Omicidio di Desirée Mariottini, il ricordo della madre: "Di mia figlia mi manca tutto"
pubblicato:"Sono andata al TSMREE, al SERD, dall'assistente sociale, dappertutto", ma nessuno avrebbe preso in carico la tutela di Desirée Mariottini. Il racconto della madre della 16enne uccisa a Roma, nel quartiere San Lorenzo, nel 2018

Pochi giorni fa ha inviato una lettera all'Adnkronos per denunciare il mancato risarcimento da parte di Yousef Salia, il quarto imputato al processo condannato all'ergastolo per omicidio. Oggi per la madre di Desirée Mariottini è il tempo del dolore. In un'intervista rilasciata in collegamento con Morning News ricorda la figlia: "Di lei mi manca tutto".
Il ricordo della madre
Giovedì 13 agosto Barbara Mariottini, la madre della giovane Desirée, rompe nuovamente il silenzio e affida alle telecamere di Morning News il ricordo della figlia. Nei giorni scorsi Barbara ha inviato una lettera all'Adnkronos per commentare il mancato risarcimento da parte di Yousef Salia, condannato per l'omicidio, in quanto risultato nullatenente. "Incapiente", per dirla in termini giuridici.
In collegamento con lo studio di Dario Maltese, Barbara ha riferito quanto senta la mancanza di un abbraccio, del sorriso e di tutti i momenti con la figlia. "Mi manca tutto di lei", ha detto. Non si rimprovera niente, la mamma: "Ho chiesto aiuto a tutti", dice alle telecamere. "Quando usciva nel pomeriggio facevo delle denunce, perché non volevo che uscisse".
"Nessuno l'ha aiutata"
Per aiutarla "sono andata al TSMREE (il servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitazione dell'Età Evolutiva), sono andata dai servizi sociali, per due volte sono andata anche al SERD, sono andata ovunque", sottolinea Barbara Mariottini.
Maltese le domanda quali risposte abbia ricevuto. Barbara riporta che "le assistenti sociali mi dissero che non c'era bisogno perché ero una brava mamma", ma le risposte negative sarebbero arrivate anche dal SERD, dove le avrebbero detto che "non c'era bisogno di una comunità". Nemmeno al TSMREE avrebbe avuto ascolto: "Mi dicevano che non c'era bisogno di un ricovero. Nessuno me l'ha ricoverata", dice la donna.
Il mancato risarcimento per l'omicidio di Desirée Mariottini
Martedì 11 agosto la II sezione del Tribunale di Roma ha respinto la richiesta di risarcimento avanzata dalla famiglia, attraverso i legali, per l'omicidio di Desirée Mariottini. La richiesta ammontava a 900 mila euro. Tuttavia Yousef Salia, l'imputato condannato all'ergastolo per omicidio, risulta "incapiente", ovvero nullatenente, dunque non idoneo a risarcire la famiglia.
Per questo i parenti di Desirée riceveranno 75 mila euro, secondo legge, dal Ministero degli Interni. In collegamento con Morning News, Barbara Mariottini ricorda che dalla morte della figlia sta affrontando un lungo percorso di cure psichiatrice, e con la figlia minore, di appena 13 anni. "Almeno un risarcimento morale", chiede la donna, che da quella tragedia non riesce a trovare la pace.
Come anticipato, appresa la notizia, la madre di Desirée ha inviato all'Adnkronos una lettera in cui lamenta la "valutazione diversa" rispetto al caso Mario Roggero, che ha dovuto risarcire le famiglie delle vittime per circa 480 mila euro.