Asia-Pacific in declino. A Tokyo Nikkei 225 crolla del 4,03%
pubblicato:Dopo una seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, deprezzatosi dell'1,47% giovedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza ribassista si è trasformata in un vero e proprio sell-off. Mentre l'escalation del conflitto in Medio Oriente continua a sostenere i prezzi del greggio protagonista in negativo sui listini è la tecnologia e i timori per la sostenibilità del business dell'intelligenza artificiale.
A deprimere il comparto è stata Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc). Il maggiore produttore al mondo di semiconduttori conto terzi (con clienti come Apple a Nvidia) ha presentato risultati per il secondo trimestre segnati da un rimbalzo di utili e ricavi ma ha alzato significativamente le previsioni di spese in conto capitale nell'esercizio. E il clima estremamente negativo per la regione si concretizza in un calo di quasi il 3% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è sostanzialmente invariato a fronte di uno yen parimenti poco mosso sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 crolla del 4,03% (fa meglio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque di un deciso 2,72%).
Tra i singoli titoli da segnalare il rally del 3,63% di Seven & i Holdings, dopo che il quotidiano Nikkei ha riportato che il colosso nipponico dei minimarket sarebbe pronto a investire miliardi di euro in Europa per acquisire una partecipazione nella polacca Zabka Group, con l'obiettivo di trovare nuovi motori di crescita e allentare le pressioni da parte degli investitori.
Mentre l'appuntamento con le elezioni di Midterm si avvicina, Donald Trump cerca in tutti i modi di evitare una sconfitta annunciata e per farlo adesso tira in ballo persino la Cina. In un discorso alla nazione Trump ha accusato Pechino di avere influito sulle elezioni nel 2018 e nelle presidenziale del 2020 (quando fu sconfitto da Joe Biden).
Tutte ampiamente in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa il 2% entrambi contro un crollo intorno al 3,80% per lo Shenzhen Composite.
Male anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in flessione di circa l'1,80% (fa decisamente peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un tracollo di ben oltre il 4%). Seoul rimane chiusa per il Constitution Day, mentre a Sydney è stato dello 0,50% il declino dell'S&P/ASX 200 in chiusura.
RR - www.ftaonline.com