Debole Piazza Affari nonostante l’accordo USA-Iran, bene Generali, male Saipem

di FTA Online News pubblicato:
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Avvio di seduta in calo per i maggiori indici azionari italiani ed europei, nonostante la notizia dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran e la decisione della Fed di lasciare invariati i tassi nel range 3,50%-3,75%
Ieri sera, a margine del G7 di Evian in Francia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato elettronicamente il memorandum d’intesa con l’Iran, mentre da remoto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian faceva lo stesso. Nei 14 punti soprattutto la tregua nel conflitto, anche in Libano, lo sblocco di Hormuz, la rinuncia iraniana all’arma nucleare e il graduale ritiro delle sanzioni USA ai danni di Teheran e lo scongelamento dei suoi bene. Resta indefinito nel dettaglio il dossier degli oltre 400 chili di uranio arricchito sepolti in Iran, ma ci saranno 60 giorni per dettagliare l’intesa e 30 giorni per rimuovere gli ostacoli alla libera navigazione sullo Stretto.

Ieri sera il nuovo presidente della Fed Kevin Warsh ha lasciato invariati i tassi come da attese, ma ha assunto una postura restrittiva: “Riconosciamo che l’inflazione si è attestata ben oltre l’obiettivo statutario della Fed del 2% per oltre 5 anni. Prezzi elevati in maniera persistente sono un onere per il popolo americano, ma il passato non deve per forza essere un prologo. Sono lieto di riportare che i membri del FOMC sono chiari e unanimi: questo comitato raggiungerà la stabilità dei prezzi”. Warsh ha anche deciso di cambiare la comunicazione della Fed e avviato una sua profonda revisione.

Ieri gli indici di Wall Street hanno registrato dei cali consistenti: S&P 500 -1,21%, Nasdaq -1,34%, Dow Jones -0,98% In queste ore i future sui listini USA sono invece orientati al recupero. Contrastati stamane i maggiori listini asiatici: positivi il giapponese Nikkei 225 (+1,75%) e il sudcoreano Kospi (+2,25%), mentre arretrano lo Shanghai Composite (-0,43%) e l’Hang Seng (-2,11%).

In Europa prevalgono le vendite: Euro Stoxx 50 -0,05%, Dax -0,15%, Cac 40 +0,02%, Ibex 35 -0,44%, Ftse 100 -0,93%

In calo anche Piazza Affari: Ftse MIB -0,23%, Ftse Italia All Share -0,25%, Ftse Italia Mid Cap -0,61% e Ftse Italia Star -0,82%

In rialzo l’euro sul dollaro: EUR/USD segna quota 1,1513 (+0,11%).

Poco mosso il mercato dei titoli di Stato europei: il rendimento del BTP decennale italiano segna un rialzo di 1 punto base al 3,63%, lo spread sul Bund si pone a 70 punti base. Continua il collocamento del BTP Italia Sì, che avrebbe già raggiunto richieste complessive per oltre 6,7 miliardi di euro e domani alle 13 terminerà la fase di raccolta degli ordini.

Con la diffusione dell’accordo in 14 punti raggiunto tra Stati Uniti e Iran e la prospettiva di uno sblocco dello Stretto di Hormuz si registrano nuovi cali delle quotazioni del petrolio greggio: il Brent passa di mano a 78 dollari al barile (-1,95%) e il WTI tratta a 75,02 dollari (-2,3%).

Arretra il settore a Piazza Affari: Eni -1,01%, Saipem -3,02% e Tenaris -1,28%
Alcuni osservatori hanno sottolineato che PC Ketapang II, joint venture di Eni e Petronas, ha avviato i lavori al giacimento di gas di Bukit Panjang in Indonesia. MF ha inoltre riportato che Saipem e Subsea avrebbero notificato il 16 giugno il progetto di fusione all’Antitrust UE e avrebbero lo scorso 26 maggio depositato anche la notifica relativa al Foreign Subsidies Regulation (Fsr). Entrambi i dossier seguono un calendario di 25 giorni lavorativi e si aggiungono ad altri percorsi autorizzativi, il più caldo dei quali è quello con il Cade brasiliano sul quale però, di recente, Subsea7 ha espresso ottimismo.

Debole in avvio il settore del credito: Ftse Italia Banche -0,04% Fa bene però durante i primi scambi Unicredit (+0,16%) che ha comunicato l’altro ieri di aver registrato adesioni alla propria offerta di scambio dal 12,41% del capitale di Commerzbank (-0,17%). Era formalmente l’ultimo giorno dell’offerta, ma la legge tedesca prevede una riapertura di due settimane delle adesioni “per i ritardatari”: dovrebbe essere tra il 20 giugno e il 3 luglio prossimi. È da segnalare una ricostruzione del Sole 24 Ore secondo la quale Unicredit avrebbe presentato informalmente un progetto di scambio azionario alla holding lussemburghese Delfin: la banca di Piazza Gae Aulenti punterebbe a scambiare il 10% di Generali in mano a Delfin con azioni proprie. Dato che Unicredit controlla già il 9,2% circa del Leone di Trieste, l’operazione proietterebbe la banca al 19,2% di Generali e al tempo stesso Delfin diventerebbe il primo azionista di Unicredit con l’8% circa. Ci sarebbe stato già un primo diniego informale di Delfin e non sarebbe stata spedita nessuna richiesta all’IVASS, l’ente che vigila sulle assicurazioni che dovrebbe eventualmente autorizzare il superamento del 10% di Generali (+1,36%).

Sottotono Leonardo(-0,13%) con le minori tensioni geopolitiche. Il gruppo ha annunciato una joint venture con Edge, importante gruppo emiratino della tecnologia della difesa: l’obiettivo è ottenere insieme ordini superiori ai 4 miliardi di euro nei prossimi 5 anni.

All’attenzione Poste Italiane (-0,41%) nel giorno in cui l’assemblea sarà chiamata ad approvare l’aumento di capitale al servizio dell’offerta sulle azioni di Telecom Italia (-0,84%).

Arretra di nuovo Stellantis (-1,78%) dopo il profit warning di ieri della tedesca BMW ma anche dopo il rilancio dell’ad Antonio Filosa alle commissioni Attività produttive di Senato e Camera del ruolo produttivo dell’Italia nonostante i nodi del lavoro e del costo dell’energia.

In calo anche le utility: Ftse Italia Utenze -0,86%, Enel -0,98%, A2A -1,54%, Hera -1,42%Oro in recupero a 4.358 dollari l’oncia (+0,56%).

Tra i minori sopra il riferimento Ferretti (+0,02%), che ha difeso la propria posizione sotto il profilo del golden power, mentre ripiega OVS (-2,53%) che ha comunicato i dati del primo trimestre con vendite in crescita del 7% a 381 milioni ed ebitda rettificato in aumento del 27% a 35,7 milioni.

Debole l’oro che torna a 4.285 dollari l’oncia (-1,72%).

L’agenda macroeconomica di oggi ha già registrato nel Regno Unito un tasso di disoccupazione in calo al 4,9% ad aprile. In calendario alle 10:00 le partite correnti dell’Eurozona (Apr). Alle 13:00 prevista la Decisione sul tasso d'interesse della Banca d’Inghilterra. Alle 14:30 negli Stati Uniti l’Indice di produzione della Fed di Filadelfia (Giu); le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione; l’Occupazione Philly Fed (giu). Alle 19:00, sempre negli Stati Uniti è prevista la conta degli impianti di trivellazione di Baker Hughes.

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