Carburanti, domani finisce il taglio delle accise

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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I prezzi di benzina e diesel potrebbero recuperare rapidamente secondo Codacons e l’associazione denuncia: sono scesi troppo poco alla pompa, nonostante il crollo del petrolio greggio. Per i bilanci delle famiglie già alle prese con l’inflazione rampante non è una buona notizia

Carburanti, domani finisce il taglio delle accise

Il Brent, il petrolio greggio ‘più europeo’, è precipitato nelle ultime settimane dai massimi di maggio oltre i 103 dollari al barile a 70,79 dollari in queste ore.
Praticamente è tornato sui livelli di fine febbraio, quelli di prima degli attacchi di Stati Uniti e Israele all’Iran.

Anche se le trattative tra Washington e Teheran si mostrano piene di incertezze e stop-and-go, il mercato sembra orientato a puntare su una composizione o almeno su una regolarizzazione dei flussi di petrolio verso i Paesi che lo richiedono.

In questo contesto la scadenza di domani 3 luglio dell’ultimo taglio delle accise deciso dal governo per arginare il caro-benzina alla pompa dovrebbe preoccupare meno del solito, ma qualche nervosismo inevitabilmente traspare sulla cronaca.

Carburanti, il Codacons teme un rapido rialzo di benzina e diesel

Una nota odierna dell’associazione dei consumatori Codacons ricorda che il taglio attuale vale 5 centesimi per ogni litro di benzina o gasolio.

Da domani quindi il prezzo del diesel potrebbe passare a 2,02 euro al litro in autostrada e a 1,94 euro sul resto della rete.

I rincari previsti per la benzina potrebbero portarla a 1,95 euro in autostrada e a 1,86 euro nel resto delle pompe.

Secondo il Codacons, però, nell’ultimo mese il prezzo dei carburanti è sceso troppo poco rispetto ai ribassi del petrolio greggio e ha accumulato un calo di appena il 6%, nonostante il pressing del ministro delle Imprese Adolfo Urso sulle compagnie petrolifere.

Carburanti in rimonta? L'inflazione è già all'opera

La fine degli sconti sui carburanti decisi con le riduzioni delle accise potrebbe comunque essere un'altra scossa per i consumatori italiani che hanno visto con la nuova crisi del Golfo l’inflazione generale NIC misurata dall’Istat balzare dall’1,5% a febbraio all’1,7% a marzo, quindi al 2,7% ad aprile e al 3,2% a maggio. L’ultima stima preliminare dell’inflazione dell’Istituto di statistica vede a giugno i prezzi rallentare al 3,0%, ma è comunque un raddoppio in pochi mesi che peserà sul carrello, sulla propensione al consumo delle famiglie, sulle tasche degli italiani.

Ancora nel mese di giugno l’Istat ha rilevato un’accelerazione impetuosa dei prezzi dell’energia in Italia: +9,3% per i prezzi regolamentati e +12,9% per i non regolamentati, con il rischio che approdi presto in bolletta il costo dell’ultima crisi.

Al netto di energetici e alimentari freschi, l’inflazione di fondo sarebbe tutta un'altra storia con un più mite +1,6% (+2,0% senza soltanto l’energia), ma sullo scaffale e nei conti correnti italiani non si fanno estrapolazioni statistiche.

I prezzi dei carburanti nelle ultime settimane si sono raffreddati, ma l’addio al taglio delle accise potrebbe incidere su bilanci familiari che rischiano di arrivare già affaticati alle prossime vacanze.