EuroStoxx 50 prova a reagire, ma il vero test arriva dai Treasury USA

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
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Future Eurostoxx 50 sulla delicata area 6.440-6.460 punti, mentre il Treasury decennale al 4,71% continua a condizionare le Borse globali

EuroStoxx 50 prova a reagire, ma il vero test arriva dai Treasury USA

EuroStoxx 50 Future prova a reagire, ma i Treasury restano il vero ago della bilancia

Il Future EuroStoxx 50 tenta un recupero questa mattina e guadagna circa lo 0,26%, dopo essersi mosso tra 6.443 e 6.470 punti.

Il rimbalzo arriva dopo la correzione delle ultime sedute, che ha riportato rapidamente il contratto dai massimi di agosto in area 6.600 verso una zona tecnica decisiva.

A sostenere il mercato europeo contribuiscono i PMI dell'Eurozona migliori delle attese, che descrivono un'economia sorprendentemente resiliente nonostante le tensioni geopolitiche.

A frenare l'entusiasmo rimane però il mercato obbligazionario americano: il Treasury decennale viaggia intorno al 4,71%, dopo il deciso recupero dei rendimenti di giovedì. In questa fase è probabilmente questa la variabile che gli investitori stanno osservando con maggiore attenzione.

Eurozona: manifattura in accelerazione e nuovi ordini ai massimi da oltre tre anni

Il quadro congiunturale europeo offre indicazioni incoraggianti. Ad agosto il PMI composito è salito a 52,1 punti dai 52 di luglio, superando le attese ferme a 51,7 e raggiungendo il livello più elevato da novembre.

Particolarmente significativo il miglioramento della manifattura: il PMI manifatturiero è salito da 51,9 a 52,8, massimo degli ultimi quattro anni, mentre la produzione ha registrato l'espansione più forte degli ultimi 54 mesi.

I nuovi ordini hanno mostrato la crescita più sostenuta degli ultimi 40 mesi e quelli destinati all'esportazione sono tornati ad aumentare per la prima volta dal febbraio 2022.

Anche il mercato del lavoro fornisce un segnale interessante: l'occupazione complessiva è tornata a crescere per la prima volta quest'anno, con le aziende manifatturiere che hanno ripreso ad assumere dopo oltre tre anni.

Il settore dei servizi rimane invece stabile, con il relativo PMI a 51,7 punti.

C'è poi un elemento particolarmente importante per la BCE: le pressioni sui prezzi stanno diminuendo. I costi degli input crescono al ritmo più basso degli ultimi sei mesi e l'inflazione dei prezzi praticati dalle imprese è ai minimi da cinque mesi.

La stessa indicazione arriva dalle aspettative dei consumatori rilevate dalla BCE. Le attese d'inflazione a un anno sono scese dal 3% al 2,9%, quelle a tre anni dal 2,8% al 2,7%, mentre quelle a cinque anni rimangono ferme al 2,4%.

Si crea così una combinazione interessante: crescita più forte del previsto e pressioni inflazionistiche in attenuazione.

Non è però ancora sufficiente per eliminare l'ipotesi di un nuovo rialzo dei tassi BCE a settembre, soprattutto considerando le conseguenze sui prezzi energetici della guerra in Medio Oriente.

Treasury al 4,71%: il tentativo di Bessent non ha cambiato il problema di fondo

Il principale fattore di rischio per le Borse rimane tuttavia oltreoceano.

Dopo la breve tregua provocata dall'intervento del Tesoro americano, i rendimenti hanno ripreso a salire. Il decennale USA è tornato intorno al 4,71%, mentre Scott Bessent ha lasciato aperta la possibilità di aumentare ulteriormente i riacquisti di Treasury.

Il mercato sembra però distinguere sempre più chiaramente tra un intervento sulla liquidità e una soluzione dei problemi strutturali che stanno spingendo verso l'alto i rendimenti.

Deficit elevati, debito federale superiore ai 40.000 miliardi di dollari, enorme fabbisogno di rifinanziamento, inflazione ancora sopra il target e crescente concorrenza delle emissioni corporate legate agli investimenti nell'intelligenza artificiale continuano infatti a esercitare pressione sulla parte lunga della curva.

È questo il punto cruciale anche per l'azionario: se il Treasury decennale dovesse consolidarsi sopra il 4,70% e il trentennale tornasse verso i recenti massimi, le valutazioni azionarie potrebbero subire nuove pressioni.

Al contrario, una stabilizzazione dei rendimenti offrirebbe alle Borse europee maggiore spazio per valorizzare il miglioramento del quadro macroeconomico.

EuroStoxx 50: area 6.440-6.460 diventa decisiva

Tecnicamente il Future EuroStoxx 50 è arrivato su un livello molto importante. La correzione partita dai massimi di agosto ha determinato la rottura della EMA a 10 giorni, ora intorno a 6.500 punti, e ha riportato i prezzi verso 6.460-6.440.

EuroStoxx 50 prova a reagire, ma il vero test arriva dai Treasury USA

L'area 6.460-6.465 coincide soprattutto con i precedenti massimi di inizio luglio e rappresenta quindi un classico test dall'alto di una vecchia resistenza trasformata in supporto.

Il tentativo di recupero di questa mattina va letto proprio in questa prospettiva.

Una risalita sopra 6.470 punti costituirebbe un primo segnale positivo, ma per ottenere un'indicazione più convincente servirebbe il recupero della EMA a 10 giorni in area 6.500-6.510. Sopra questa fascia il future potrebbe provare a tornare verso 6.550-6.600 e successivamente verso la grande resistenza posta intorno a 6.630-6.640 punti.

Al contrario, una rottura confermata di 6.440 punti renderebbe probabile un approfondimento della correzione. Il primo riferimento diventerebbe il SuperTrend in area 6.367, praticamente coincidente con la EMA a 50 giorni, intorno a 6.350.

È questa la fascia che, al momento, separa una normale correzione di breve da un deterioramento più significativo della struttura rialzista.

Il quadro di fondo dell'EuroStoxx 50 rimane quindi positivo, ma il mercato si trova adesso stretto fra fondamentali europei in miglioramento e rendimenti obbligazionari globali nuovamente sotto pressione. E nel brevissimo periodo potrebbe essere proprio il Treasury americano, più ancora dei PMI europei, a decidere da quale parte verrà risolto questo equilibrio.

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