Pirelli ancora sotto i riflettori per la questione USA, Maire verso i risultati del primo trimestre
pubblicato:Dalle restrizioni a Sinochem nella governance di Pirelli, alle performance di Maire in attesa delle prossime indicazioni: prospettive grafiche, livelli chiave e strategie per operare sui due titoli di Borsa Italiana

Ancora un segno negativo su Pirelli & C che ieri ha archiviato la seduta a 5,915 euro in calo dell'1,9%. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha affermato che le restrizioni sull'influenza di Sinochem (primo azionista del gruppo degli pneumatici con il 37%) che il governo ha adottato in base alla normativa golden power, consentiranno a Pirelli di operare sul mercato USA.
Il problema sta nel fatto che Pirelli produce gomme "connesse" grazie alla sua tecnologia Cyber Tyre. Il sistema permette, tramite i sensori incorporati negli pneumatici e ad algoritmi proprietari, di dialogare con il sistema elettronico del veicolo e quindi con la connessione di quest'ultimo in rete.
Gli USA non vogliono veicoli americani connessi con a bordo tecnologia cinese e hanno minacciato limitazioni alle vendite: Pirelli realizza oltre il 20% dei ricavi in Nord America.
La normativa Golden Power impone a Sinochem un massimo di tre candidati al cda che non potranno essere a.d. e presidente, il divieto di esercitare attività di direzione e coordinamento e il divieto di condividere informazioni sensibili.
Il tutto fino a quando Sinochem manterrà una partecipazione superiore al 9,9%. In pratica l'obiettivo è quello di forzare la stessa Sinochem a ridurre la partecipazione vendendo il 27% circa di quella attuale.
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Pirelli, situazione grafica ancora molto incerta
Graficamente il titolo si trova in una situazione di grande incertezza, con i prezzi che oscillano più o meno nervosamente attorno ai 6,00 euro da circa un anno.
Di recente abbiamo assistito all'affondo a fino a 5,44 ed al successivo rimbalzo in area 6,25 prima del calo dell'ultima settimana. Sotto 5,90 primo supporto a 5,70 euro poi a 5,45, riferimento rilevante nel medio periodo.
Sotto tale livello infatti con conferme alla violazione di area 5,30 si farebbe concreto il rischio di un nuovo test a 4,90 circa.
Verso l'alto invece sarebbe il superamento di quota 6,30 ad allentare le tensioni, introducendo un nuovo test a 6,70 euro, ostacolo rilevante nel lungo termine. Il successo su questo riferimento sposterebbe l'ago della bilancia in favore di un ulteriore segmento di crescita verso i record a 8,00 euro.
Maire verso i risultati del 1Q26: crescita operativa solida, nonostante il contesto geopolitico
Ordini robusti e margini in miglioramento confermano il momentum del gruppo Valutazioni interessanti e piattaforma NEXTCHEM al centro della strategia di lungo periodo Maire si prepara a pubblicare i risultati del primo trimestre 2026 il prossimo 29 aprile, con aspettative complessivamente positive sul piano operativo nonostante il contesto internazionale complesso legato alle tensioni in Medio Oriente.
Secondo le stime, il trimestre potrebbe non includere ancora il contributo dell’acquisizione di Ballestra, in attesa delle autorizzazioni necessarie. Tuttavia, una volta completato il processo, il consolidamento dovrebbe avvenire con effetto retroattivo, rafforzando ulteriormente il profilo di crescita del gruppo.
A livello operativo, il momentum appare ancora solido: i volumi sono attesi in aumento di circa +4% su base annua, segnale che l’operatività non sembra aver subito impatti significativi dal contesto geopolitico nell’area del Golfo.
L’EBITDA è previsto in crescita del 7% yoy, con un margine atteso in espansione al 7% (+30 punti base), confermando un progressivo miglioramento della redditività. L’utile netto dovrebbe invece risultare sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, risentendo di una maggiore incidenza delle minorities, effetto considerato comunque temporaneo.
Generazione di cassa positiva e struttura finanziaria solida
Sul fronte finanziario, le stime indicano una generazione di cassa operativa positiva per circa 67 milioni di euro, in crescita del 18% su base annua.
La posizione finanziaria netta (ex IFRS 16) è attesa intorno a 373 milioni di euro, sostanzialmente in linea con il dato di fine 2025. Nel trimestre ha inciso il programma di buyback per circa 79 milioni di euro, elemento che conferma la volontà del management di ottimizzare la struttura del capitale e sostenere la valorizzazione del titolo.
Molto positivo anche il trend della raccolta ordini: le assegnazioni annunciate in occasione dei risultati del quarto trimestre 2025 per 4,7 miliardi di euro portano il book-to-bill year-to-date a circa 2,7x, livello particolarmente elevato che evidenzia una forte visibilità sulla crescita futura.
Il restante blocco di ordini atteso per il 2026, pari a circa 5,3 miliardi di euro, riguarda in larga parte progetti situati al di fuori dell’area del Golfo Persico, elemento che riduce l’esposizione ai rischi geopolitici e rende plausibile una conferma delle tempistiche relative alle decisioni finali di investimento (FID), con possibilità di ulteriori accelerazioni.
Guidance 2026 confermabile: crescita attesa a doppia cifra
Le attese indicano una probabile conferma della guidance per l’intero esercizio 2026, con indicatori fondamentali che restano orientati a una crescita sostenuta:
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Ricavi attesi tra 7,5 e 7,7 miliardi di euro (+5,7% / +8,5% yoy)
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EBITDA compreso tra 545 e 575 milioni di euro (+9% / +15% yoy)
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Margine EBITDA previsto tra 7,3% e 7,5%
Capex attesi tra 250 e 300 milioni di euro
Posizione finanziaria netta intorno a 395 milioni di euro Order intake atteso a circa 9 miliardi di euro Il quadro complessivo evidenzia una traiettoria di crescita coerente con le aspettative del mercato, supportata da una buona visibilità sui ricavi e da una redditività in progressivo miglioramento.
NEXTCHEM e innovazione tecnologica rafforzano l’investment case
Secondo Equita Sim, Maire continua a beneficiare di un posizionamento competitivo particolarmente favorevole, grazie a: solido track record esecutivo, ampia piattaforma tecnologica proprietaria, crescente capacità ingegneristica, struttura finanziaria robusta.
Un ruolo centrale nella strategia di lungo periodo è svolto da NEXTCHEM, piattaforma focalizzata su tecnologie per la transizione energetica e la chimica sostenibile, che consente al gruppo di espandersi in nuovi verticali industriali ad alto potenziale.
Anche il potenziale di operazioni di M&A accretive rappresenta un ulteriore elemento di interesse per gli investitori, contribuendo a rafforzare la visibilità sulla crescita futura. Valutazioni ancora interessanti dopo il recente recupero del titolo Il titolo ha recuperato parte della correzione registrata durante la fase di escalation geopolitica legata all’Iran, ma continua a trattare su multipli considerati interessanti rispetto al potenziale di crescita:
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circa 17,5x P/E 2026
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circa 8x EV/EBITDA 2026
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crescita attesa degli utili intorno al 10% CAGR nei prossimi cinque anni
Equita conferma quindi il giudizio BUY, con Target Price a 17 euro, ritenendo che il gruppo sia ben posizionato per beneficiare dei trend strutturali legati alla transizione energetica e all’evoluzione dell’industria chimica.
In sintesi, nonostante il contesto macro e geopolitico complesso, Maire sembra continuare a offrire un profilo di crescita solido, sostenuto da visibilità sugli ordini, disciplina finanziaria e investimenti in innovazione tecnologica.
Maire accelera verso la parte alta del canale rialzista
Il titolo Maire ha chiuso la seduta in progresso del 2,59% a 15,45 euro, confermando il recupero avviato dopo la fase correttiva di marzo.
I prezzi si sono mossi tra 15,06 e 15,64 euro, mantenendosi nella parte superiore del movimento di rimbalzo che ha riportato le quotazioni sopra la mediana del canale rialzista di medio periodo.
Dal punto di vista grafico il quadro resta costruttivo: la reazione partita dai minimi in area 12 euro ha consentito al titolo di riportarsi rapidamente a ridosso della struttura ascendente che guida il trend dai minimi del 2024.
Resistenza chiave a 16,17 euro
Il primo ostacolo rilevante è rappresentato dal massimo del 12 febbraio a 16,17 euro, livello che coincide con la parte alta del movimento laterale delle ultime settimane. Il superamento di questa soglia rafforzerebbe il quadro rialzista, aprendo spazio verso la resistenza dinamica del canale crescente in area 16,60 – 16,70 euro.
Il comportamento dei prezzi nelle prossime sedute sarà particolarmente importante: una rottura convincente di area 16,17 confermerebbe il ritorno di pressione in acquisto dopo la correzione legata all’escalation geopolitica in Iran.
Supporti a 14,40 e 13,20 euro
Sul lato opposto, eventuali prese di beneficio troverebbero un primo supporto dinamico in area 14,40 euro, dove transita la mediana del canale rialzista. Solo discese sotto questa soglia indebolirebbero il quadro di breve periodo, con rischio di ritorno verso la parte bassa del canale in area 13,20 euro.
Nel complesso, la struttura tecnica rimane positiva: il titolo continua a muoversi all’interno di un trend rialzista ben definito e il recupero delle ultime sedute suggerisce che il mercato stia progressivamente riassorbendo la volatilità legata al contesto geopolitico.