Eni sale del 2,66% e torna sui massimi: decisiva la resistenza a 25 euro
pubblicato:Il rally dei prezzi energetici e la revisione delle stime degli analisti sul terzo trimestre incoraggiano i corsi

Eni termina la seduta di giovedì a 24,88 euro, in rialzo del 2,66%, dopo avere oscillato tra 24,345 e 25,05 euro. Il titolo ha beneficiato del nuovo aumento dei prezzi energetici e della serie di revisioni positive pubblicate dagli analisti in vista dei risultati del terzo trimestre.
Target price ancora in aumento
JPMorgan ha portato il prezzo obiettivo da 26,50 a 28 euro, confermando la raccomandazione overweight. La revisione si aggiunge a quelle comunicate nei giorni precedenti:
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UBS: target price da 28 a 30 euro, rating buy;
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Barclays: da 30,50 a 32 euro, giudizio overweight;
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Intesa Sanpaolo: da 24,90 a 28,30 euro, raccomandazione alzata a buy;
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Intermonte: da 23 a 25 euro, giudizio neutral.
La valutazione di Intermonte risulta ormai sostanzialmente allineata alle quotazioni di mercato, mentre le altre case d’investimento individuano ancora un potenziale rialzista compreso indicativamente tra il 12% e il 29%.
Intermonte ha aggiornato le proprie stime soprattutto per incorporare prezzi più elevati di petrolio e gas e margini di raffinazione più favorevoli.
La società di analisi ha inoltre deconsolidato Plenitude a partire dal quarto trimestre 2026 e dal debito netto di fine terzo trimestre, dopo il closing delle operazioni con Ares ed EIP. Le modifiche determinano un incremento delle stime di utile per azione di circa il 10% nel 2026 e del 6% nel 2027.
Intermonte ipotizza inoltre un aumento del programma di riacquisto di azioni proprie di 300 milioni, fino a 3,7 miliardi di euro, e un possibile dividendo straordinario di 0,04 euro per azione sui risultati del 2026.
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Aggiornato il programma obbligazionario da 20 miliardi
Eni ha intanto aggiornato il programma Euro Medium Term Note da 20 miliardi di euro, destinato all’emissione di obbligazioni senior e subordinate.
L’importo del programma rappresenta una cornice massima e non implica che Eni intenda raccogliere immediatamente 20 miliardi.
Le singole emissioni potranno essere effettuate in più tranche, in euro o in altre valute, con importi e condizioni stabiliti in funzione delle opportunità di mercato e delle necessità finanziarie del gruppo.
Le obbligazioni subordinate previste dal programma saranno perpetue, quindi prive di una scadenza fissa. Eni potrà richiedere l’ammissione dei titoli sul MOT di Borsa Italiana oppure sul mercato del Lussemburgo. Il taglio minimo sarà di 100.000 euro, con multipli successivi di 1.000 euro.
L’aggiornamento aumenta la flessibilità finanziaria del gruppo, ma non costituisce di per sé l’annuncio di una nuova emissione né di un aumento immediato dell’indebitamento.
Analisi tecnica: triangolo superato, ma manca la conferma sopra 25 euro
Dal punto di vista grafico, Eni ha superato la parte superiore del triangolo ascendente sviluppato nelle ultime settimane, collocata nell’area 24,60-24,70 euro. La rottura rappresenta un segnale positivo, sostenuto anche dall’incremento della volatilità e dall’accelerazione registrata nella seduta.
Il titolo ha però incontrato un ostacolo particolarmente importante a 25-25,05 euro, area coincidente con il massimo del 7 aprile. Il massimo intraday di giovedì a 25,05 ha testato esattamente questa barriera, ma la chiusura a 24,88 non consente ancora di considerarla definitivamente superata. Una chiusura confermata sopra 25,05 euro completerebbe il breakout e potrebbe aprire spazio verso: 25,50 euro, primo obiettivo intermedio; 26 euro, successiva resistenza; 26,70-26,80 euro, obiettivo teorico ricavabile dall’ampiezza del triangolo.
Sul lato opposto, la prima area da difendere si colloca a 24,60-24,70 euro. Un rapido ritorno sotto questa fascia aumenterebbe il rischio di un falso breakout, con possibili ripiegamenti verso 24,30, quindi nell’area 23,80-24 euro.
Il supporto di medio periodo più significativo si trova tra 23 e 23,20 euro, dove transitano la media mobile esponenziale a 100 giorni e la trendline ascendente partita dai minimi estivi.
Il quadro tecnico rimane quindi costruttivo, ma Eni si trova davanti a un passaggio decisivo: la rottura confermata di 25,05 trasformerebbe il recente movimento in una nuova gamba rialzista; una nuova respinta potrebbe invece mantenere il titolo all’interno di una fase di consolidamento.