre questa soglia il recupero potrebbe accelerare verso 72,5-75 dollari.
Sul lato opposto, 62-63 dollari diventano ora la prima importante area da difendere. La perdita di questo livello riporterebbe l'argento all'interno della precedente struttura e renderebbe meno affidabile il segnale rialzista.
Il vero catalizzatore: rendimenti giù e dollaro più debole
C'è infine un elemento che rende il movimento odierno particolarmente interessante.
Oro e argento stanno finalmente ricevendo contemporaneamente sostegno dai due principali fattori macro che ne condizionano le quotazioni: rendimenti obbligazionari e dollaro.
Dopo l'annuncio del Tesoro americano sull'ampliamento dei buyback dei Treasury a lunga scadenza, i rendimenti sono scesi bruscamente e il dollaro si è indebolito. Il rendimento del trentennale, dopo avere raggiunto martedì livelli che non si vedevano dal 2007, ha invertito violentemente la direzione.
Per oro e argento si tratta della combinazione ideale: rendimenti più bassi riducono il costo opportunità di detenere attività prive di cedola, mentre un dollaro più debole rende i metalli meno costosi per gli investitori che utilizzano altre valute.
La differenza rispetto ai precedenti tentativi di recupero è quindi significativa. Questa volta il segnale tecnico sta trovando conferma anche nel quadro intermarket.
Per l'oro la svolta è già piuttosto evidente: doppio minimo completato, EMA100 riconquistata e attacco a 4.525/4.530 dollari.
Per l'argento manca ancora l'ultimo tassello: una rottura netta della media a 100 giorni e di area 66-67 dollari. Se arriverà anche questo segnale, entrambi i metalli potrebbero avere spazio per proseguire il recupero.
I verbali della Fed e soprattutto l'evoluzione dei rendimenti USA restano però il banco di prova: se il calo dei tassi a lunga scadenza dovesse rivelarsi temporaneo, anche il rally dei preziosi potrebbe perdere rapidamente parte della sua forza.
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