Crisi Banca IFIS, arrivano le offerte per gli NPL, ma Banca d’Italia chiede nuove misure
pubblicato:Zincone nuovo ad e Lanza direttore generale, serviranno nuovi presidi e un nuovo piano industriale, intanto nuove vendite colpiscono il titolo

Nuova giornata di passione a Piazza Affari per il titolo di Banca Ifis che a metà seduta cede l'11,27% e si riporta a 12,44 euro dopo un primo affondo a 11,52 euro, sotto i minimi di fine giugno in area 12,0 euro, un baluardo tecnico di rilievo prima di un possibile affondo sui minimi del 26 settembre 2022 a 10,55 euro.
Su questi prezzi Banca IFIS ha perso più del 50% dagli ormai lontanissimi massimi dello scorso febbraio a 21,04 euro e conferma un 2026 davvero terribile dopo l’acquisizione di illimity Bank e i rilievi di Banca d’Italia. Cosa è successo oggi?
Banca IFIS, stamane il via libera all'incorporazione di illimity
Stamattina la banca di casa Furstenberg ha comunicato almeno quattro notizie di rilievo.
È arrivato il via libera di della Banca d’Italia (in realtà un paio di giorni fa) all’incorporazione di illimity Bank che dovrebbe permettere di iscrivere 70 milioni di attività fiscali differite (le famose DTA che hanno avuto un ruolo non da poco nella proposta di conquista di MPS a Mediobanca) e garantire ulteriori sinergie da 75 milioni di euro l’anno dal 2027.
Per la specialty bank fu lanciata un’offerta pubblica di acquisto e scambio e un rilancio tra maggio e luglio del 2025 da circa 300 milioni di euro.
Adesso le sinergie sono confermate, anche alla luce delle dismissioni di Hype, ARECneprix e Abilio.
Il 50% di Hype detenuto prima da illimity è stato ceduto a novembre per 85 milioni di euro a Banca Sella Holding; Abilio, prima all’82% di illimity, è stata ceduta a maggio a Servizilegali.net, quindi a fine giugno ARECnecprix, asset management company per crediti deteriorati e asset immobiliari è stata venduta a Prelios. Una serie di interventi forti quindi sul perimetro di illimity e una sua rifocalizzazione.
Banca IFIS, quel terribile 25 giugno, tra taglio della guidance e avvio della vendita degli NPL
Proprio lo scorso 25 giugno, a mercato chiuso, Banca Ifis ha annunciato al mercato la decisione di mettere a gara la vendita del suo business dei crediti deteriorati, gli NPL che fino a quel momento erano parsi uno dei pilastri della proposta di valore del gruppo.
Alla data Banca IFIS amministrava circa 1,5 miliardi di euro di valore nominale di crediti deteriorati (NPL).
In contemporanea Banca IFIS dichiarava che la Banca d’Italia aveva condotto un’ispezione generale sul gruppo e la banca aveva deciso di rivedere il profilo di rischio di alcune esposizioni creditizie di grandi dimensioni con accantonamenti per circa 30 milioni ante imposte (0,2% degli attivi creditizi alla data).
Sul fronte di illimity Bank inoltre Banca IFIS rilevava ulteriori accantonamenti per circa 40 milioni, sostanzialmente rettifiche di esposizioni cartolarizzate.
In quel contesto si iscrivevano i 70 milioni di DTA in bilancio e IFIS tagliava le stime sull’utile 2026 da 170-190 milioni di euro a 100-110 milioni di euro.
La nuova guidance non includeva però gli effetti della vendita degli NPL o del processo ispettivo di Banca d’Italia, inoltre IFIS annunciava una revisione dei costi importante.
Il mercato la prese bene: il 26 giugno vendite violente colpirono il titolo che lasciò alla fine sul parterre di Piazza Affari il 37% del proprio valore di Borsa, tornando a 13,46 euro dopo un affondo sui citati livelli in area 12,15 euro. Da allora un cauto recupero, carico di incertezze e oggi l’aggiornamento al mercato su un dossier che resta scottante per gli operatori.
Banca IFIS: Zincone nuovo amministratore delegato, Lanza direttore generale
Stamane il gruppo Banca IFIS ha anche confermato che il cda, dopo le dimissioni del consigliere e amministratore delegato Frederik Geertman, ha deciso di nominare nuovo ad della banca Raffaele Zincone, che avrà dunque il difficile compito di gestire questa complessa fase di riorganizzazione del gruppo nel quale vanta un’esperienza ventennale; il manager è anche ad di illimity Bank dal 2026.
In tema di governance si deve segnalare anche la nomina di Fabio Lanza a direttore generale di Banca IFIS (ma servirà il via libera di Banca d’Italia): Lanza è dal 2021 condirettore generale e COO dell’istituto e dal 2004 al 2021 ha lavorato in Unicredit.
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Banca IFIS, arrivate le prime offerte per gli NPL
Ma oggi sono arrivate sul mercato anche novità sugli altri dossier principali. Banca IFIS ha confermato di avere ricevuto offerte non vincolanti per l’intero ramo degli NPL, si entra quindi in una seconda fase che entro l’anno dovrebbe permettere la vendita di queste attività.
Stamane Il Sole 24 Ore rendeva conto di un processo competitivo per il quale si sarebbero fatti aventi grandi player come Cerberus, Aliseda, Apollo ed Eos.
Cerberus è un fondo di private equity statunitense molto noto anche per grandi deal nel campo della specialty finance.
Aliseda è un noto asset manager immobiliare spagnolo ed Eos un conosciuto operatore del credito tedesco. Apollo è già molto nota in diversi ambiti finanziari in Italia e nel mondo.
Secondo il quotidiano di Confindustria, i lavori agli NPL di Banca IFIS potrebbero procedere rapidamente e portare forse a delle offerte vincolanti già a novembre.
Si tratta ovviamente a questo punto di un tassello decisivo, ma sarà fondamentale verificare le valutazioni finali del portafoglio e gli effetti del deconsolidamento sul bilancio di Banca IFIS.
Banca IFIS, il rapporto di Banca d’Italia e la richiesta di nuovi presidi
Prosegue intanto il rapporto con Banca d’Italia dopo l’arrivo del rapporto ispettivo che si conclude “con giudizio parzialmente sfavorevole e rilievi sia di conformità che gestionali principalmente riferibili a profili AML, rischio ICT e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito e NPL acquistati da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business”.
Via Nazionale ha chiesto un piano AML e compliance, un piano di rimedio prudenziale, che però non bloccherà la vendita degli NPL, un processo di riqualificazione degli assetti di governance, anche con l’innesto di nuove competenze e professionalità, e la stesura di un nuovo piano industriale del gruppo.
Avviato anche un procedimento per la determinazione di requisiti patrimoniali aggiuntivi (massimo entro 90 giorni) e notificato l’avvio di due procedimenti sanzionatori nei confronti della Banca.
La crisi insomma continua e il mercato lo conferma con i ribassi del titolo oggi.