Asia-Pacific in recupero. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,47%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una chiusura d'ottava in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,71% venerdì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è fatta più contrastata. In vista dell'incontro a Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping, previsto per giovedì 14 maggio, la posizione di forza della Cina è stata confermata ulteriormente dai dati della bilancia commerciale pubblicati nel weekend. In aprile le esportazioni dalla Cina, calcolate in dollari, sono cresciute del 14,1% annuo, in decisa accelerazione rispetto al progresso del 2,5% di marzo e ampiamente sopra al 7,9% del consensus di Reuters. E il surplus della bilancia commerciale della Cina nei confronti degli Usa ha continuato a crescere fino a raggiungere gli 87,7 miliardi di dollari dall'inizio dell'anno. Trump, che deve ancora dimostrare la bontà della sua strategia aggressiva sui dazi, cercherà di strappare concessioni da Pechino anche in vista delle elezioni di midterm in Usa a novembre, anche se le aspettative del mercato sono decisamente ridotte. Il clima alla fine rialzista per la regione si concretizza intanto in un progresso intorno allo 0,80% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in crescita di circa lo 0,20% a fronte di un declino di quasi lo 0,30% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,47% (segno opposto per l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,30%). A Seoul il Kospi ha sfiorato un rally del 5% in intraday, avvicinandosi ai 7.900 punti. La piazza sudcoreana continua a beneficiare dell'impennata dei corsi dei titoli del settore del chip. Sk Hynix ha segnato un rimbalzo di oltre il 12% (contro il 6% raggiunto da Samsung Electronics), dopo che venerdì i semiconduttori erano stati ancora protagonisti a Wall Street: Micron Technology aveva guadagnato il 15,93% contro rialzi del 13,96% e dell'8,17% rispettivamente per Intel e Qualcomm.

In aprile l'indice dei prezzi al consumo è salito in Cina dell'1,2% annuo, in accelerazione rispetto all'1,0% di marzo (1,3% in febbraio, quando l'inflazione si era attestata sui massimi dall'1,0% del febbraio 2023) e sopra allo 0,9% del consensus. Complessivamente in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa l'1% e l'1,60%, contro un progresso intorno all'1,50% per lo Shenzhen Composite. Poco mossa Hong Kong: l'Hang Seng si muove infatti appena sopra la parità (e l'andamento è simile per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Sydney è stato dello 0,49% il calo dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.

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