Ancora vendite su Banca Ifis, ma la cessione degli NPL e le altre operazioni strategiche proseguono

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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L’azione sui minimi del 2022, nonostante i nuovi chiarimenti forniti al mercato. E' a tre la gara per il portafoglio di deteriorati, presto la fusione con illimity e con il nuovo anno nuovo piano, nuova governance e nuovo profilo

Ancora vendite su Banca Ifis, ma la cessione degli NPL e le altre operazioni strategiche proseguono
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Il titolo di Banca Ifis è un coltello che cade. Anche oggi l’azione cede il 5,12% e chiude sui minimi di seduta a 10,75 euro a un passo dai 10,55 euro, dei bottom del settembre 2022.

È sulle candele settimanali che infatti bisogna spostarsi per cercare aree possibili di consolidamento sul grafico e proprio su questo timeframe si può individuare il transito dei corsi per l’area del 78,6% di ritracciamento di tutto il movimento di apprezzamento del titolo dai bottom dell’ottobre 2020 a 6,66 euro ai massimi del febbraio 2026 a 27,72 euro.
A questo punto siamo, a un calo del 60% dai top di neanche un anno fa, ma se un intervento con manovre ribassiste tanto violente e ancora da sconsigliare vivamente, forse si può cominciare a pensare che i corsi potrebbero avviare la costruzione di un’area di supporto, sui 10,75 euro di oggi o sui 10 euro dei supporti statici posti tra luglio e dicembre 2020. Anche l’RSI a 14 periodo settimanali è in ipervenduto, ma insomma, dire che ci vorrebbero delle conferme è dire poco.

Meglio tenere aperto l’altra e più concreta cartelletta dei dati fondamentali del gruppo sui quali anche grazie alla Banca d’Italia pian piano la luce cresce, ponendo forse le basi per quella trasparenza che è il primo passo per un ritorno della fiducia.

Ancora vendite su Banca Ifis, ma la cessione degli NPL e le altre operazioni strategiche proseguono

Il comunicato di ieri cosa ha aggiunto alle preoccupanti notizie giunte lo scorso 25 settembre?

Banca IFIS: il taglio della guidance e gli accantonamenti da € 70 mln

Dopo una crisi che ha seguito, almeno temporalmente, la conquista di illimity Bank il titolo ha registrato una seduta difficilissima a Piazza Affari lo scorso 26 giugno quando ha annunciato il taglio della guidance sugli utili 2026 da 170-190 milioni di euro a 100-110 milioni.

Ai prezzi di oggi potrebbe significare comunque un P/E forward di 6,6-6,0x che potrebbe suonare persino attraente, se non fosse che i nodi da sciogliere sono ancora molti.

In occasione del 26 giugno, quando il titolo ha perso più di un terzo del proprio valore in una seduta sola, la revisione della guidance ha pesato non poco, sebbene quei 70 milioni di utili in meno siano stati spiegati subito in maniera lineare con 30 milioni di accantonamenti collegati ad alcune esposizioni creditizie di grandi dimensioni (lo 0,20% degli attivi appena di Banca IFIS) e 40 milioni di euro di esposizioni cartolarizzate nel settore NPL di illimity.

A conto economico impatti che si sentono, ma in termini patrimoniali poca roba sui circa 16,4 miliardi di euro di crediti a clientela al costo ammortizzato al 30 giugno (7,4 mld di Commercial & Corporate Banking; 1,6 mld di crediti verso clientela del settore NPL; 4,6 mld da illimity e 2,7 mld dal settore Settore Governance & Servizi e Non Core) ai quali corrispondono a circa 13,8 miliardi di asset ponderati per il rischio (RWA).

Oltretutto il 26 giugno scorso Banca Ifis iscriveva a bilancio circa 70 milioni di euro di attività fiscali differite, ossia DTA che genereranno capitale nel tempo.

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Banca IFIS, le prossime mosse

A novembre dovrebbe essere varata la fusione con illimity Bank. Attualmente ci sono due cda separati tra i due gruppi che dovranno integrarsi verso una nuova realtà dal profilo diverso, focalizzata sui servizi specializzati alle imprese, con un forte presidio digitale, leader nello specialty finance e più vicina non solo alle PMI ma anche alle famiglie.

Senza gli NPL però. Sempre lo scorso 26 giugno Banca IFIS annunciava infatti che il business dei crediti deteriorati, un tempo molto rilevante, sarebbe stato ceduto.

Un altro tassello non secondario nel piano strategico di creazione del nuovo gruppo, la più grande operazione nel suo genere mai vista in Italia: un portafoglio complessivo di 1,5 miliardi di euro di net book value (17,8 miliardi di euro lordi), comprensivo non soltanto degli asset in sé, ma anche della piattaforma di gestione e recupero (il servicing).

La gara è già partita e oggi il Sole 24 Ore ha rivelato che sarebbero tre i soggetti in gara: Elliott in cordata con doValue (-0,12%), Kkr con Hipoges e Hoist. La cessione sarà un altro tassello importante del nuovo percorso di IFIS e, anche se il titolo soffre ancora oggi, gli ultimi chiarimenti giunti anche su richiesta della Consob aumentano la trasparenza sulla situazione del gruppo.

Dal comunicato del 25 settembre era emerso che il rapporto ispettivo della Banca d’Italia toccava un po’ tutto, dalla governance da rafforzare anche con nuove figure professionali, alle funzioni di controllo e al nuovo piano industriale, dalla revisione dei processi nei comparti di credito, NPL e cartolarizzazioni al sistema di gestione e controllo, fino alla determinazione entro massimo 90 giorni di requisiti patrimoniali aggiuntivi.

Ieri Banca IFIS ha ribadito la fiducia nei propri processi di monitoraggio, classificazione e valutazione del credito e degli NPL acquistati da terzi, rivendicando sugli NPL modelli affidabili e validati da ben tre primari consulenti esterni indipendenti.
Il recepimento delle risultanze ispettive sui dati al 2025 (definito eventuale) comporterebbe comunque:

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    riclassificazioni per ben 200 milioni di euro, dei quali, però, circa 145 milioni già effettuate al 30 giugno scorso. Ne conseguirebbe un aumento di circa 50 basis point dell’NPL ratio.

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    Ci sarebbero poi rettifiche relative al portafoglio NPL acquisito per 157 milioni di euro, ma parliamo di un portafoglio appunto in vendita, verosimilmente entro l’anno e quindi sarà da vedere come si configurerà l’acquisizione da parte di uno dei grandi operatori in gara. Altri 58 milioni di rettifiche andrebbero applicate al portafoglio creditizio ma poiché 45 milioni di euro sarebbero già state effettuate, ne rimarrebbero circa 13 milioni di euro.

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    Un aumento degli attivi ponderati per il rischio RWA da € 128 mln (per 108 mln già effettuato).

Banca IFIS negli ultimi anni è stata anche una macchina per dividendi, ma bisognerà vedere le consistenze patrimoniali del gruppo al termine di queste manovre e di questo esercizio ancora in evoluzione per fare i calcoli su questo fronte: l’asticella per la distribuzione di utili e/o riserve resta a 100 punti base sopra i requisiti regolamentari, ma va considerato che al 30 giungo il CET 1 ratio di Banca IFIS era del 13,4% e i requisiti di Banca d’Italia erano al 9,9%, quindi c’erano ben 350 punti base di differenza.

La situazione è dunque in evoluzione anche se il percorso ha già delle tappe ben definite: forse già a novembre la fusione con illimity che ha ottenuto di recente un via libera senza condizioni; la cessione del portafoglio di NPL entro l’anno, la revisione della governance e il nuovo piano industriale all’inizio del prossimo anno come previsto.

Sull’innesto di nuove figure nel gruppo, più in linea con il suo nuovo profilo, Ifis era già al lavoro visto che è già previsto che nell’aprile 2028 vengano meno alcuni requisiti di indipendenza nel board.

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Informazioni sull'autore:

Giovanni Digiacomo
Giovanni Digiacomo

Giornalista professionista con oltre venti anni di esperienza in ambito economico e finanziario. Supporta il notiziario economico-finanziario di FTA Online News con lanci, commenti, approfondimenti, analisi e interviste sui principali mercati e le più importanti asset class. Ha seguito per il sito di Borsa Italiana tematiche finanziarie come la crisi del debito sovrano europeo e la diffusione delle criptovalute. Si occupa di sostenibilità e innovazione per il Quinto Ampliamento e per il Journal di Message Group.