STM e Newprinces, tra shock petrolifero e pressioni speculative
pubblicato:Il balzo del greggio frena i semiconduttori, Newprinces in forte calo nonostante i conti solidi: ecco i supporti chiave e gli scenari operativi per i due titoli

Seduta negativa per STMicroelectronics, che giovedì 2 aprile 2026 ha ceduto il 2,82% a 29,08 euro, dopo avere oscillato tra 28,26 e 29,55 euro. Il movimento si inserisce in un contesto di mercato caratterizzato da elevata volatilità, con gli investitori sempre più sensibili agli sviluppi geopolitici e alle conseguenze macroeconomiche legate al rialzo dei prezzi dell’energia.
Il comparto tecnologico resta particolarmente esposto ai cambiamenti dello scenario macro, soprattutto quando l’aumento dei costi energetici alimenta timori di rallentamento della crescita globale e riduzione della domanda per i semiconduttori.
Il forte rialzo del petrolio rappresenta infatti un fattore di pressione sia sui margini delle imprese sia sulle aspettative di investimento nel settore industriale e automotive, due mercati chiave per STM.
Sul fronte delle raccomandazioni, Barclays il 1° aprile ha alzato il target price da 21 a 25 euro, confermando tuttavia la raccomandazione underweight. Gli analisti hanno rivisto al rialzo le stime di utile per azione, con un incremento del 10,9% per il 2026, del 3,2% per il 2027 e del 3,8% per il 2028, segnale che il miglioramento delle prospettive di lungo periodo non è sufficiente, al momento, a giustificare una revisione del giudizio complessivo sul titolo.
STM: petrolio in forte rialzo, impatto sui mercati azionari globali
Il contesto macro resta dominato dalle tensioni in Medio Oriente. I future sul petrolio statunitense hanno registrato il più forte rialzo giornaliero degli ultimi sei anni, con un incremento superiore a 11 dollari al barile e chiusura a 111,54 dollari, il maggiore aumento giornaliero dal 21 aprile 2020, periodo successivo al crollo delle quotazioni durante la pandemia.
Il Brent si è portato oltre 106 dollari al barile, sostenuto dai timori legati alla possibile interruzione delle forniture energetiche globali e alle incertezze sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale di petrolio.
Nel suo discorso, il presidente USA Donald Trump ha ribadito l’intenzione di proseguire le operazioni militari contro l’Iran nelle prossime settimane, pur lasciando aperta la possibilità di una soluzione diplomatica. L’assenza di una tempistica chiara per la fine del conflitto ha però aumentato l’incertezza sui mercati, che temono una prosecuzione delle tensioni con impatti diretti su inflazione e crescita economica.
Le principali borse globali hanno reagito con volatilità: Dow Jones, Nasdaq e S&P 500 hanno registrato un avvio debole, recuperando solo parzialmente nel corso della seduta, mentre i listini asiatici ed europei hanno mostrato un andamento negativo.
Scenario per STM: tecnologia sensibile al ciclo economico
In questo contesto, il comparto dei semiconduttori continua a mostrare una forte sensibilità alle aspettative sul ciclo economico globale. Il rialzo del petrolio tende infatti a rafforzare le aspettative di inflazione persistente, riducendo lo spazio per politiche monetarie accomodanti e aumentando il rischio di rallentamento della domanda industriale.
Per STM, società particolarmente esposta ai settori automotive, industriale e power management, l’evoluzione dello scenario macro rappresenta quindi un elemento determinante per la direzione del titolo nel medio periodo.
Il miglioramento delle stime sugli utili evidenzia comunque un quadro fondamentale non deteriorato, ma il mercato sembra voler attendere segnali più chiari sulla stabilizzazione del contesto geopolitico prima di premiare il titolo con una rivalutazione più significativa.
In sintesi, la debolezza della seduta riflette più il contesto macro e la rotazione settoriale in atto che un peggioramento delle prospettive industriali del gruppo. Finché resteranno elevate le tensioni sul petrolio e l’incertezza sul ciclo economico globale, è probabile che il titolo continui a muoversi in modo volatile, alternando fasi di recupero tecnico a momenti di maggiore debolezza.
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STM in congestione sotto la resistenza chiave di 29,60 euro
Dal punto di vista tecnico STMicroelectronics continua a muoversi all’interno di una fase laterale iniziata dopo il massimo del 12 febbraio a 29,60 euro, con base dell’intervallo in area 25,50 euro. Questa struttura evidenzia una situazione di equilibrio tra compratori e venditori, tipica delle fasi di consolidamento che seguono un movimento direzionale importante.
L’area compresa tra 29,50 e 29,60 euro rappresenta quindi una resistenza particolarmente significativa: si tratta del livello che ha già respinto i prezzi nelle ultime settimane e che coincide con la parte alta della congestione sviluppata da metà febbraio. Il comportamento del titolo in prossimità di questa soglia sarà determinante per capire se il mercato stia preparando una nuova gamba rialzista oppure una fase di debolezza più ampia.
Canale rialzista di medio periodo ancora intatto
La struttura di fondo resta comunque inserita in un canale moderatamente rialzista costruito a partire dai minimi di aprile 2025. Il lato superiore di questo canale transita attualmente in area 31 euro, livello che rappresenta il primo obiettivo potenziale in caso di breakout sopra 29,60 euro.
Una violazione convincente di questa resistenza permetterebbe di rafforzare il quadro tecnico di medio periodo, aprendo spazio a un possibile allungo verso area 36–37 euro, target coerente con la proiezione dell’ampiezza del movimento precedente e con le principali resistenze statiche osservabili sul grafico di lungo periodo.
Solo il superamento stabile dell’area 31 euro fornirebbe tuttavia un segnale di ripresa strutturale del trend rialzista, riducendo il rischio che il movimento delle ultime settimane rappresenti semplicemente una fase di consolidamento.
Livelli di supporto da monitorare: 28 e 25,50 euro
Sul lato inferiore, il primo livello di supporto rilevante si colloca in area 28 euro. Eventuali discese sotto questa soglia aumenterebbero il rischio di un nuovo test della base della congestione in area 25,50 euro, livello che rappresenta il supporto chiave di breve-medio periodo.
La violazione di 25,50 euro cambierebbe significativamente lo scenario tecnico, trasformando la fase laterale in una possibile figura di doppio massimo, configurazione generalmente associata a implicazioni ribassiste. In questo caso, il target teorico del movimento si collocherebbe in area 22,50 euro, con un supporto successivo a 20 euro, corrispondente alla base del canale rialzista sviluppato nell’ultimo anno.
Scenario operativo
In sintesi, STM si trova in una fase tecnica di attesa: il mercato sta valutando se il consolidamento delle ultime settimane rappresenti una pausa all’interno del trend rialzista di medio periodo oppure l’inizio di una struttura distributiva più ampia.
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Sopra 29,60 euro possibile accelerazione verso 31 euro
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Oltre 31 euro ripresa strutturale con target 36–37 euro
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Sotto 28 euro rischio ritorno verso 25,50 euro
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Sotto 25,50 euro scenario ribassista con obiettivi 22,50 e 20 euro
Il comportamento dei prezzi in prossimità della resistenza di 29,60 euro rappresenterà quindi il principale indicatore per valutare la direzione del prossimo movimento direzionale del titolo.
Newprinces: perso più di un quarto del valore nelle ultime sedute, nonostante risultati 2025 solidi
Sono state molto pesanti le ultime due sedute di borsa di Newprinces che ha lasciato sul terreno il 26% riuscendo addirittura a limitare le perdite dopo essere sceso fino a quota 13,92. Ed il motivo del ribasso non è dato conoscerlo, tanto che la società, tramite il proprio management, ha fatto sapere giovedì che non sussistono al momento informazioni privilegiate, notizie rilevanti o fatti straordinari di natura negativa idonei a giustificare il recente andamento del titolo. Il comunicato è stato emesso per tutelare i propri azionisti da dinamiche speculative estranee ai fondamentali aziendali.
Va sottolineato come a fine marzo, ovvero pochi giorni fa, Newprinces abbia comunicato i risultati finanziari relativi al 2025, dai quali è emersa una crescita significativa su tutti i principali indicatori.
L'EBITDA underlying organico è stato pari a 210 milioni di euro, pienamente allineato con la guidance 2025 comunicata al mercato. Il dato di liquidità disponibile (all'incirca 1,4 miliardi di euro) conferma la piena solidità patrimoniale e finanziaria della Società. La forte generazione di cassa – sia in termini operativi sia in termini del contributo dall'Operazione di acquisto del perimetro di "Carrefour Italia" in termini di cash injection e in termini di contributo dall'ottimizzazione del capitale circolate – dà al gruppo grande flessibilità per la gestione dell'integrazione del business retail e per future acquisizioni.
Il management sottolinea inoltre come la recente speculazione abbia portato la capitalizzazione del titolo a valori di gran lunga inferiori rispetto al valore delle partecipazioni nelle controllate quotate, Princes Group PLC e Centrale del Latte d'Italia, situazione che, sommata alla solida struttura finanziaria, rende ancora più inspiegabile la performance corrente del titolo.
Newprinces, tracollo dei corsi alla fine della scorsa settimana borsistica
Graficamente il titolo Newprinces aveva recuperato terreno piuttosto rapidamente tra il 23 ed il 31 marzo, percorrendo per intero l'ampiezza del trading range compreso tra 16,40 e 21,40 euro circa, che andava contenendo i prezzi da ottobre.
Tra mercoledì e giovedì il tracollo che ha spinto le quotazioni ben sotto la base del trading range, portandole fino a quota 13,92 prima della reazione che giovedì in chiusura li ha ricondotti a 15,36 euro.
Tra il massimo ed il minimo dell'ultima settimana un intervallo del 35% che pesa sul futuro del titolo. I prezzi dovranno riportarsi subito al di sopra di 16,80 almeno per scongiurare cali ulteriori che vadano a mettere pressione al prossimo supporto critico a 13,50 circa, dove è collocato l'ultimo dei ritracciamenti del rialzo partito ad aprile 2024, la cui violazione renderebbe altamente probabile il successivo test in area 11,00.
Oltre 16,80 invece il recupero potrebbe puntare verso quota 18,00/18,20, circostanza che allenterebbe almeno temporaneamente le tensioni, creando i presupposti per un ulteriore rialzo più ampio e duraturo.