La borsa Usa invia segnali di stanchezza, Nasdaq e Dow Jones a rischio

Powell spinge ancora sulla politica monetaria accomodante ma la borsa Usa invia segnali di stanchezza.

Secondo Jerome Powell "una politica monetaria pazientemente accomodante" sarà importante per tornare a un mercato del lavoro solido ma bisogna fare di più. Parlando a un incontro virtuale dell'Economic Club of New York, il chairman della Federal Reserve (Fed) ha ricordato che gli Usa sono ancora "molto lontani" da un livello adeguato di occupazione, nonostante la ripresa dalla crisi del coronavirus sia in atto. "Come possiamo tornare a un solido mercato del lavoro che avvantaggi tutti gli americani e che inizi a sanare i danni già fatti? E che cosa possiamo fare per sostenere questi benefici nel tempo?", ha chiesto, notando come le politiche che mettano fine alla pandemia il più presto possibile sono "di primaria importanza" ma che è necessario anche fornire supporto continuo ai lavoratori e alle famiglie che lottano per trovare il loro posto nell'economia post-pandemica.

Il dato di giovedì sul mercato del lavoro non è particolarmente brillante. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 5 febbraio si sono infatti attestate a 793 mila unità, superiori alle attese (757 mila) ma non al dato della settimana precedente (812 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 29 gennaio) si attesta a 4,545 milioni, inferiore a 4,690 milioni della rilevazione precedente (ma sopra le attese di 4,490 milioni). 

Il fatto che anche l'inflazione stenti a salire, se da un lato indica una economia che non gira ancora come dovrebbe, dall'altro è una garanzia del fatto che la Fed rimarrà di manica larga ancora a lungo e quindi piace ai mercati azionari.

Il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti ha comunicato che nel mese di gennaio l'indice grezzo dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,3% rispetto a dicembre risultando pari alle attese ma inferiore alla rilevazione precedente (+0,4%). Su base annuale l'indice si è attestato al +1,4%, pari alla lettura di dicembre ma più basso del consensus (+1,5%). L'indice Core (esclusi energetici ed alimentari) è rimasto invariato rispetto al mese precedente (consensus +0,2%). Su base annuale l'indice e' salito dell'1,4% risultando inferiore alla rilevazione precedente e alle attese fissate rispettivamente su un indice dell'1,6% e dell'1,5%.

Anche se oggi sta tentando di recuperare i precedenti recordo, il rallentamento nel tasso di crescita dell'indice Dow Jones Industrial nelle due sedute precedenti quella di giovedì è abbastanza evidente. In particolare sul grafico a candele giornaliere sono comparsi alcuni elementi di tipo “Hanging Man” che sono tipici le fasi terminali di un ciclo rialzista. Certo, la teoria delle candele giapponesi ci insegna che la comparsa di un elemento potenzialmente negativo non basta per invertire la tendenza ma che serve poi una conferma che di solito è fornita dalla violazione, nel caso di un trend rialzista, della base dell'elemento stesso. E’ quindi ancora possibile che il rallentamento sperimentato nelle ultime giornate non si traduca in un ribasso. Se le quotazioni tuttavia dovessero scendere al di sotto dei minimi del 10 di febbraio a 31221, livello praticamente coincidente con il massimo del 14 gennaio, il timore di essere in presenza dell’avvio di una fase correttiva ribassista aumenterebbe. Un primo target in quel caso potrebbe essere la media mobile esponenziale a 50 giorni passante in area 30435 punti con il rischio, sotto quei livelli, di vedere scendere le quotazioni fino in area 29850 circa. In caso di superamento invece dei  31510/20 punti la tendenza crescente potrebbe riprendere con rinnovato vigore per dirigersi verso area 32000. 

Anche sul grafico del Nasdaq 100 è possibile riconoscere una fase di rallentamento dell’uptrend. In particolare le candele giornaliere dell’8 del 9 febbraio sono rispettivamente una “Hanging Man” e una “Shooting Star” con la candela del 10 febbraio che incorpora poi le due precedenti invertendone il segno e dando quindi il luogo ad una configurazione “Bearish Engulfing”. Come già abbiamo detto per il Dow Jones non basta tuttavia la presenza di candele dalle implicazioni ribassiste per certificare l'avvio di una fase calante. Sarebbe solo la violazione del minimo della candela del 10 di febbraio a 13530 punti circa a segnalare l'inizio di un ribasso destinato probabilmente a ricoprire il gap rialzista del 2 di febbraio con base a 13280 punti circa. Sotto quei livelli supporto a 13130 dove transita la base del canale rialzista disegnato dai minimi di ottobre. Il superamento di area 13770  dovrebbe invece permettere il prolungamento del rialzo verso il limite superiore del citato canale in transito a 14260 punti circa.