Piazza Affari debole in avvio, pesa calo Eni. Brillano Leonardo e Moncler

Piazza Affari debole in avvio, pesa calo Eni. Brillano Leonardo e Moncler. FTSE MIB -0,2%.

Il FTSE MIB segna -0,2%, il FTSE Italia All-Share -0,2%, il FTSE Italia Mid Cap -0,0%, il FTSE Italia STAR -0,2%.

BTP e spread in lieve peggioramento. Il rendimento del decennale segna 0,65% (chiusura precedente a 0,62%), lo spread sul Bund 97 bp (da 96) (dati MTS).

Mercati azionari europei in leggero rialzo: EURO STOXX 50 +0,3%, FTSE 100 +0,0%, DAX +0,2%, CAC 40 +0,4%, IBEX 35 -0,4%.

Future sugli indici azionari americani in parità: S&P 500 -0,0%, NASDAQ 100 -0,0%, Dow Jones Industrial -0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,44%, NASDAQ Composite -0,72%, Dow Jones Industrial -0,38%.

Mercato azionario giapponese in calo, l'indice Nikkei 225 ha terminato la seduta odierna a -0,72%. Borse cinesi sopra la parità: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +0,18%, a Hong Kong l'Hang Seng a +0,16%.

Eni -1,6% perde terreno dopo la pubblicazione di risultati 2020 in forte peggioramento rispetto all'esercizio precedente: la produzione di idrocarburi scende a 1,733 milioni boe/giorno da 1,871, l'utile operativo adjusted a 1,90 miliardi di euro da 8,60 miliardi, il risultato netto adjusted a -742 milioni da +2,88 miliardi. L'esercizio si chiude con una perdita netta contabile di 8,56 miliardi di euro (utile di 148 milioni nel 2019). A inizio pomeriggio il gruppo presenterà la Strategy 2021-2024.

Leonardo +7,9% balza in avanti grazie alle indiscrezioni del Messaggero. A metà della prossima settimana il cda potrebbe decidere di dare il via all'IPO della controllata americana DRS, con conseguente ritorno della stessa al NYSE dopo l'acquisizione avvenuta nel 2008 da parte dell'allora Finmeccanica. L'operazione potrebbe partire a marzo, in anticipo rispetto a quanto ipotizzato in precedenza (giugno).

Nuovo record storico a 54,44 euro in avvio di seduta per Moncler +7,2%: il gruppo del lusso chiude il 2020 con risultati in flessione rispetto al 2019 ma ben al di sopra delle attese degli analisti. I ricavi sono scesi del 12% a 1,44 miliardi di euro, meglio degli 1,39 del consensus. L'EBIT si è attestato a 368,8 milioni, -25%, con margine al 25,6% dal 30,2% del 2019 (consensus: 306 milioni e 22%). L'utile netto è sceso a 300,4 milioni da 358,7, molto al di sopra dei 199 previsti. Da segnalare la tendenza al miglioramento dei risultati nella seconda parte del 2020: i ricavi nel quarto trimestre hanno fatto segnare un +7% a/a, il margine EBIT del secondo semestre si è attestato a 39% da 36,8% dello stesso periodo del 2019. Il cda ha deciso di tornare a proporre lo stacco di un dividendo (dopo la pausa dell'anno scorso) pari a 0,45 euro per azione (0,40 il dividendo 2019) per complessivi 113,7 milioni e un payout del 38%.

Diasorin -2,3% perde ulteriore terreno dopo la flessione di ieri in scia alle ultime notizie riguardanti i nuovi approvvigionamenti di vaccini anti-Covid da parte dell'Unione Europea e al cambio di passo, rispetto al precedente governo, nel piano di immunizzazione prospettato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi nel documento programmatico prima del voto di fiducia al Senato. Ma perchè Diasorin reagisce a queste notizie con flessioni in borsa? La risposta è che le prospettive economiche del gruppo, essendo attivo (tra le altre cose) nella produzione di test per il Covid-19, subiscono un forte peggioramento ogniqualvolta si profila una velocizzazione del programma di immunizzazione della popolazione.