Borsa Italiana: INWIT crolla ai minimi dal 2019, Eni corre verso i record del 2007
pubblicato:L'accordo TIM-Fastweb affonda le azioni di INWIT, intanto Eni corre dopo l'aggiornamento del piano

INWIT (-7,54% a 6,38 euro venerdì dopo il -15% della seduta precedente) tocca i minimi da fine 2019, ancora penalizzato alla notizia dell'accordo non vincolante tra Telecom Italia e Fastweb per costruire e gestire fino a seimila nuove torri per la telefonia mobile in Italia.
La notizia è fortemente negativa per INWIT dato che Fastweb e TIM sono i suoi clienti principali: dalla presentazione agli analisti dei risultati del terzo trimestre 2025 si evince che oltre l'80% dei ricavi di INWIT arriva dai MSA (Master Service Agreement) con i due gruppi.
Il cda di INWIT ritiene che l'accordo si in contrasto con gli accordi del 2020 con i due operatori e agirà "in ogni sede competente, per la piena tutela dei propri interessi" ma intanto ha dovuto rivedere al ribasso le stime per il periodo 2026-2030.
INWIT, compromesso un trend in forza dal 2015
L'analisi del grafico di INWIT mette in evidenza la correzione del record della primavera 2023 a 12,2950 euro, la prima accelerazione ribassista di novembre e quella della scorsa settimana.
Il trend positivo in essere dal 2015 appare compromesso con la violazione del ritracciamento di Fibonacci del 61,8% posizionato in area 6,80: il titolo sembra intenzionato a testare i prossimi supporti statici a 5,3750 e 4,88, gli ultimi in grado di scongiurare il ritorno sul minimo storico del 2016 a 3,38.
Concreti miglioramenti del quadro grafico di brevissimo solo con una stabilizzazione sopra gli ex supporti a 7,22 (minimo del 28 gennaio), prologo alla chiusura del gap ribassista lasciato giovedì scorso a 8,0050.
L'eventuale superamento di 8,22 creerebbe poi le premesse per un attacco a 9,09, massimo del 26 febbraio e riferimento decisivo oltre il quale le quotazioni potrebbero ambire a un recupero di più ampio respiro: conferme in tal senso oltre la linea di tendenza originata dal record del 2023 e attualmente in transito per 9,77.
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Eni, spunti dal greggio e dall'aggiornamento del piano
Eni in correzione venerdì (-1,32% a 23,62 euro) dai massimi da giugno 2008 toccati nella seduta precedente a 24,0150 in scia al balzo del greggio e al piano strategico 2026-2030.
Barclays ha alzato il prezzo obiettivo del titolo a 28,50, Jefferies a 27. Il petrolio resta a ridosso dei massimi da giugno 2022 toccati il 9 marzo, con il recupero dai minimi da aprile-maggio del 16 dicembre ancora attivo: i future maggio segnano per il Brent 114,05 $/barile (massimo del 9/3 a 119,50, giovedì 119,13, minimo del 16/12 a 58,53), per il WTI 98,08 $/barile (massimo a 110,55, ieri 100,32, minimo a 54,98).
Eni, accelerazione rialzista negli ultimi mesi
L'analisi del grafico di Eni mette in evidenza l'accelerazione rialzista degli ultimi mesi (in particolare gli ultimi 2, +35% da inizio febbraio), con un +11% dai minimi dell'aprile scorso. Il titolo punta chiaramente al record del 2007 a 28,95 dato che non esistono più ostacoli statici di rilievo sul cammino verso l'obiettivo. L'eccesso di ipercomprato creatosi fisiologicamente a seguito del rally potrebbe favorire correzioni verso area 20,50, mentre solo la violazione di 19,70-19,75 creerebbe le premesse per un movimento ribassista di rilievo con obiettivi a 16,50-17,00.