Volano le azioni di Avio con il nuovo impianto Usa, bene Stellantis con le vendite di gennaio

di FTA Online News pubblicato:
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Incentivi pubblici superiori alle attese per lo stabilimento in Virginia della società dei satelliti. Moody's riduce invece il rating della casa automobilistica

Volano le azioni di Avio con il nuovo impianto Usa, bene Stellantis con le vendite di gennaio
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Grande balzo in avanti ieri per Avio: il titolo ha guadagnato il 6,03% a 36,95 euro. I prezzi hanno oscillato tra 35,45 e 36,95 euro.

Avio rafforza la propria presenza negli Stati Uniti con un progetto industriale di rilievo strategico, e il mercato prende atto delle implicazioni positive sul fronte valutativo. 

La società ha annunciato la localizzazione del nuovo stabilimento per la produzione di motori a propellente solido a Hurt, nella Contea di Pittsylvania, in Virginia. L’investimento previsto supera i 500 milioni di dollari e porterà alla creazione di circa 1.000 posti di lavoro. Il nuovo impianto sarà focalizzato su applicazioni ad alto valore aggiunto: difesa, propulsione tattica, sistemi missilistici e settore spaziale commerciale.

A fronte di questo impegno industriale, Avio potrà beneficiare – previa approvazione formale dell’Assemblea Generale della Virginia – di incentivi pubblici fino a 97,7 milioni di dollari, approvati nell’ambito del programma per i Major Employment and Investment Project.

Un ammontare superiore rispetto alle stime iniziali di Equita Sim, che ipotizzava circa 50 milioni.

Equita ha quindi rivisto al rialzo il target price dell’1%, portandolo a 39 euro per azione, mantenendo però raccomandazione hold. Secondo gli analisti, se gli incentivi fossero interamente a fondo perduto e disponibili immediatamente, l’impatto teorico sulla valutazione sarebbe pari a circa 0,7 euro per azione. Tuttavia, in attesa di maggiori dettagli sulla tempistica di erogazione e sui meccanismi per raggiungere l’importo massimo, Equita ne incorpora prudenzialmente circa la metà nel modello.

Banca Akros, invece, conferma la raccomandazione buy con target price a 40 euro, sottolineando il valore strategico dell’espansione negli Stati Uniti, mercato centrale per la difesa e per le applicazioni spaziali.

Dal punto di vista industriale, l’operazione rafforza il posizionamento internazionale di Avio in un segmento – quello dei motori a propellente solido – che beneficia di una domanda strutturalmente in crescita, trainata dall’aumento delle spese per la difesa e dalla nuova corsa allo spazio, sia istituzionale sia commerciale.

In termini finanziari, il progetto comporta un impegno significativo di capitale, ma l’accesso a incentivi pubblici rilevanti migliora il profilo di rischio-rendimento dell’investimento. Se gli incentivi verranno confermati nelle modalità più favorevoli, l’impatto sul valore per azione potrebbe rivelarsi più significativo rispetto a quanto già scontato nei modelli più prudenti.

Nel complesso, la mossa conferma la strategia di Avio di rafforzare la propria presenza nei mercati core e di posizionarsi lungo le filiere più dinamiche del settore difesa-spazio, con un orizzonte di crescita che va oltre il breve termine.

Avio, dopo una correzione profonda il titolo appronta una reazione costruttiva

Il grafico di Avio racconta una storia piuttosto chiara: dopo il forte rialzo culminato nel top di ottobre in area 65 euro, il titolo ha attraversato una fase correttiva profonda e veloce che ha riportato i prezzi fino in area 25–26 euro. Una discesa importante, che ha riassorbito buona parte dell’euforia precedente e ha riportato le quotazioni su livelli tecnicamente più “puliti”.

Dal minimo di fine novembre è però partita una reazione costruttiva. Il recupero è stato ordinato, con minimi crescenti e una progressiva ricostruzione della fiducia, fino a riportare il titolo in area 39–40 euro. Ed è proprio qui che il movimento si è temporaneamente fermato.

Quell’area non è casuale: coincide con il 38,2% di ritracciamento dell’intero ribasso partito dai massimi di ottobre e rappresenta una resistenza tecnica significativa. Il mercato lo ha percepito chiaramente, tanto che a ridosso di 39,50 euro sono scattate prese di beneficio che hanno riportato il titolo verso 32 euro, dove si è formato un doppio minimo ben visibile sul grafico.

La fascia intorno a 32 euro è ora il vero supporto di medio periodo. Finché i prezzi restano sopra questo livello, la struttura di recupero rimane intatta e il movimento può essere letto come una fase di consolidamento dopo il primo rimbalzo importante. In altre parole, il mercato sta accumulando energia sotto una resistenza chiave.

Il livello da superare resta 39,50–40 euro. Solo una rottura netta e confermata di quest’area aprirebbe spazio per un’estensione verso 44,50–47 euro, zona che rappresenta il prossimo cluster tecnico di riferimento. Al contrario, un ritorno stabile sotto 32 euro indebolirebbe l’impostazione e rimetterebbe in discussione il tentativo di inversione.

In sintesi, Avio si trova in una fase di costruzione: non è ancora un trend rialzista pienamente definito, ma nemmeno un titolo in debolezza. È un mercato che sta testando una resistenza importante. La direzione dei prossimi movimenti dipenderà proprio dalla capacità – o meno – di superare quell’ostacolo.

Stellantis, bene le immatricolazioni di gennaio in Europa

Buona performance ieri per Stellantis che ha guadagnato l'1,82% grazie ai dati sulle immatricolazioni. A gennaio nella UE si è registrato un calo del 3,9% mentre il gruppo italofrancese ha fatto segnare +9,1%. La quota di mercato è salita dal 16,1% di un anno fa al 18,2%.

La scorsa settimana il titolo era era apparso debole dopo la pubblicazione dei dati di Renault, che ha chiuso il 2025 con ricavi a +3% e risultato netto a -10,9 miliardi di euro, comprese perdite per 9,3 miliardi per l'impatto Nissan. Per il 2026 la casa francese prevede un margine operativo sulle vendite in calo al 5,5% dal 6,3% del 2025 (quindi margini in flessione) e cash flow automotive a 1 miliardi da 1,5.

Stellantis pubblicherà i risultati del 2025 domani, 26 febbraio 2026.

Sul fronte degli analisti da segnalare che di recente S&P Global ha tagliato il rating su Stellantis a "BBB-" da "BBB" con outlook negativo (confermato) mentre Moody's ha peggiorato il merito di credito del gruppo a "Baa3" da "Baa2" con outlook stabile (da negativo).

Stellantis, brutti segnali sul grafico dal recente strappo

Graficamente il crollo di inizio mese ha compromesso la struttura laterale che i prezzi avevano costruito da aprile spingendo le quotazioni fino a 5,73 euro.

A dicembre avevamo assistito ad un tentativo di allungo con il superamento della resistenza a 9,85 circa, tentativo presto naufragato con il successivo ritorno al di sotto 9,80 e l'accelerazione ribassista verso quota 8,00.

Nelle ultime settimane il titolo ha accennato una reazione che lo ha ricondotto in area 6,50, ma la strada da percorrere per inviare segnali di ripresa concreti è ancora lunga.

Nel breve oltre 6,75 probabile il ritorno sul top del 6 febbraio a 7,2540, preludio all'avvio della copertura dell'ampio gap down lasciato aperto lo stesso giorno a 8,1270. Resistenza intermedia a quota 7,50. Sotto 6,00 euro invece nuovi segnali di cedimento, preludio al raggiungimento di nuovi minimi di periodo in area 5,30.

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