Asia-Pacific in recupero. Massimi storici per il Nikkei 225

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,15% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza è di recupero. A sostenere gli acquisti, oltre al rinnovato ottimismo per una soluzione negoziale della crisi in Medio Oriente, sono i dati macroeconomici incoraggianti in arrivo da Pechino. Nel primo trimestre 2026 la crescita del Pil della Cina ha infatti accelerato sul 5,0% annuo dal 4,5% precedente, contro il 4,8% del consensus. Si tratta della ventiquattresima espansione consecutiva per l'economia cinese dopo il crollo del 6,8% d'inizio 2020. Su base sequenziale il Pil, rettificato stagionalmente, è invece salito dell'1,3% contro l'1,2% del quarto trimestre 2025, in questo caso sotto all'1,4% atteso. E il clima rialzista per la regione si concretizza in un progresso di ben oltre l'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in declino di circa lo 0,10% a fronte di un progresso di quasi lo 0,20% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna un deciso 2,38% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque di un confortante 1,17%), attestandosi su nuovi massimi storici. Secondo quanto reso noto dal Bureau of Statistics di Canberra, in marzo il tasso di disoccupazione, rettificato stagionalmente, è rimasto stabile in Australia sul 4,3% già registrato in febbraio (4,1% in dicembre e gennaio). Il dato, in linea con il consensus, si confronta con il 4,1% del marzo 2025. A Sydney è stato dello 0,26% il declino di un S&P/ASX 200 in controtendenza in chiusura della sessione.

In marzo la produzione industriale è salita in Cina del 5,7% annuo, in frenata rispetto al 6,3% di gennaio-febbraio ma sopra al 5,5% del consensus. Le vendite al dettaglio sono invece cresciute dell'1,7% annuo, contro il 2,8% di gennaio-febbraio e il 2,3% atteso. Il dato relativo ai primi due mesi dell'anno viene abitualmente accorpato visto che comprende le lunghe festività del Capodanno lunare, caduto il 17 febbraio per il 2026. Tutte in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,60% e lo 0,90% rispettivamente, contro un progresso intorno all'1,70% per lo Shenzhen Composite. Molto bene anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa l'1,50% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una crescita vicina al 2%). A Seoul è intorno il 2% l'espansione del Kospi.

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