Petroliferi incerti su calo greggio e situazione Hormuz
pubblicato:Mattinata negativa per i titoli del settore petrolifero. Eni, Tenaris e Saipem oscillano in territorio negativo mentre d'Amico si muove in controtendenza. Il greggio perde terreno dai massimi di ieri in scia alle ultime notizie dallo Stretto di Hormuz.

Mattinata debole per i titoli del settore petrolifero. Eni, Tenaris e Saipem oscillano in territorio negativo mentre d'Amico si muove in controtendenza. Il greggio perde terreno dai massimi di ieri in scia alle ultime notizie dallo Stretto di Hormuz.
Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: ETF azionario globale - ETF leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - ETF leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del FTSE MIB - Titoli tecnologici USA del paniere FANG+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n
Petrolio volatile, Hormuz il fattore chiave
Il future su Brent per consegna ottobre segna al momento 93,25 dollari/barile, in flessione dal massimo dal 24 luglio toccato ieri pomeriggio a 94,71. Il derivato prosegue il recupero dal minimo dal 13 luglio toccato il 5 agosto a 78,11, riavvicinandosi progressivamente al massimo dal 22 maggio a quota 102 raggiunto il 23 luglio.
La grande volatilità del prezzo del petrolio è legata alle dinamiche della crisi in Medio Oriente e in particolare alla situazione dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il commercio di petrolio: da esso transita infatti circa il 20% dell’offerta mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto trasportati via mare.
L'Iran non domina più sullo Stretto ma il petrolio sale ancora
Le schermaglie USA-Iran si sono concentrate proprio sul controllo dello Stretto. Nelle due ultime settimane c'è stato un incremento del numero delle petroliere in transito attraverso una rotta vicina all'Oman sotto la protezione delle forze militari americane: secondo gli analisti l'Iran avrebbe pertanto perso parte del controllo che esercitava sullo Stretto.
Questo non si è del tutto riflesso nelle quotazioni del prezzo del petrolio che continuano a salire pur restando sotto i picchi di fine luglio. Probabilmente il mercato ritiene la questione Hormuz ancora ben lontana da una soluzione positiva.
Sul canale Telegram Econotrade Insights troverai gli aggiornamenti sull'andamento dei mercati, segnali operativi e commenti esclusivi per gestire i prossimi movimenti, richiedi la tua prova gratuita scrivendo a info@ftaonline.com
L'analisi del grafico future sul Brent
Il quadro tecnico del future sul Brent (contratto consegna ottobre) mette in evidenza l'accelerazione di fine febbraio fin sul massimo da marzo 2022 toccato a fine aprile a 126,41 dollari/barile. La correzione successiva si è fermata sui 70,14 di inizio luglio, per dare poi vita al rimbalzo sui 102 del 23/7.
Il derivato sta recuperando dai 78,11 di inizio mese con l'obiettivo di attaccare area 102. In caso di successo le quotazioni non avrebbero difficoltà a raggiungere i 112,72 toccati a metà maggio. Una vittoria su questo ultimo riferimento preannuncerebbe il ritorno sul picco di aprile.
Segnali di debolezza in caso di discese sotto il supporto dinamico attualmente a 82,40, prologo a un test di 78,11. La violazione di questo sostegno favorirebbe una correzione più consistente sui 70,14, riferimento determinante per scongiurare la riattivazione del movimento discendente partito a fine aprile in direzione di 58-59, minimi allineati di aprile,maggio e dicembre 2025.