Piazza Affari sotto la parità. Vendite su Nexi, Stellantis e lusso

Piazza Affari sotto la parità. Vendite su Nexi, Stellantis e lusso. FTSE MIB -0,2%.

Il FTSE MIB segna -0,2%, il FTSE Italia All-Share -0,2%, il FTSE Italia Mid Cap -0,2%, il FTSE Italia STAR -0,4%.

BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 0,58% (chiusura precedente a 0,54%), lo spread sul Bund 92 bp (da 91) (dati MTS).

Mercati azionari europei deboli: EURO STOXX 50 -0,2%, FTSE 100 -0,3%, DAX -0,3%, CAC 40 -0,1%, IBEX 35 +0,0%.

Future sugli indici azionari americani in parità: S&P 500 +0,0%, NASDAQ 100 +0,0%, Dow Jones Industrial +0,0%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,06%, NASDAQ Composite -0,34%, Dow Jones Industrial +0,20%.

Mercato azionario giapponese in rosso, l'indice Nikkei 225 ha terminato la seduta odierna a -0,58%. Borse cinesi di Shanghai e Shenzhen chiuse per festività (riapriranno domani giovedì 18 febbraio), a Hong Kong l'indice Hang Seng ha chiuso a +1,10%.

Netto calo per Nexi, -3,5% a 16,03 euro, che ha concluso con successo il collocamento di obbligazioni senior unsecured equity-linked con scadenza al 2028 da un miliardo di euro. Il prezzo di conversione iniziale sarà di 24,5525 euro incorporando un premio di conversione del 52,50% al di sopra del Reference Share Price di 16,10 euro. Le Obbligazioni saranno convertibili in azioni subordinatamente all’approvazione di un aumento di capitale con esclusione riservato.

Vendite sul settore lusso in scia al forte ribasso della francese Kering -8,5%, che ha chiuso il 2020 con ricavi in calo del 18% a/a a 13,10 miliardi di euro, sotto i 13,26 miliardi del consensus. In rosso LVMH -0,6%, Hermes -0,9%, Richemont -1,2%, Moncler -0,4%, Brunello Cucinelli -1,1%, Salvatore Ferragamo -0,9%. 

Debole Stellantis -1,1% con i dati ACEA sulle immatricolazioni di autoveicoli a gennaio nell'Unione Europea: 726 mila unità, in calo di ben il 24% rispetto alle 956 mila di gennaio 2020.

In verde Eni +0,6%: il future sul Brent supera i 64 dollari/barile, toccati i massimi da gennaio 2020.

Poste Italiane +0,7% positiva ma sotto i massimi visti in avvio in scia ai risultati del quarto trimestre 2020. I ricavi si sono attestati a 2,964 miliardi di euro, +1,4% a/a e sopra i 2,892 del consensus riportato sul sito del gruppo. L'EBIT ha fatto segnare 280 milioni, +19,6% a/a (consensus 235). L'utile netto è salito a 308 milioni, +18,7% a/a (consensus 160), anche grazie a un effetto fiscale una tantum positivo per 96 milioni. L'esercizio 2020 è andato in archivio con ricavi a 10,526 miliardi di euro (-4,0% a/a) e utile netto a 1,206 miliardi (-10,2% a/a). Il cda proporrà all'assemblea la distribuzione di un dividendo pari a 0,486 euro per azione, in crescita del 5% rispetto alla cedola da 0,471 euro complessivi distribuita l'anno scorso.