Mattarella scuote l’Italia: «Guerre scellerate e oligarchie più potenti degli Stati»

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Dal Meeting di Rimini il Presidente mette in guardia contro concentrazione del potere, diseguaglianze, odio e passività: la democrazia non può essere data per scontata

Mattarella scuote l’Italia: «Guerre scellerate e oligarchie più potenti degli Stati»
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

Mattarella contro guerre, oligarchie e manipolazioni: un richiamo alla difesa della democrazia

In un momento storico segnato da guerre, crescenti diseguaglianze, concentrazione della ricchezza e nuovi poteri tecnologici, Sergio Mattarella torna a utilizzare parole difficili da liquidare come semplice retorica istituzionale.

Dal Meeting di Rimini alla commemorazione della strage di Bologna emerge un filo conduttore piuttosto preciso: la democrazia non può essere considerata acquisita una volta per tutte e va difesa tanto dalle falsificazioni del passato quanto dalle nuove concentrazioni di potere del presente.

Resta naturalmente una domanda: quanto riescono ancora a incidere richiami di questo tipo in una società sempre più polarizzata e in un sistema internazionale dominato dai rapporti di forza?

Mattarella: «Ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati»

Nel messaggio inviato al Meeting di Rimini, il Presidente della Repubblica usa parole insolitamente nette: parla di «guerre scellerate», di diseguaglianze crescenti e soprattutto di «ristrettissime oligarchie» capaci di accumulare «poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani».

Il passaggio sulle oligarchie è probabilmente quello politicamente più interessante.

Mattarella non fa nomi e quindi attribuire direttamente quelle parole a Trump, Netanyahu o a singoli miliardari tecnologici rappresenterebbe un'interpretazione, non qualcosa che il Presidente abbia affermato esplicitamente.

Il problema sollevato, però, è molto concreto: la concentrazione di ricchezza, tecnologia, informazione e capacità di influenza politica in pochissime mani può produrre centri di potere privati capaci di competere persino con gli Stati.

Ed è difficile non pensare al peso raggiunto dalle grandi piattaforme tecnologiche e dai proprietari delle infrastrutture digitali, dell'intelligenza artificiale, delle reti satellitari e dei sistemi di comunicazione.

Non si tratta più semplicemente di aziende enormemente ricche. Alcuni soggetti privati controllano infrastrutture diventate strategiche anche sul piano geopolitico e militare.

Da qui nasce una questione fondamentale per le democrazie contemporanee: chi controlla chi dispone di un potere economico e tecnologico tanto grande?

Mattarella contrappone a questa concentrazione del potere una società capace di non cadere nella «passività» e nell'«omologazione», rifiutando odio e avversione verso il diverso e lo straniero.

Ed è forse questa la parte meno retorica del suo intervento: una democrazia non viene difesa soltanto dalle istituzioni, ma dalla capacità dei cittadini di conservare autonomia di giudizio.

Dalle oligarchie alla strage di Bologna: il filo conduttore è la difesa delle istituzioni

Lo stesso approccio era emerso con particolare chiarezza nelle parole dedicate alla strage di Bologna.

In quel caso Mattarella era stato ancora più esplicito, richiamando i «valori di libertà, di giustizia, di democrazia che la strategia neofascista del terrore pretendeva distruggere».

Altrettanto significativo il ringraziamento rivolto ai magistrati e agli uomini delle istituzioni che si sono dimostrati «più forti dei tentativi di depistaggio», insieme ai familiari delle vittime per il loro impegno nella ricerca della verità.

Sono parole importanti perché respingono il tentativo di trasformare fatti storicamente e giudiziariamente accertati in una semplice contrapposizione tra opinioni.

Mattarella richiama invece la responsabilità della Repubblica nel preservare memoria, verità giudiziaria e valori costituzionali.

Esiste dunque una notevole coerenza tra i due interventi.

A Bologna Mattarella difende la democrazia dalle falsificazioni e dai depistaggi del passato; a Rimini mette in guardia dalle nuove concentrazioni di potere del presente.

In entrambi i casi il messaggio è che le istituzioni democratiche non possono limitarsi a esistere formalmente: devono essere difese quando il potere si concentra, la verità viene manipolata o la società comincia a considerare inevitabile ciò che fino a poco tempo prima sarebbe apparso inaccettabile.

Ma chi ascolta ancora il Presidente della Repubblica?

È probabilmente questa la questione più delicata.

Il Presidente della Repubblica dispone soprattutto della forza della parola, della moral suasion e dell'autorevolezza dell'istituzione.

Non dispone degli strumenti attraverso i quali un governo può modificare direttamente la politica economica, industriale o internazionale.

Per questo i suoi interventi difficilmente producono conseguenze immediate.

Ma considerarli irrilevanti sarebbe probabilmente un errore. In una fase nella quale il confine tra potere economico, tecnologico, mediatico e politico diventa sempre meno definito, il fatto che la più alta carica dello Stato affermi apertamente che esiste un problema di concentrazione del potere contribuisce almeno a fissare un principio.

Non tutto ciò che la tecnologia, il mercato o i rapporti di forza rendono possibile deve automaticamente diventare accettabile per una democrazia.

E forse il significato più profondo delle parole di Mattarella sta proprio qui: ricordare che abituarsi è spesso il primo passo per smettere di reagire.

Sul canale Telegram Econotrade Insights troverai gli aggiornamenti sull'andamento dei mercati, segnali operativi e commenti esclusivi per gestire i prossimi movimenti, richiedi la tua prova gratuita scrivendo a info@ftaonline.com