Schneider Electric vara l'operazione USA, ma il mercato reagisce con forti vendite

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
5 min

L’offerta su PTC progetta un protagonista mondiale del software industriale, ma valuta i titoli americani con un premio di ben oltre il 40% e finanzia l’offerta tutta in contanti anche con un aumento di capitale ed emissione di bond

Schneider Electric vara l'operazione USA, ma il mercato reagisce con forti vendite
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Il mercato reagisce duramente oggi al piano di conquista di Schneider Electric negli Stati Uniti. Il colosso francese dei sistemi elettrici e di automazione, anche per data center, ha annunciato una proposta tutta in contanti per la software house statunitense PTC che fornisce soluzioni industriali a diversi settori.

PTC ha chiuso l’ultima seduta di venerdì scorso sul Nasdaq a 144,03 dollari per una capitalizzazione complessiva di circa 15,89 miliardi di dollari; Schneider Electric mette sul piatto 205 dollari per titolo (circa € 182) e valuta quindi il gruppo circa 22,6 miliardi di dollari (equity), con un premio per azione sull’ultima chiusura del 42,3% circa.
Un premio che sale a circa il 46,1% sul prezzo medio ponderato per i volumi degli ultimi tre mesi di trading su PTC.
E' la più grande acquisizione messa in piedi da Schneider Electric nella sua storia.

Schneider Electric, reazione negativa del titolo all'offerta su PTC

La reazione del mercato stamane in avvio di ottava è nettamente negativa, con vendite imponenti sul titolo di Schneider Electric: l’azione perde in questo momento il 9,32% e si riporta a 274,76 euro dopo un minimo a 272,69 praticamente sulla trendline rialzista in forza sul grafico dai minimi dello scorso 31 marzo a 225,3 euro.

Il movimento quindi per ora non compromette il quadro grafico di medio e lungo periodo, nonostante l’entità del ripiegamento, ma il fatto che in avvio di ottava i prezzi abbiano violato in gap down al ribasso la media mobile esponenziale a 50 sedute stabile sui 288 da inizio settembre, manda comunque un brutto segnale agli operatori.

Schneider Electric vara l'operazione USA, ma il mercato reagisce con forti vendite

È probabilmente quel premio generoso, oltre il 40% tutto in contanti, che fa storcere il naso a diversi investitori, anche perché ai prezzi del piano l’enterprise value della società di Boston sale a 23,7 miliardi di dollari (€ 21,1 mld) e quindi i multipli del deal sono 21x in termini di EV/EBITA Adj 2027E e 13x in termini di EV/EBITA Adj 2027E comprendendo le sinergie attese.
Sono entrambi due multipli generosi su risultati ed eventuali sinergie da raggiungere l’anno prossimo. Oltretutto la preda è una società del software e non di quel jolly dell'AI che è l'infrastruttura in questa fase.

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Schneider Electric, i piani del gruppo

Storicamente, hanno sottolineato alcuni analisti, le acquisizioni di Schneider Electric si sono dimostrate efficaci; ma va aggiunto che questo enterprise value vale 7,7 volte i ricavi dell’esercizio chiuso lo scorso 30 settembre (€ 2,74 mld), 22 volte l’utile netto non GAAP dello stesso periodo (€ 958,8 mln) e 24,6 volte il free cash flow (€ 856,7 mln).

Il piano ha ovviamente anche i suoi punti di forza, soprattutto perché accelera su quel fronte dell’intelligenza artificiale nel quale il gruppo guidato dal CEO Olivier Blum investe energia e risorse da molto tempo.

L’ambizione di Blum è creare un protagonista globale del software industriale, di quel complesso intreccio che c’è al confine tra il mondo fisico e quello virtuale nell’ambito dell’AI applicata alle imprese.

La presentazione al mercato sottolinea la leva che queste tecnologie possono azionare sui fronti dell’efficienza, della produttività, della resilienza e della sostenibilità.
Nel disegno di Schneider Electric i software per manifattura e industria di PTC sono compatibili con ampie aree di produzione del gruppo, dallo storage di energia all’automazione, dai data center agli impianti manifatturieri di nuova generazione.

Schneider Electric conta con i nuovi asset di moltiplicare per tre il mercato di riferimento nel campo dei software industriali e confida di raggiungere sinergie di costo per 250 milioni di euro a regime (del terzo anno) e sinergie di ricavo per 800 milioni di euro a regime (dal secondo anno), con costi di esecuzione una tantum da 250 milioni di euro. L’acquisizione dovrebbe inoltre da subito portare benefici in termini di utile per azione.

Schneider Electric conferma dividendo e buyback, ma prevede un aumento di capitale e nuovi bond per finanziare l'acquisizione USA

Sui corsi in calo di queste ore influiscono probabilmente anche i primi calcoli sul finanziamento dell’operazione che, oltre a un prestito ponte dalle banche, sarà finanziata da un aumento di capitale di capitale da 5-6 miliardi di euro, che potrebbe prendere la forma di un accelerated book building, e da nuove emissioni di debito per 16-17 miliardi di euro (bond).

Il colosso di Rueil-Malmaison (a ovest di Parigi) ha comunque confermato tutte le indicazioni principali fornite al Capital Markets Day agli investitori, sul rating a livello di A, sul pagamento di dividendi (li paga regolarmente da 16 anni), sulla ‘gestione attiva del portafoglio’ che dovrebbe portare proventi da cessioni per 1,0-1,5 miliardi di euro entro il 2030, sul piano di riacquisto di titoli propri (buyback) da 2,5-2,5 miliardi di euro al 2030, dei quali 600 milioni quest’anno.

Gli spunti costruttivi insomma non mancano, ma prima che i benefici industriali concreti dell’operazione emergano servirà probabilmente un po’ di tempo.

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Informazioni sull'autore:

Giovanni Digiacomo
Giovanni Digiacomo

Giornalista professionista con oltre venti anni di esperienza in ambito economico e finanziario. Supporta il notiziario economico-finanziario di FTA Online News con lanci, commenti, approfondimenti, analisi e interviste sui principali mercati e le più importanti asset class. Ha seguito per il sito di Borsa Italiana tematiche finanziarie come la crisi del debito sovrano europeo e la diffusione delle criptovalute. Si occupa di sostenibilità e innovazione per il Quinto Ampliamento e per il Journal di Message Group.