Mediobanca sui minimi da giugno, in dubbio la fusione con MPS
pubblicato:Mediobanca -5,8% a 25,82 euro è nettamente il peggior titolo del FTSE MIB a fine mattinata. Le azioni di Piazzetta Cuccia prendono malissimo il rilancio di Intesa Sanpaolo sulla controllante Mediobanca. A innervosire gli operatori è l'invito della banca guidata da Carlo Messina a sospendere le operazioni per la fusione con Rocca Salimbeni

Mediobanca -5,8% a 25,82 euro è nettamente il peggior titolo del FTSE MIB a fine mattinata. Le azioni di Piazzetta Cuccia prendono malissimo il rilancio di Intesa Sanpaolo sulla controllante Mediobanca. A innervosire gli operatori è l'invito della banca guidata da Carlo Messina a sospendere le operazioni per la fusione con Rocca Salimbeni.
Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: ETF azionario globale - ETF leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - ETF leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del FTSE MIB - Titoli tecnologici USA del paniere FANG+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n
Intesa punta a rinviare la fusione MPS-Mediobanca
Nel comunicato con cui Intesa Sanpaolo annuncia il rilancio sulla parte in contanti dell'OPAS su Banca MPS - da 1,00 a 1,25 euro per azione - e la condizione sulle OPS su Banco BPM e Banca Generali - l'OPAS decadrà qualora l'assemblea MPS di fine mese approvasse anche solo una delle due operazione - c'è un punto che riguarda Mediobanca. L'assemblea della banca senese è chiamata anche ad approvare la fusione con Piazzetta Cuccia, cavallo di battaglia dell'a.d. Luigi Lovaglio uscito vincitore dalla sfida con Caltagirone.
Intesa non ha posto veti su questa operazione ma auspica che "gli azionisti di MPS valutino la possibilità di non dare corso all’approvazione" della fusione. Intesa non è contraria - e infatti aveva assunto quale scenario di riferimento il perfezionamento della fusione tra MPS e Mediobanca al momento del lancio dell'OPAS lo scorso 8 giugno - ma "ritiene auspicabile che la fusione tra MPS e Mediobanca venga realizzata successivamente all’OPAS da parte del management di ISP, al fine di minimizzare il rischio di ripercussioni negative nelle attività di integrazione informatica e operativa dei sistemi e di evitare il rischio di duplicazione di costi".
I fondi arbitraggisti smontano le posizioni
Quindi in teoria la fusione non è in discussione: sarà realizzata a valle dopo l'acquisizione di MPS da parte di intesa. Ma il mercato inizia a fare i suoi conti. Intanto la fusione e conseguente delisting di Mediobanca sono quantomeno rimandati. E poi c'è sempre il rischio che le cose non vadano come previsto. Chi garantisce che a valle dell'OPAS le condizioni cambino ulteriormente e Intesa decida di non procedere con l'operazione?
MF riferisce infatti che Jerome Legras, responsabile della ricerca di Axiom Alternative Investments, afferma che la novità ha colto di sorpresa i fondi specializzati in merger arbitrage (arbitraggi su fusioni), i quali hanno costruito posizioni su MPS e Mediobanca ipotizzando la fusione tra le due banche. Il massiccio ribasso di Mediobanca probabilmente è frutto dello smantellamento di parte di queste posizioni.
Sul canale Telegram Econotrade Insights troverai gli aggiornamenti sull'andamento dei mercati, segnali operativi e commenti esclusivi per gestire i prossimi movimenti, richiedi la tua prova gratuita scrivendo a info@ftaonline.com
L'analisi del grafico di Mediobanca
Dopo averlo ripetutamente testato nella parte finale della scorsa settimana, il titolo oggi è sceso decisamente al di sotto del supporto a 27,30-27,35 euro toccando a 25,18 il minimo dal 12 giugno. Se la violazione venisse confermata in chiusura di giornata si materializzerebbe un netto segnale ribassista di breve termine.
Sotto 25,65 ben difficilmente le quotazioni potrebbero evitare il ritorno in area 22,30-22,50, massimi allineati di fine maggio (che ha preceduto di pochi giorni il balzo in avanti dell'8 giugno, con gap a 21,81) e settembre 2025. Si tratta di riferimenti fondamentali in ottica di medio-lungo periodo: l'eventuale rottura creerebbe le premesse per approfondimenti verso area 15 (minimo di marzo).
Per scongiurare questi scenari Mediobanca dovrebbe innanzitutto riuscire a recuperare il supporto a 27,30-27,35, operazione che consentirebbe ai prezzi di mantenere integre le prospettive della tendenza di fondo: conferme definitive in tal senso oltre il recente massimo storico a 29,22 con primo obiettivo a 31,00-31,50 (proiezione verso l'altro del movimento laterale in essere da fine luglio) e successivo a 33,30 (proiezione della sezione di rialzo 2020-2025).