Trevi, balzo a doppia cifra con l'offerta di scambio di ICOP

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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L'obiettivo è la creazione di un colosso internazionale dell'ingegneria del sottosuolo. Trevi ha appena concluso un aumento di capitale da 100 milioni di euro, ma l'offerta di ICOP di 0,133 per ogni titolo della preda è a premio. Ecco i numeri

Trevi, balzo a doppia cifra con l'offerta di scambio di ICOP
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Avvio di ottava in rally per Trevi Finanziaria Industriale grazie alla nuova offerta di scambio lanciata a sorpresa da I.CO.P.
Il titolo della ‘predaTrevi segna un balzo del 10,18% a 3,898 euro dopo un allungo in avvio a ben 3,932 euro, fra negoziazioni a singhiozzo soprattutto in avvio che non hanno impedito il passaggio di mano di oltre 1,33 milioni di azioni.
Il titolo dell’offerente ICOP, invece - come spesso accade – ripiega: -3,81% a € 30,3 dopo un minimo intraday a € 29,2.

L’ambiziosa offerta della società guidata dall’amministratore delegato Piero Petrucco mette sul piatto 0,133 azioni ICOP per ogni azione di Trevi apportata all’offerta: sulla base del prezzo ufficiale di venerdì 26 giugno 2026, gli ultimi prima della notizia, significava € 4,163 per ogni azione di Trevi con un premio del 20,1% C’è anche un premio del 35,4% sul prezzo teorico ex diritto del recente aumento di capitale della stessa Trevi (€ 3,074).

Trevi, reduce da aumento di capitale (di successo) da 100 milioni di euro

La società di Cesena ha infatti concluso un importante aumento di capitale da ben 100 milioni di euro e ovviamente il timing di questa nuova offerta poche ore dopo la conclusione di questa ricapitalizzazione non può sembrare casuale: la stessa offerente sottolinea che la ristrutturazione industriale e finanziaria completata da Trevi ha creato una finestra favorevole per l'offerta.

Del successo di questa ripatrimonializzazione il gruppo Trevi ha dato notizia giovedì 25 giugno di sera, a mercato chiuso: sottoscritto entro quella data il 99,51% delle nuove azioni offerte, il rimanente 0,49% è stato rapidamente sottoscritto stamattina alla riofferta.

Adesso comunque l’attenzione si sposta sostanzialmente sulla nuova offerta di scambio annunciata da ICOP.

La ricapitalizzazione ha confermato il sostegno dei maggiori azionisti del gruppo, CDP Equity (21,27% del capitale di Trevi) e Polaris Capital Management (9,9%), che si erano impegnati a sottoscrivere l’aumento di capitale fino a complessivi 37,4 milioni di euro. Il resto dell’eventuale inoptato era stato poi ‘coperto’ da un contratto di garanzia tra Trevifin, Mediobanca (sole global coordinator), Banco BPM ed Equita SIM (joint bookrunners). L’operazione è stata un successo ed ha comportato anche dei lockup a 180 giorni sui titoli dei maggiori azionisti CDP Equity e Polaris.

I soci hanno così supportato fortemente il management del gruppo guidato dal CEO Giuseppe Caselli e dal CFO Vincenzo Auciello nel piano di rilancio che nel roadshow di inizio giugno, avviato in concomitanza con la ricapitalizzazione, ha tracciato le linee guida del nuovo Piano industriale 2026-2029 che punta a fine periodo a ricavi da oltre 750 milioni, un ebitda ricorrente di circa 100 milioni, capex medi da 22 milioni l’anno, con un solido FCFO da circa 160 milioni di euro. (Free Cash Flow from Operations before extraordinary items and interest expenses impacts).

Adesso con la nuova offerta di ICOP lo scenario potrebbe cambiare profondamente. Ecco le cifre in gioco.

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Trevi, i numeri dell’opa di ICOP e la logica industriale

Sulla carta Trevi Finanziaria Industriale è un po’ più grande di ICOP, tanto che sulla base di alcuni indici di rilevanza del Regolamento Emittenti dell’Euronext Growth Milan, segnatamente quello dei ricavi e quello del totale attivo, l’operazione si configura come un reverse take over. Ma sui valori di Borsa non c’è confronto.
La stessa ICOP ha fornito delle brevi tabelle di confronto alle quali aggiungiamo le capitalizzazioni di venerdì 26 giugno (sui prezzi ufficiali indicati da ICOP come riferimento) che restituiscono altro significato a questa operazione.

Dati 2025 (€ mln)

ICOP

Trevi

Ricavi

426,9

624

EBITDA

76,7

81,8

Totale attività

639,6

678,9

Capitalizzazione

998,1

227,4

In altre parole ai nastri di partenza, pur essendo un po’ più piccola, ICOP capitalizza più di 4 volte Trevi Finanziaria Industriale: non sorprende la tentazione forte di promuovere un’offerta cui il management del gruppo friulano ICOP alla fine ha ceduto.

D’altronde l’operazione non manca di logica industriale: Trevi è un’eccellenza dell’ingegneria del sottosuolo che ha integrato Soilmec che opera in tutto il mondo compresi Stati Uniti, Medioriente e Far East; ICOP opera anch’essa nell’ingegneria del sottosuolo, nelle fondazioni speciali, con clienti negli Stati Uniti e in Europa, vanta interventi anche alla Linea 18 del Grand Paris Express di Parigi e nelle opere fondazionali per la SpaceX Launch Station della Florida.

Il matrimonio ambisce quindi chiaramente a un campione internazionale del sottosuolo con ricavi pro-forma da oltre un miliardo di euro e un backlog combinato da oltre 2 miliardi di euro. Il management immagina già di combinare la leadership di ICOP nel micro-tunneling con la rete internazionale e la capacità di Trevi di gestire progetti complessi.

ICOP-Trevi, attese sinergie importanti, ma da subito si dovranno monitorare i rapporti relativi

Il gruppo ICOP-Trevi punta a sinergie a regime (dal quarto anno di completamento dell’offerta) composte di una cifra tra 120 e 140 milioni di euro di ricavi addizionali e di 55-75 milioni di euro in termini di ebitda (aggiuntivo) annuale.

L’ad di ICOP Piero Petrucco parla di nuovo capitolo di un percorso di sviluppo anche internazionale e di salto dimensionale coerente per una piattaforma industriale ormai strutturata.

Nell’immediato i piccoli investitori dovranno tenere sott’occhio i rapporti relativi. In queste ore ICOP cede il 3,81% e si riporta a 30,3 euro; al contempo Trevi fa un balzo del 10,18% a 3,898 euro: l’offerta di ICOP valuta quindi ben 4,0299 euro ogni azione di Trevi, c’è ancora un premio di quasi il 3,4%, ma d’ora in poi bisognerà monitorare da molto vicino l’evoluzione dei corsi.