OVS in rally: risultati 2025 in crescita e buone indicazioni sul 2026
pubblicato:Vendite in progresso anche a inizio 2026, il gruppo è ben protetto dagli effetti della guerra in Medio Oriente

OVS (+6% a 5,20 euro) balza sui massimi da marzo 2018: dal cda di ieri solo notizie positive, con risultati 2025 in crescita e buone prospettive 2026 nonostante il contesto internazionale.
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Risultati 2025 in miglioramento su tutta la linea
OVS archivia l'esercizio 2025 (chiuso il 31 gennaio 2026) con risultati in miglioramento su tutta la linea: ricavi +7% a 1,746 miliardi di euro grazie anche al consolidamento di Goldenpoint per sette mesi, in cui il marchio ha fatto segnare vendite in crescita del 10%. A perimetro costante la crescita sarebbe stata del 2,9% (+3,6% per le vendite dirette, -0,3% per franchising e B2B) contro il +0,3% del mercato di riferimento.
L'EBITDA rettificato sale dell'11,7% a 218,2 milioni con margine a 12,5% (+50 bp), l'utile netto rettificato del 14,8% a 89,4 milioni, la generazione di cassa del 31,2% a 90,0 milioni, l'indebitamento netto scende di 24,2 milioni a 145,9 milioni con leva sull'EBITDA in calo da 0,9x a 0,7x.
Il cda propone la distribuzione di un dividendo pari a 0,14 euro per azione, in crescita del 27% rispetto a quello da 0,11 dell'anno scorso.
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OVS protetta dalle tensioni geopolitiche
Le notizie positive si estendono anche alle prospettive per l'esercizio in corso: nei primi mesi "tutte le insegne e brand del gruppo risultano in significativa crescita". Secondo il management del gruppo il mercato italiano dell'abbigliamento si sta comportando bene nonostante la guerra in Medio Oriente e a marzo segna una crescita dell'1,6%.
Il perdurare della crisi potrebbe però prima o poi determinare difficoltà (via aumento dell'inflazione e diminuzione del reddito disponibile per l'aumento dei costi per l'energia). OVS è però protetta sul fronte dei costi dato che ritiene di "non essere esposta ad impatti significativi" in quanto "i paesi di provenienza della merce non sono coinvolti e le rotte navali non transitano per lo stretto di Hormuz". Inoltre, sul fronte energetico "l’esposizione alle dinamiche di prezzo è minima grazie alla quota di autoconsumo, ad accordi a medio-lungo termine con produttori di energia rinnovabile e ad acquisti forward".
Scenario 2026 positivo, Intesa conferma buy
Le prospettive commerciali sono buone e si prevede una crescita delle vendite e una "generazione di cassa in ulteriore miglioramento rispetto a quella del 2025". Da segnalare anche la favorevole dinamica del mercato dei cambi: l’apprezzamento dell’euro sul dollaro da aprile 2025 (+7% circa, +15% circa da inizio 2025) ha determinato "risparmi sui costi di acquisto delle merci ora in vendita e tali vantaggi andranno prevalentemente a beneficio della redditività, consentendo flessibilità per eventuali maggiori attività promozionali".
Intesa Sanpaolo conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 6,30 euro. Gli analisti evidenziano la solidità dei risultati 2025 e il sostegno proveniente dalle indicazioni sul 2026, sottolineano anche che il quarto trimestre dello scorso esercizio è stato migliore delle attese.