Nasdaq sotto pressione: il mercato entra nel momento della verità

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Tra flat correttivo ABC e nuova gamba rialzista, il settore tech Usa deve dimostrare se la correzione è finita o solo all’inizio

Nasdaq sotto pressione: il mercato entra nel momento della verità
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Seduta delicata per il Nasdaq

Il Nasdaq Composite vive oggi una delle sedute più delicate degli ultimi mesi, con l’indice tecnologico in calo di oltre il 2,5%, colpito in pieno dalla forte delusione su Microsoft e da un sentiment che, improvvisamente, è tornato fragile.

Il mercato sta reagendo non tanto a un singolo dato negativo, quanto a un insieme di segnali che mettono in discussione l’equilibrio su cui si è retto il rally degli ultimi trimestri.

L'analisi tecnica avverte di uno scenario potenzialmente debole

Dal punto di vista tecnico, la situazione è particolarmente sensibile. Il Nasdaq 100 si trova ancora a ridosso dei massimi di fine ottobre, in area 26.250, ma la violenta reazione ribassista di oggi rischia di trasformare questa zona da trampolino a punto di esaurimento.

È uno di quei momenti in cui il mercato non può più restare ambiguo: o dimostra forza vera, oppure apre la porta a una correzione più ampia.

Qui si innestano chiaramente due scenari alternativi.

Nel primo scenario, il più prudente, il movimento degli ultimi mesi assumerebbe la forma di un flat correttivo ABC. Il ribasso di novembre sarebbe stata l’onda A, il successivo recupero verso i massimi l’onda B, tipicamente ingannevole perché riporta i prezzi vicino ai top precedenti.

In questa lettura, l’attuale debolezza rappresenterebbe l’inizio di una onda C ribassista, ancora tutta da costruire, potenzialmente più profonda e insidiosa, capace di mettere alla prova il sentiment e le convinzioni degli investitori anche nel medio periodo.

Nel secondo scenario, invece, il mercato riuscirebbe ad assorbire lo shock odierno e a rompere con decisione e consolidare sopra 26.250, negando l’ipotesi correttiva.

In questo caso, la recente volatilità sarebbe solo una fase di accumulazione all’interno di un trend rialzista più ampio, sostenuto dalla leadership tecnologica, dal tema strutturale dell’intelligenza artificiale e dall’assenza, almeno per ora, di una vera stretta monetaria.

Il presente è dominato dai conti delle big tech

In mezzo a questi due scenari c’è il presente, dominato dai conti delle big tech e da un improvviso cambio di percezione sul tema AI.

Microsoft crolla di quasi il 12% nelle prime contrattazioni, nonostante utili superiori alle attese, perché il mercato si concentra sul rallentamento di Azure e soprattutto sull’impennata delle spese in conto capitale legate all’alleanza con OpenAI.

È il segnale che gli investitori stanno iniziando a chiedersi se la corsa agli investimenti in AI stia generando ritorni proporzionati nel breve periodo.

Il quadro resta eterogeneo: Meta Platforms sorprende in positivo, con un forte rialzo grazie a una guidance sui ricavi superiore alle attese e alla solidità del business pubblicitario, segno che per alcuni player l’AI sta già producendo risultati tangibili.

Tesla arretra nonostante utili migliori del previsto, mentre Alphabet scende dopo annunci legati allo sviluppo di nuove funzionalità AI per Chrome, penalizzata dal clima generale di presa di profitto sul settore.

Gli Usa attaccheranno l'Iran?

A rendere il contesto ancora più complesso contribuiscono le tensioni geopolitiche, con l’aumento dei timori per un possibile coinvolgimento militare degli Stati Uniti in Iran, che spingono al rialzo i titoli energetici e alimentano una rotazione difensiva.

Intelligenza artificiale, investimenti reali

Sullo sfondo, le indiscrezioni su un possibile maxi-investimento fino a 60 miliardi di dollari in OpenAI da parte di Nvidia, Microsoft e Amazon rafforzano l’idea di un impegno senza precedenti sull’AI, ma allo stesso tempo accentuano i dubbi su costi, tempi e ritorni.

In questo contesto, il messaggio del mercato è chiaro: l’AI resta il cuore della narrativa, ma non è più sufficiente promettere crescita futura. Gli investitori iniziano a distinguere tra chi monetizza oggi e chi investe molto sperando domani.

Tutto, tecnicamente e psicologicamente, ruota attorno a quota 26.250 sul Nasdaq 100.

Sopra quel livello, il mercato può ancora dimostrare di avere forza strutturale.

Sotto, soprattutto se le vendite dovessero proseguire, aumenterebbe in modo significativo il rischio che la correzione non sia finita e che il rally degli ultimi mesi entri in una fase più complessa e selettiva.

Ora l’attenzione si sposta su Apple, attesa dopo la chiusura: sarà l’ultimo tassello per capire se il settore tecnologico riuscirà a ritrovare coesione o se il Nasdaq è davvero entrato nel suo momento della verità.

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