Asia-Pacific in positivo. Nikkei 225 guadagna solo lo 0,03%
pubblicato:Dopo una partenza d'ottava in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dello 0,58% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in positivo è stata confermata ma si è fatta più contrastata. Dopo il suo abituale tira-e-molla da Donald Trump è arrivato un nuovo ultimatum, di cui gli investitori non possono non tenere conto. Da Washington è arrivata la richiesta di riaprire lo Stretto di Hormuz entro le 20 (le 2 del mattino di mercoledì 8 aprile in Italia), per consentire la ripresa del traffico navale attraverso questa vitale rotta per la supply chain di gas e petrolio. Se la richiesta non verrà soddisfatta Trump ha promesso che gli Usa distruggeranno ogni ponte e centrale elettrica in Iran nell'arco di quattro ore. Primo risultato è stato l'ennesimo rally per i corsi del greggio mentre il clima positivo per la regione si concretizza nel rialzo di circa lo 0,90% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è poco mosso a fronte di una marginale flessione per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna solo lo 0,03% (fa meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,25%). Sul fronte macroeconomico, in febbraio la spesa delle famiglie è calata in Giappone dell'1,8% annuo, in peggioramento rispetto all'1,0% di gennaio e contro il ribasso dello 0,8% del consensus. Su base sequenziale i consumi sono cresciuti dell'1,5% contro il precedente declino del 2,5% e il progresso del 2,6% atteso. In febbraio l'indice anticipatore del Giappone è invece salito ulteriormente a 112,4 punti dai 112,1 punti di gennaio, in linea con il consensus. L'indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è calato da 117,9 a 116,3 punti.
Deterioramento per l'indice Pmi dei servizi della Cina elaborato da S&P Global in collaborazione con RatingDog, che si conferma comunque per il trentanovesimo mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. In marzo l'indice è infatti diminuito su 52,1 punti dai 56,7 punti di febbraio (52,3 punti in gennaio), contro i 53,6 punti del consensus. Il RatingDog China Composite Pmi, che raggruppa manifatturiero e servizi, è invece sceso su 51,5 punti dai 55,4 punti di febbraio (51,6 punti in gennaio), quando si era attestato sui massimi dal maggio 2023. Mentre Hong Kong rimane ancora chiusa per le festività pasquali, le piazze della Cina continentale sono contrastate. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shenzhen Composite guadagnano circa lo 0,10% e lo 0,60% rispettivamente, contro una perdita intorno allo 0,10% per lo Shanghai Shenzhen Csi 300. A Seoul è di circa lo 0,80% il guadagno del Kospi, mentre a Sydney è stata di un netto 1,74% la crescita dell'S&P/ASX 200 in chiusura.
RR - www.ftaonline.com