Leonardo e Cementir chiudono male la settimana, ecco perché
pubblicato:Borsa Italiana: mentre l'attivismo di Wyser-Pratte scuote Leonardo, nonostante i conti record, il crollo operativo di Cementir spaventa i mercati. Ecco i livelli chiave da monitorare

Leonardo ha chiuso l'ultima settimana facendo registrare un calo superiore ai 3 punti percentuali che ha ricondotto i prezzi a ridosso dei 53,00 euro. Probabilmente sul recente andamento del titolo ha pesato la richiesta di indagine annunciata dall'azionista di minoranza Guy Wyser-Pratte.
Secondo l'investitore attivista americano, l'assemblea che la scorsa settimana ha portato alla nomina del nuovo cda con Lorenzo Mariani e Francesco Macrì rispettivamente amministratore delegato e presidente (candidati del governo) è stata "una formalità, orchestrata per ratificare un risultato predeterminato".
Nel primo trimestre del 2026 Leonardo ha confermato il proprio consolidamento nei mercati in cui opera.
Gli Ordini sono cresciuti del 31% su base annuale, con il Portafoglio Ordini che ha superato i 56 miliardi di euro mentre i Ricavi hanno fatto registrare un incremento del 10% attestandosi a 4,4 miliardi.
Anche l'EBITDA è apparso in crescita del 33% salendo a 281,00 milioni, mentre il Risultato Netto Adjusted è stato di 184,00 milioni in crescita di ben il 60% rispetto allo stesso periodo del 2025.
La Guidance 2026 è stata confermata.
Leonardo, sul grafico un testa e spalle ribassista
Graficamente tuttavia il titolo Leonardo appare in calo dal picco di marzo a 66,26 euro ed i prezzi stanno disegnando un testa e spalle ribassista la cui neckline transita attorno ai 51,00 euro. A fine aprile è stato coperto il gap up che si era creato lo scorso 5 gennaio a quota 51,40 ed il successivo recupera sembrava poter alimentare una reazione più convincente da parte di Leonardo, reazione che invece è stata smorzata dal calo delle ultime due sedute.
Se i corsi dovessero scendere sotto 51,00 euro prenderebbe quota l'ipotesi del testa e spalle e con essa il rischio di un ulteriore affondo inizialmente in area 42,70/43,00, con target successivo nei dintorni di quota 37,00.
Sarebbe invece il superamento di quota 48,00 a mitigare le tensioni creando i presupposti per un riavvicinamento ai citati massimi a 66,26 euro, ipotesi che troverebbe importanti conferme oltre 61,00 euro.
- •
Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale - Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del Ftse Mib - Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n
Cementir, mercato deluso dalla trimestrale
Cementir in netto calo venerdì dopo una trimestrale giudicata deludente dal mercato: il titolo ha ceduto il 9,4% a 14,26 euro. I prezzi hanno oscillato tra 14,26 e 15,00 euro.
Volumi e margini in forte calo nel trimestre, pesa il rallentamento operativo in Europa e Turchia.
La solidità finanziaria resta elevata, ma gli investitori temono che il 2026 possa essere più difficile del previsto.
A spaventare gli investitori non è stata tanto la conferma della guidance annuale, quanto soprattutto la forte debolezza mostrata dai numeri del primo trimestre, che evidenziano un brusco rallentamento operativo.
I ricavi sono scesi del 6% a 345,9 milioni di euro, penalizzati da volumi in calo in quasi tutte le principali aree di business:
- •
cemento -3%;
- •
calcestruzzo -23,7%;
- •
aggregati -5,1%.
Molto più pesante però l’impatto sulla redditività:
- •
EBITDA a 38,8 milioni (-41,6%);
- •
risultato ante imposte a 7,4 milioni (-75,7%).
Numeri che mostrano come il calo dei volumi abbia avuto effetti amplificati sui margini, soprattutto in un settore caratterizzato da costi fissi molto elevati.
Il management ha attribuito la debolezza del trimestre all’inverno più rigido degli ultimi vent’anni in Europa e Turchia; a manutenzioni programmate; a un contesto macroeconomico ancora complesso e poco visibile.
Secondo Francesco Caltagirone Jr nel mese di marzo si sarebbe però già visto un recupero dei volumi in alcune aree, elemento che ha spinto il gruppo a confermare gli obiettivi sul 2026: ricavi attesi attorno a 1,7 miliardi; EBITDA compreso tra 400 e 420 milioni; cassa netta prevista a circa 590 milioni.
Ed è proprio la solidità patrimoniale che continua a rappresentare il principale punto di forza di Cementir. La posizione finanziaria netta resta infatti molto robusta, con una cassa netta salita a 303,7 milioni contro i 143,2 milioni di un anno fa.
Il problema però è che il mercato in questo momento guarda soprattutto alla visibilità sugli utili futuri. E dopo un trimestre così debole molti investitori temono che la conferma della guidance possa essere troppo ottimistica, soprattutto in un contesto: di crescita economica europea debole; di costi energetici ancora elevati; di settore immobiliare europeo non particolarmente brillante.
Non a caso Equita Sim ha definito la partenza d’anno “particolarmente debole”, tagliando le stime di EBITDA ed EPS adjusted per il biennio 2026-2027 del 4%, mentre Banca Akros ha ridotto il target price da 19 a 18 euro pur confermando il giudizio neutral.
In sostanza il mercato sembra dire una cosa abbastanza chiara: Cementir resta una società finanziariamente molto solida, ma per tornare a convincere davvero serviranno segnali concreti di recupero operativo nei prossimi trimestri.
Cementir, cede il supporto di area 15,7 euro
Dal punto di vista tecnico la seduta di venerdì rappresenta un passaggio molto delicato per Cementir. Il titolo ha perso oltre il 9% dopo i risultati trimestrali, rompendo con decisione il supporto in area 15,70 euro e accelerando rapidamente al ribasso fino a 14,26 euro.
La debolezza delle ultime settimane aveva già iniziato a mandare segnali di deterioramento, soprattutto dopo la formazione di un doppio massimo in area 16,7-16,8 euro tra aprile e maggio. La mancata capacità di superare quei livelli aveva evidenziato un progressivo esaurimento della pressione rialzista, ma è stata la trimestrale a trasformare quella debolezza in un vero segnale di vendita.
Molto significativo anche l’aumento dei volumi, esplosi proprio nella seduta del ribasso.
Si tratta di un elemento che spesso accompagna movimenti di uscita da parte degli investitori istituzionali e che rende il segnale tecnico più pesante.
Adesso l’attenzione si sposta sul supporto critico in area 14 euro. Si tratta di un livello molto importante perché rappresenta: i minimi relativi di marzo; una fascia dove in passato erano tornati acquisti; una soglia psicologica rilevante.
La tenuta di area 14 potrebbe consentire almeno un tentativo di stabilizzazione dopo il sell-off violento delle ultime sedute. Eventuali rimbalzi troverebbero però subito una prima resistenza proprio in area 15-15,20 euro e successivamente a 15,70, livello che adesso da supporto si trasforma in resistenza.
Se invece anche area 14 dovesse cedere in chiusura giornaliera, il rischio sarebbe quello di assistere a una prosecuzione del ribasso verso la fascia 12,70-12,80 euro, indicata sul grafico come supporto successivo di rilievo.
Nel complesso il quadro grafico appare nettamente peggiorato nel breve periodo. La solidità finanziaria del gruppo e la forte posizione di cassa restano elementi positivi sul piano fondamentale, ma nel breve il mercato sembra voler dare più peso al brusco rallentamento di volumi e margini emerso dalla trimestrale.