AI, Samsung e SK Hynix le due fuoriclasse coreane

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Le due big tech di Seul hanno superato il trilione di capitalizzazione e promesso insieme al governo investimenti da 1.200 miliardi di dollari nei prossimi anni nella produzione domestica di semiconduttori. Ecco perché per loro sarà più facile, ecco perché il loro peso sul Kospi aumenta il rischio

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Con un ruolo di primo piano globale nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e nel più generale settore tecnologico la Corea del Sud ha attirato sempre di più l’attenzione negli ultimi mesi. L’indice di riferimento di Seul, il KOSPI, dallo scorso novembre 2025 ha fatto un balzo del 111%, più che raddoppiano quindi il proprio valore.

Chi avesse comprato l’ETF più diffuso su questo paniere, il Franklin FTSE Korea UCITS ETF (IE00BHZRR030) che replica l'indice FTSE Korea 30/18 Capped, a dicembre a circa 40,45 euro adesso se lo ritroverebbe in portafoglio a oltre 96,6 euro con un guadagno potenziale di oltre il 138% Né si tratta di uno strumento particolarmente esotico o poco liquido, visto che capitalizza più di 4,2 miliardi di euro.

AI, il governo di Seul fa squadra con Samsung ed SK Hynix sull'Ai e promette investimenti faraonici

Il governo di Seul ha annunciato il 30 giugno investimenti giganteschi su tre aree strategiche dell’AI: fabbriche di chip e semiconduttori, intelligenza artificiale fisica (quindi anche robot umanoidi) e Data Center per l’AI.

Almeno 880 miliardi di dollari da mettere in campo nei prossimi anni per finanziare questi tre mega-progetti: li ha annunciati in televisione il presidente Lee Jae-myung che in una foto sul Financial Times stringe le mani di Chey Tae-Won, presidente del gigante globale delle memorie SK Hynix, e di Lee Jae-yong, presidente di Samsung, colosso dell’elettronica globale e quarta società mondiale dei semiconduttori per dimensione di mercato.

Non stupisce quindi l’alleanza tra governo e multinazionali di Seul: il governo investirà 600 miliardi di dollari nel potenziamento della capacità produttiva di semiconduttori coreani e Samsung Electronics ed SK Hynix investiranno altri 600 miliardi di dollari ($ 590 mld per l’esattezza) negli impianti di produzione del Paese.

Il totale fa quindi quasi 1,2 trilioni di dollari in nuova capacità produttiva di semiconduttori da mettere al servizio delle infrastrutture dell’AI nelle loro varie declinazioni.

Qualcosa che ricorda il Chips Act statunitense di Joe Biden, ma che, sempre per questo motivo, dovrebbe mettere in guardia sulle incredibili sfide di un rilancio della manifattura domestica elettronica che spesso si è dimostrata molto difficile e ha avuto un peso non da poco nel lancio dei dazi dell’Amministrazione Trump.

Con una differenza molto importante. Già oggi la Corea del Sud è il terzo produttore mondiale di semiconduttori per capacità installata dopo la Cina e Taiwan e anche nella Repubblica Popolare spesso le coreane Samsung e SK Hynix hanno un ruolo da protagonista. Si tratta quindi recuperare terreno in patria (o almeno non restare indietro), ma con tecnologie già ampiamente maneggiate dai due protagonisti.

Gran parte delle risorse andranno alla creazione di due impianti di produzione di microprocessori nel Sud del Paese e una parte delle risorse sarà invece diretta nel centro del Paese su un cluster di chip-packaging che dovrà concludere la produzione con l’incapsulamento dei semiconduttori.

Anche se gli investimenti sono poderosi, il momento sembra propizio dopo la recente decisione di Apple di alzare i prezzi per via dell’aumento dei costi lungo la filiera di approvvigionamento dovuto proprio alla carenza di alcune componenti.

I recenti dati esplosivi della statunitense Micron hanno confermato un trend incredibile nel business delle memorie, una soltanto delle componenti dei data center incaricati di ospitare l’AI, ma anche uno dei temi caldi della finanza globale.

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AI, ma la concentrazione del Kospi su Samsung ed SK Hynix è pericolosa

Da sole Samsung ed SK Hynix coprono circa il 60% del Kospi, come calcolato di recente anche dal Wall Street Journal, quindi ricalcano e accentuano quella pericolosa concentrazione di valore altri ha evidenziato sul Nasdaq statunitense con il big tech a stelle e strisce.

Appena un anno fa la loro quota del listino principale coreano era su un più gestibile 40% e si tratta comunque di livelli di concentrazione davvero pericolosi: basti considerare che assieme Nvidia ed Apple, le due maggiori società del Nasdaq, coprono circa il 20% del listino tecnologico Usa.

Sia Samsung, che SK Hynix hanno superato di recente la soglia critica del trilione di dollari di capitalizzazione.
Attualmente Samsung vale circa 1,41 trilioni di dollari; SK Hynix supera gli 1,21 trilioni.

Ma questo legame sempre più stretto al sentiment globale dei chip per l’AI ha anche mostrato la sua fragilità giovedì scorso, quando il passo indietro del semiconduttore globale si è tradotto in un calo a doppia cifra dell’intero Kospi. Come se vendite su STM e Technoprobe mandassero ko il Ftse MIB…

Tutto ciò ha anche a che fare con la salutare differenziazione di portafoglio globale di investitori passivi come gli ETF tecnologici, ma in casi di hype rovente come l’attuale può generare delle fragilità.

AI, i numeri di Samsung ed SK Hynix

Nel 2025 Samsung Electronics ha portato i ricavi consolidati da 211 a 234 miliardi di dollari, con un utile per la capogruppo balzato da 23,6 a 31,12 miliardi di dollari.

Nel suo ultimo esercizio SK Hynix ha aumentato i ricavi del 47% a 97 trilioni di won (oltre 67 miliardi di dollari) con un utile operativo balzato del 101% a 47,2 trilioni di won (circa $ 30,44 mld).
Cifre da capogiro che il mercato guarda sempre di più da vicino.